Si è svolta alla Camera dei Deputati l’informativa urgente del Governo in ordine alla ridefinizione della quota di cofinanziamento italiano ai Fondi europei per la programmazione 2014-2020.
Il Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri, Graziano Delrio, con delega alla coesione territoriale, nell’illustrare la posizione del Governo, ha ricordato, in particolare, che la richiesta di assicurare una contropartita nazionale ai finanziamenti UE scaturisce da due considerazioni: “assicurare un effetto leva alle risorse comunitarie e, in secondo luogo, garantire una corresponsabilizzazione degli Stati membri”.
Considerato che i regolamenti comunitari modulano il livello del cofinanziamento nazionale in relazione ai fabbisogni di intervento, la contropartita richiesta ai bilanci nazionali è sempre stata maggiore nelle regioni più sviluppate e minore in quelle in ritardo di sviluppo. In ragione di questo, il Sottosegretario Delrio ha ricordato come, rispetto al ciclo 2007-2013, vi sia stato un abbassamento dei tassi di cofinanziamento nazionale per il 2014-2020 che risultano così modulati: 20 per cento per le regioni meno sviluppate; 40 per cento per le regioni in transizione; 50 per cento per le regioni più sviluppate.
A fronte di questa modulazione del cofinanziamento richiesta dai regolamenti comunitari, l’Italia ha ritenuto di dover “assicurare la massimizzazione dell’effetto leva dei fondi e la parità di trattamento delle diverse aree” e, pertanto, ha deciso storicamente di applicare tassi medi di cofinanziamento sempre pari al 50 per cento.
Considerato, tuttavia, che la necessità di assicurare una capacità di spesa adeguata commisurata al maggiore impegno ha comportato notevoli ritardi nell’attuazione dei programmi e la conseguente perdita di risorse restituite a Bruxelles, ha ricordato che a partire dal 2011 è stata operata una riduzione dei tassi di cofinanziamento nazionale, che ad oggi ha raggiunto un importo complessivo di quasi 10 miliardi.
E’ stato, quindi, istituito un fondo a latere del Piano di azione e coesione ed “avviata una programmazione parallela a quella comunitaria, svincolata dai rigidi traguardi temporali, ma fortemente orientata agli stessi obiettivi e governata dalle stesse regole, pur con una componente di azione diversa rispetto a quella dei programmi europei”.
Il Sottosegretario ha precisato che la riduzione del cofinanziamento non ha portato una riduzione dell’impegno finanziario legato alle politiche di sviluppo territoriale, ma abbia, anzi, “consentito di preservare risorse che, se fossero rimaste nei programmi comunitari, sarebbero state di certo perse”.
Ha, inoltre, evidenziato che, sulla base dei dati aggiornati al 16 settembre, il residuo di spesa dei fondi finanziati dall’Unione europea per i programmi nazionali e regionali, fino al 31 dicembre 2015, risulta complessivamente pari a 20,2 miliardi di euro, di cui 15,3 miliardi nelle sole regioni della convergenza, importi che gravano sulle stesse annualità di avvio della programmazione 2014-2020. “Vuol dire che dobbiamo spendere un miliardo al mese, solo di fondi finanziati dall’Unione europea; e 5 miliardi vanno certificati e spesi entro la fine di quest’anno. C’è, quindi, necessità di uno sforzo amministrativo e di uno sforzo di efficienza notevolissimo per recuperare i ritardi”.
Il Sottosegretario Delrio ha, quindi, aggiunto: “è rilevabile che con la legge di stabilità 2014 sia assicurato un importo pari a poco meno di 24 miliardi a copertura del cofinanziamento statale – sto parlando ovviamente della nuova programmazione – a cui si aggiungono altri 4,4 miliardi di cofinanziamento regionale e che, come sapete, è posto nella misura del 30 per cento per il cofinanziamento dei POR”.
Dal momento che la Commissione europea, viste le difficoltà di spesa nel ciclo 2007-2013, ha invitato il Governo a ridurre al minimo il cofinanziamento, sono stati presentati tassi di cofinanziamento pari al 25 per cento per tutti i POR e per tutti i PON, ad eccezione dei POR Puglia e Basilicata e i PON istruzione e occupazione, “perché abbiamo anche voluto distinguere per dare segnali di attenzione alle regioni che hanno lavorato in una maniera più efficiente o ai Ministeri che hanno lavorato in una maniera più efficiente”. Ad ogni modo, le risorse stanziate saranno mantenute sul modello del Piano di azione e coesione, in maniera tale da evitare la perdita del cofinanziamento.
E’ stata fatta, quindi, una scelta di flessibilità, con la sottrazione di risorse alle scadenze annuali della regola del disimpegno automatico e la possibilità per le autorità di gestione dei programmi nazionali e regionali di attingere a quest’altra programmazione parallela. Infatti, nel caso in cui le regioni abbiano un efficientamento o i piani di rafforzamento amministrativo determinino un aumento della capacità di spesa, queste risorse del Piano di azione e coesione saranno immediatamente disponibili alla presentazione di progetti cantierabili.
Il Sottosegretario Delrio precisato che “con la delibera che presto proporremo al CIPE tutte le questioni puntuali legate al cofinanziamento verranno formalizzate e, quindi, verranno anche sottoposte ad una approvazione formale del Governo in maniera da garantire a tutti che, come già avvenuto nella precedente programmazione, le risorse del cofinanziamento che vengono sottratte al 50 per cento rimangano comunque a disposizione delle regioni per le quali erano originariamente destinate”.