Mentre a livello statale prosegue l’esame parlamentare del disegno di legge C/2039 “Contenimento del consumo di suolo e riuso del suolo edificato” presentato dal Governo, la Toscana e la Lombardia, rispettivamente con la LR n. 65 del 10/11/2014 e la LR n. 31 del 28/11/2014, hanno approvato proprie normative sulla riduzione del consumo di suolo, che si aggiungono a quelle di Abruzzo e Puglia (LR 24/2014 e LR 26/2014). La Toscana in particolare ha regolato questa tematica nell’ambito della nuova legge regionale sul governo del territorio.
Si viene così a delineare una situazione complessa e disomogenea sotto il profilo normativo, considerato che una eventuale futura disciplina statale dovrà confrontarsi con le disposizioni già vigenti a livello regionale.
Peraltro il Governo, su questo tema, continua a muoversi “in ordine sparso”: accanto al disegno di legge C/2039, ha approvato numerose misure di rilancio dell’edilizia in chiave anticrisi volte alla semplificazione delle procedure e all’agevolazione degli interventi, soprattutto di ristrutturazione, proprio in un’ottica di riduzione del consumo del suolo (da ultimo il Decreto 133/2014 “sblocca cantieri”), senza dimenticare che il Ministro delle Infrastrutture, in via autonoma, lo scorso 24 luglio ha annunciato un progetto di legge volto a riformare la normativa urbanistica dopo 72 anni dalla Legge fondamentale del 1942, non ancora formalmente portato in Parlamento.
L’Ance ha più volte evidenziato nelle sedi istituzionali e nella premessa che la normativa urbanistica nazionale non appare più idonea a governare l’attuale scenario delle trasformazioni territoriali, che la riduzione del consumo del suolo deve essere regolata, insieme alla rigenerazione del patrimonio edilizio esistente, nell’ambito di un provvedimento legislativo organico sul governo del territorio capace di raccogliere tutte le tematiche necessarie per un modello di sviluppo territoriale che ponga al centro la riqualificazione.