E’ all’attenzione del Parlamento la Comunicazione della Commissione UE “Un piano di investimenti per l’Europa” COM(2014)903 (Piano Juncker) in cui viene delineato un piano volto a mobilitare entro la fine del 2017 almeno 315 miliardi di euro di investimenti pubblici e privati aggiuntivi nell’economia reale.
Nel documento in particolare, viene evidenziato che il piano è incentrato su tre direttrici:
– la mobilitazione di almeno 315 miliardi di euro di investimenti aggiuntivi nei prossimi tre anni, in modo da massimizzare l’impatto delle risorse pubbliche e da sbloccare gli investimenti privati;
– iniziative mirate per garantire che questi investimenti aggiuntivi soddisfino i bisogni dell’economia reale;
– misure volte a rafforzare la prevedibilità normativa e a rimuovere gli ostacoli agli investimenti, per rendere l’Europa più attraente e moltiplicare, di conseguenza, gli effetti del piano.
Per i primi due filoni, il piano di investimenti per l’Europa sarà varato congiuntamente dalla Commissione e dalla Banca europea per gli investimenti (BEI), in quando partner strategici. Per il terzo filone, la Commissione proporrà interventi nel suo prossimo programma di lavoro nonché, insieme alle altre istituzioni dell’UE e agli Stati membri, nell’ambito del semestre europeo.
Più nello specifico:
Mobilitazione di 315 miliardi di euro
Viene evidenziato, tra l’altro, che a livello UE verrà creato un nuovo Fondo europeo per gli investimenti strategici, mediante un partenariato tra la Commissione e la BEI, che coprirà il rischio associato agli investimenti a lungo termine e agevolerà l’accesso ai finanziamenti del rischio per le PMI e le imprese a media capitalizzazione. Mentre a livello nazionale, viene raccomandato un uso più strategico dei fondi strutturali e di investimento europei.
Al riguardo, viene invitato il Consiglio europeo ad approvare la creazione del Fondo suddetto e a impegnarsi per un uso più efficace dei fondi strutturali e di investimento europei, in particolare mediante un raddoppio generale dell’uso degli strumenti finanziari. Inoltre, il Parlamento europeo e il Consiglio dovrebbero adottare con procedura accelerata la proposta legislativa necessaria per creare il Fondo, al fine di consentirne l’entrata in vigore entro giugno 2015.
Nell’ambito del bilancio UE sarà costituita, a sostegno del Fondo europeo per gli investimenti strategici, una garanzia di 16 miliardi di euro. La BEI impegnerà 5 miliardi di euro. Gli Stati membri potranno contribuire al fondo con apporti di capitale, direttamente o attraverso le banche di promozione nazionali o enti analoghi. Potranno partecipare la Fondo anche gli investitori privati.
Il Fondo sosterrà investimenti strategici di rilevanza europea nelle infrastrutture, in particolare la banda larga e le reti energetiche, nelle infrastrutture di trasporto, specialmente in agglomerati industriali, nell’istruzione, nella ricerca e nell’innovazione, nelle energie rinnovabili e nell’efficienza energetica. Ad avviso della Commissione, si dovrebbero, altresì, “evitare preassegnazioni tematiche o geografiche, per garantire che i progetti vengano scelti in base al merito e massimizzino il valore aggiunto del fondo. Il fondo sarà flessibile, perché le singole regioni hanno necessità diverse in termini di rilancio degli investimenti”.
Le attività del fondo in questi settori saranno complementari a quelle più tradizionali della BEI e ai programmi UE in corso (quali Meccanismo per collegare l’Europa – per gli investimenti infrastrutturali e Orizzonte 2020 – per l’innovazione e la R&S). Il nuovo Fondo fornirà una maggiore copertura del rischio associato ai diversi progetti, promuovendo gli investimenti privati nei segmenti più sicuri.
Il Fondo contribuirà, inoltre, a sostenere il finanziamento del rischio per le PMI e le imprese a media capitalizzazione, avvalendosi per gli aspetti operativi del Fondo europeo per gli investimenti (FEI). Nello specifico, il Fondo europeo per gli investimenti strategici potenzierà le attività del FEI e creerà nuovi canali per lo sviluppo delle attività delle banche di promozione nazionali in questo settore. Questo integrerà le attività a favore delle PMI già avviate nell’ambito di programmi quali COSME e Orizzonte 2020. un quarto delle risorse del Fondo europeo per gli investimenti strategici sarà utilizzato per questo tipo di attività (generando circa 75 miliardi di euro di investimenti).
Viene, infine, sottolineata l’importanza che gli Stati membri e le autorità regionali utilizzino al meglio i fondi UE concentrandosi sui settori chiave e facendo fruttare ogni euro investito (tra il 2014 e il 2020 450 miliardi di euro che raggiungono i 630 miliardi di euro se si includono i cofinanziamenti nazionali).
Iniziative mirate
Viene evidenziata, tra l’altro, l’importanza di utilizzare i fondi aggiuntivi pubblici e privati per progetti redditizi con un reale valore aggiunto per l’economia sociale di mercato europea, introducendo un approccio nuovo alla selezione e alla preparazione dei progetti di investimento in Europa e migliorando il modo in cui gli investitori privati e le autorità pubbliche accedono alle informazioni sui progetti di investimento. A tale riguardo Il Consiglio europeo è invitato ad approvare la proposta di creare una riserva di progetti a livello di UE e a rafforzare l’assistenza tecnica mediante un “polo” di consulenza sugli investimenti da creare entro giugno 2015.
In quest’ambito viene ricordato il lavoro della “task force per gli investimenti” che insieme agli Stati membri, sta procedendo a un primo screening dei progetti potenzialmente validi di rilevanza europea. Ad avviso della Commissione tale lavoro dovrebbe continuare, su base più permanente, a livello di UE, per contribuire a individuare e sbloccare i principali progetti di investimento di rilevanza europea, nonché per informare periodicamente gli investitori sul grado di preparazione dei vari progetti.
Dovrebbe, altresì, essere creata una riserva di progetti di rilevanza europea tali da interessare gli investitori. Si tratterebbe di un elenco dinamico, compilato in base a una serie di criteri economici semplici e riconosciuti e costantemente modificato con l’aggiunta o la cancellazione di progetti. L’elenco dei progetti, valutati e non, dovrebbe essere pubblicato su un sito internet accessibile a tutti, a sua volta collegato a elenchi analoghi a livello nazionale e regionale. Col tempo, da questo lavoro potrebbe scaturire un sistema di certificazione europea dei progetti di investimento validi che soddisfano determinati criteri. Inoltre, tale certificazione potrebbe successivamente essere utilizzata dalla BEI e dalle banche di promozione nazionali per attirare gli investitori privati, quale “marchio di credibilità” per i progetti di investimento europei.
Viene, altresì, sottolineato che una delle priorità del piano di investimenti consisterà nel fornire maggiore supporto per lo sviluppo di progetti nell’UE, avvalendosi delle competenze della Commissione, della BEI, delle banche di promozione nazionali e delle autorità di gestione dei fondi strutturali e di investimento europei.
“A tal fine, sarà creato uno sportello unico per tutte le domande relative all’assistenza tecnica. Si tratterà di un “polo di consulenza sugli investimenti” destinato a tre categorie: promotori di progetti, investitori e autorità di gestione pubbliche. Il polo fornirà orientamenti riguardo al tipo di consulenza più appropriato per un determinato investitore, che a seconda dei casi potrà rivolgersi al gruppo BEI, alle banche di promozione nazionali o ad altre istituzioni finanziarie internazionali”.
Inoltre, con il supporto delle autorità nazionali e regionali, la Commissione e la BEI avranno contatti con gli investitori, i promotori dei progetti e gli interlocutori istituzionali per agevolare i principali progetti di investimento facendo in modo che i progetti validi abbiano accesso alle fonti di finanziamento appropriate.
Rimozione ostacoli investimenti
Viene sottolineata la necessità di aumentare la prevedibilità della normativa, rimuovere gli ostacoli agli investimenti in tutta Europa e rafforzare ulteriormente il mercato unico creando condizioni quadro ottimali per gli investimenti in Europa.
A tal fine, il Consiglio europeo è invitato ad approvare la strategia globale, mentre il Parlamento europeo e il Consiglio UE dovrebbero garantire la rapida adozione delle misure legislative necessarie per migliorare il quadro normativo per gli investimenti.
Viene, altresì, rilevata l’importanza dell’adozione di una regolamentazione intelligente a vantaggio di cittadini e imprese, con la riduzione degli oneri normativi non giustificati e il miglioramento del contesto imprenditoriale, soprattutto per le PMI. Occorre, altresì, migliorare l’efficacia della spesa nazionale, l’efficienza dei sistemi fiscali e la qualità della pubblica amministrazione a tutti i livelli, mentre le misure di recepimento della normativa UE nel diritto nazionale dovrebbero essere per quanto possibile semplici, chiare e “leggere”, per evitare di creare oneri aggiuntivi (sovraregolamentazione).
A tale riguardo, viene ricordato che la Commissione ha incluso il miglioramento della regolamentazione fra le principali priorità del suo mandato e del suo programma di lavoro per il 2015. Ad avviso della Commissione la regolamentazione dovrebbe rimuovere gli ostacoli alla crescita, offrire nuove possibilità di espansione, ridurre al minimo i costi e garantire la sostenibilità sociale e ambientale.
Viene, altresì, evidenziato come la creazione di un’Unione dei mercati dei capitali ridurrà progressivamente la frammentazione dei mercati finanziari dell’UE, contribuendo anche a diversificare maggiormente l’offerta di finanziamenti per le PMI e i progetti a lungo termine integrando i finanziamenti bancari con mercati dei capitali più profondi e sviluppati. Un vero e proprio mercato unico dei capitali contribuirà a ridurre il costo dei finanziamenti per il resto dell’economia. L’Unione dei mercati dei capitali è quindi un’importante componente a medio-lungo termine del presente piano.
Al riguardo, i principali interventi previsti a breve termine sono:
– adottare entro la fine del 2014 la proposta di regolamento relativo ai fondi di investimento europei a lungo termine (ELTIF), affinché gli ELTIF siano operativi per la metà del 2015 in quanto utili veicoli di investimento in progetti a lungo termine. Gli ELTIF potrebbero inoltre fungere da veicolo complementare per investimenti pubblici o privati/pubblici nel resto dell’economia;
– rilanciare mercati della cartolarizzazione di qualità;
– riflettere su come ovviare alla mancanza di informazioni standardizzate in materia di credito alle PMI, basandosi sul lavoro già avviato in questo campo, e migliorare l’informazione sulla programmazione dei progetti infrastrutturali e sulla loro storia creditizia;
– rivedere misure vigenti, come la direttiva relativa al prospetto, per alleggerire gli oneri amministrativi che gravano sulle PMI, affinché possano rispettare più agevolmente gli obblighi per la quotazione in borsa.
Viene, inoltre, rilevato come occorra adoperarsi con determinazione per sfruttare al meglio il mercato unico e utilizzarlo come “trampolino di lancio” per le imprese.
Fra i settori che dovranno essere oggetto di maggiore attenzione nel breve e medio periodo figurano:
– l’energia e i trasporti, “dimensioni importanti del mercato unico e in cui occorre accelerare l’attuazione delle riforme avviate di recente. L’Unione europea dell’energia darà un contributo determinante al riguardo. Va garantita l’attuazione integrale del terzo pacchetto sull’energia. Le norme che disciplinano il commercio transfrontaliero dell’energia sono tuttora estremamente frammentate. Alcuni Stati membri continuano ad applicare una regolamentazione dei prezzi al dettaglio che provoca distorsioni di mercato e deve essere riveduta. La Commissione adotterà inoltre i provvedimenti necessari per dare seguito alle recenti decisioni sul quadro 2030 per il clima e l’energia”;
– riforme strutturali necessarie “per rimuovere gli ostacoli agli investimenti nelle infrastrutture e nei sistemi di trasporto, in particolare quelli con una dimensione transfrontaliera. Per sfruttare appieno i vantaggi del mercato unico va garantita la realizzazione degli obiettivi del Cielo unico europeo nonché l’adozione in tempi brevi, e la successiva attuazione, del quarto pacchetto ferroviario.”
L’attuazione del piano europeo per gli investimenti dovrebbe permettere di conseguire tre obiettivi strategici correlati:
– invertire la tendenza al calo degli investimenti e contribuire al rilancio della creazione di posti di lavoro e della ripresa economica, senza gravare sulle finanze pubbliche nazionali o aumentare il debito;
– compiere un passo decisivo verso il soddisfacimento dei bisogni a lungo termine dell’economia UE migliorandone la competitività;
– rafforzare la dimensione europea del capitale umano, della capacità produttiva, delle conoscenze e delle infrastrutture fisiche, con particolare attenzione alle interconnessioni vitali per il mercato unico.
Le priorità previste nel Piano Junker figurano, altresì, quali priorità di lavoro del Programma della Commissione UE per il 2015 (si veda la notizia del 13 gennaio 2015).