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La strategia economica e sociale della Commissione UE prevede, tra l’altro, l’attuazione del Piano di investimenti per l’Europa, riforme strutturali per attrarre investimenti produttivi a lungo termine, nonché una maggiore apertura, efficienza e trasparenza delle procedure negli appalti pubblici.

Archivio, Governo e Parlamento

Analisi annuale della crescita UE per il 2015: all’esame del Parlamento

15 Gennaio 2015
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È stato assegnato alle Commissioni Bilancio della Camera dei Deputati e del Senato la Comunicazione della Commissione europea “Analisi annuale della crescita 2015” COM (2014) 902, con la quale è stato avviato, per la quarta volta, il ciclo annuale di governance economica del Semestre europeo, al fine di garantire ex ante il coordinamento delle politiche economiche degli Stati membri dell’Unione europea.
 
Il documento illustra il nuovo programma di azione per stimolare l’occupazione e la crescita in Europa, sostenendo un approccio integrato tra politiche strutturali, di bilancio e monetarie e, al contempo,  una impostazione differenziata in funzione della situazione di ogni Stato membro.
Gli Stati sono chiamati ad investire di più e, in particolar modo quelli con scarso margine di bilancio, ad assicurare un uso efficiente delle risorse e un clima più favorevole per gli investimenti del settore privato.
La strategia economica e sociale dell’UE per il 2015 è articolata intorno a tre pilastri, che definiscono gli  orientamenti generali per l’attuazione delle politiche nazionali. Si tratta, in particolare, dei seguenti:
 
1.  Il rilancio coordinato degli investimenti
Tra gli strumenti a disposizione delle autorità nazionali per il periodo 2014-2020, oltre ai Programmi dell’UE e ai fondi strutturali e di investimento (pari a 350 miliardi di euro), viene prevista l’istituzione, in partenariato tra la Commissione e la BEI,di un Fondo europeo per gli investimenti strategici (FEIS) nonché l’attuazione di un Piano di investimenti per l’Europa, grazie al quale  verranno mobilitati oltre 315 miliardi di euro di investimenti aggiuntivi entro la fine del 2017, destinati ai settori strategici dell’economia reale (infrastrutture, ricerca e innovazione, energie rinnovabili ed efficienza energetica).
Il piano di investimenti perseguirà, in particolare, tre obiettivi:
– invertire le recenti tendenze alla contrazione degli investimenti e ridare slancio all’occupazione e alla ripresa economica dell’UE, attraverso un miglioramento del quadro normativo per gli investimenti;
– soddisfare i bisogni a lungo termine dell’economia europea, incentivando fonti alternative di finanziamento e stimolando la competitività nei settori strategici;
– rafforzare la dimensione europea del capitale umano e delle infrastrutture fisiche, sviluppando le interconnessioni vitali per il mercato unico, quali i trasporti e l’economia digitale.
 
2. L’impegno rinnovato verso le riforme strutturali
Nell’ambito del secondo pilastro, al fine di rendere più competitiva l’economia europea, si ritiene necessario attuare una serie di riforme strutturali, sia a livello dell’UE che a livello di Stati membri, in modo da garantire un quadro normativo adeguato per attrarre investimenti produttivi a lungo termine,soprattutto per le piccole e medie imprese. La Commissione raccomanda, in particolare, di:
– completare il mercato unico dei beni e dei servizi;
– creare un mercato unico digitale connesso;
– realizzare un’Unione dell’energia resiliente, in linea con gli obiettivi della strategia Europa 2020 e con il quadro per le politiche dell’energia e del clima all’orizzonte 2030;
– adottare il programma di controllo dell’adeguatezza e dell’efficacia della regolamentazione (REFIT);
– migliorare le dinamiche nei mercati del lavoro e ridurre l’elevato tasso di disoccupazione,incentivando processi di innovazione e qualificazione e riducendo la segmentazione del mercato;
– garantire la sostenibilità e l’adeguatezza dei sistemi pensionistici;
– migliorare la flessibilità dei mercati dei prodotti e dei servizi, rimuovendo gli ostacoli alla piena applicazione dei processi di riforma negli Stati membri;
– rafforzare il contesto imprenditoriale per renderlo più favorevole agli investimenti ed accrescere l’efficienza della spesa pubblica e gli investimenti privati, strutturando i partenariati pubblico-privati e la governance delle imprese pubbliche;
– conseguire una maggiore apertura, efficienza e trasparenza delle procedure negli appalti pubblici, ricorrendo alla normativa dell’UE, rafforzando le capacità amministrative di pianificazione e attuazione delle autorità appaltanti, optando per gli appalti elettronici e migliorando il funzionamento del quadro giuridico in materia di insolvenza;
– garantire investimenti di qualità nella ricerca e nell’innovazione (R&I);
– incrementare l’efficienza nella pubblica amministrazione, alleggerendo gli oneri amministrativi e regolamentari che gravano su imprese e cittadini e adeguandosi alle esigenze dell’economia digitale.
 
3. Il perseguimento della responsabilità di bilancio
La crescita del debito pubblico dovrà ancora essere invertita nei prossimi anni, come previsto dagli obblighi stabiliti nel patto di stabilità e crescita. Per raggiungere questo obiettivo, occorrerà:
– combinare politiche di bilancio responsabili e crescita economica, modulando le politiche di bilancio in funzione della specifica situazione nazionale;
– garantire un sistema fiscale efficiente, trasferendo l’onere fiscale dal lavoro verso altre forme meno penalizzanti per la crescita, come le imposte ricorrenti sugli immobili, le imposte ambientali e le imposte sui consumi, tenendo conto del potenziale effetto distributivo di tale trasferimento;
– dare priorità alla spesa per gli investimenti pubblici produttivi e sulle voci favorevoli alla crescita della spesa corrente.
 
La Commissione europea, in un documento allegato, evidenzia, altresì, l’opportunità di razionalizzare e consolidare il semestre europeo, conferendogli un ruolo politico più rilevante in modo tale da accrescere l’efficacia del coordinamento delle politiche economiche a livello dell’UE, in particolare, semplificandone le fasi e i relativi risultati, migliorando la collaborazione e il dialogo con gli Stati membri ed aumentando il coinvolgimento delle parti sociali a tutti i livelli.
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