Si è svolta il 12 febbraio c.m. l’audizione dell’ANCE, presso la Commissione Lavori Pubblici del Senato, nell’ambito dell’esame del disegno di legge recante “Delega al Governo per l’attuazione della direttiva 2014/23/UE del 26 febbraio 2014 del Parlamento europeo e del Consiglio sull’aggiudicazione dei contratti di concessione, della direttiva 2014/24/UE del 26 febbraio 2014 del Parlamento europeo e del Consiglio sugli appalti pubblici e che abroga la direttiva 2004/18/CE e della direttiva 2014/25/UE del 26 febbraio 2014 del Parlamento europeo e del Consiglio sulle procedure d’appalto degli enti erogatori nei settori dell’acqua, dell’energia, dei trasporti e dei servizi postali e che abroga la direttiva 2004/17/CE” (DDL 1678/S).
Il Presidente, Ing. Paolo Buzzetti, che ha guidato la delegazione associativa, ha evidenziato in premessa che la legge delega essendo prodromica alla successiva fase di riscrittura della normativa che regolerà il mercato di settore nei prossimi anni, rappresenta un provvedimento fondamentale, in relazione al quale vanno ponderati con attenzione i criteri direttivi che sono alla base della successiva fase di stesura dei decreti legislativi attuativi.
Nel rilevare ampia condivisione per alcuni dei principi generali inseriti nel disegno di legge delega, ha evidenziato, con riferimento ai lavori pubblici, l’opportunità di porre l’attenzione su alcuni punti del DDL di particolare rilievo per il settore, al fine di cogliere pienamente l’opportunità di attualizzare la normativa nazionale alla luce di quella europea, rispondendo altresì in modo efficace alle esigenze del mercato e degli operatori che in esso operano.
La delega rappresenta, infatti, l’occasione per rimuovere alcune distorsioni che da anni affliggono il settore. Si assiste spesso a ritardi ed inefficienze nella fase di programmazione dei lavori, riconducibili per lo più al decisore politico, e ciò ha comportato un uso distorto delle deroghe rispetto alle norme ordinarie, ed un eccessivo ricorso alla figura dei commissari straordinari, con una compromissione dei principi a tutela della concorrenza, trasparenza e del mercato. È necessario, invece, salvaguardare sempre il momento del confronto concorrenziale che deve svolgersi con tempi congrui e con meccanismi trasparenti. Al riguardo, il Presidente ha ricordato come l’ANCE ha proposto negli anni un pacchetto di misure “antiturbativa” finalizzate a scoraggiare i fenomeni corruttivi e collusivi.
Ha, altresì, sottolineato l’esigenza di garantire adeguati livelli qualitativi della progettazione, anche al fine di evitare un ricorso improprio allo strumento delle varianti, e di tornare alla logica del risultato, rappresentato da un’opera pubblica eseguita secondo le regole dell’arte. A questo scopo, appare indispensabile investire nella formazione della pubblica amministrazione, così come in una migliore qualificazione delle imprese.
Privilegiare la concorrenza significa anche aprire i mercati chiusi o monopolistici, come quelli che fanno capo alle società concessionarie autostradali e alle municipalizzate pubbliche. Occorre, inoltre, promuovere adeguati meccanismi di coinvolgimento delle PMI.
Il Presidente è passato, poi, ad illustrare la posizione ANCE su alcuni dei criteri di delega previsti nel provvedimento e attinenti:
– al divieto di introdurre o mantenere livelli di regolazione superiori a quelli minimi richiesti dalle direttive (divieto di “gold plating”);
– alla compilazione di un unico testo normativo denominato “Codice degli appalti pubblici e delle concessioni”;
– alla trasparenza e pubblicità delle procedure di gara anche in chiave di contrasto alla corruzione nel settore dei contratti pubblici;
– alla razionalizzazione delle procedure di spesa attraverso criteri di qualità, efficienza, professionalizzazione delle stazioni appaltanti, contenimento dei tempi e piena verificabilità dei flussi finanziarianche attraverso adeguate forme di centralizzazione delle committenze e di riduzione del numero delle stazioni appaltanti e l’introduzione di misure volte a contenere il ricorso a variazioni progettuali in corso d’opera;
– alla revisione del vigente sistema di qualificazione degli operatori economici in base a criteri di omogeneità e trasparenza anche introducendo misure di premialità connesse a criteri “reputazionali” basati su parametri oggettivi e misurabili e su accertamenti definitivi concernenti il rispetto dei tempi e dei costi nell’esecuzione di contratti eseguiti;
– al miglioramento delle condizioni di accesso al mercato degli appalti e delle concessioni pubbliche per le piccole e medie imprese e per le imprese di nuova costituzione;
– alla disciplina organica della materia delle concessioni e individuazione, in tema di procedure di affidamento, di modalità volte a garantire i livelli minimi di concorrenzialità, trasparenza e parità di trattamento richiesti dalla normativa europea;
– agli affidamenti “in house”.
Si allega il documento con il dettaglio delle osservazioni ANCE consegnato agli atti della Commissione.
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