Nella riunione delle Conferenze Stato-Regioni e Unificata in seduta straordinaria del 26 febbraio scorso sono state trattate, tra l’altro, le seguenti tematiche:
Conferenza Stato Regioni:
Argomento:
Approfondimenti
A seguito della richiesta delle Regioni di una seduta straordinaria della Conferenza Stato-Regioni ai fini dell’attuazione di quanto disposto dall’art. 1, commi 398, 465 e 484, della L 190/2014 (legge di stabilità 2015), è stata convocata una riunione, a livello tecnico, il 28 gennaio 2015, durante la quale sono state esaminate alcune proposte formulate dalle Regioni.
Detto incontro ha consentito di fornire una serie di chiarimenti dal punto di vista tecnico e di valutare soprattutto la parte concernente i capitoli di spesa sui quali intervenire ai fini del contributo delle Regioni alla finanza pubblica. In conclusione, si è pervenuti alla condivisione delle ipotesi di attuazione di quanto disposto dal provvedimento, rinviando ogni determinazione al confronto politico in sede di Conferenza Stato-regioni.
Nel corso della Seduta, è stata condivisa la proposta di intesa sul documento trasmesso alle Regioni e alle Amministrazioni statali interessate il 19 febbraio 2015, con l’accoglimento della richiesta formulata dalle Regioni di differire al 31 marzo 2015 il termine previsto per l’intesa da sancire in Conferenza Stato-Regioni per l’individuazione delle misure di razionalizzazione ed efficientamento della spesa del SSN.
Acquisito, quindi, l’assenso del Governo, delle Regioni e delle Province autonome, è stata sancita l’intesa sul documento in oggetto (allegato all’Atto) con le relative tabelle di ripartizione.
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Conferenza Unificata:
Argomento:
Approfondimenti
Ai fini dell’esame del provvedimento in oggetto, è stata convocata una riunione, a livello tecnico, il 5 febbraio 2015, durante la quale le Regioni e gli Enti locali hanno presentato alcune proposte emendative. In particolare:
– i rappresentanti delle Regioni hanno chiesto, tra l’altro, il differimento dei termini previsti per l’affidamento dei lavori in materia di interventi di edilizia scolastica;
– i rappresentanti dell’ANCI hanno chiesto l’introduzione di alcune modifiche in materia di PA, di dismissione di società in relazione all’istituzione degli enti ambito, di proroga dei termini per la centralizzazione degli acquisti di beni e servizi, di ambiente, di riscossione TARI per l’anno 2014, di estensione al biennio 2015-2016 dell’incentivo per la partecipazione all’accertamento tributario nazionale, di IMU e di turn-over del personale;
– i rappresentanti dell’UPI hanno chiesto l’applicazione dei requisiti pensionistici antecedenti la riforma pensionistica “Fornero” ai soprannumerari rispetto alla ridefinizione della dotazione organica, la proroga dei termini in materia di autorizzazione alle assunzioni, la proroga dei contratti per affidamento di servizi, alcune modifiche in materia di bilancio e di Patto di stabilità interno.
Sulle citate proposte emendative, l’Ufficio legislativo del Ministero dello Sviluppo economico ha fatto pervenire un documento contenente le proprie valutazioni per gli aspetti di propria competenza.
Nel corso della Conferenza:
– le Regioni hanno espresso avviso favorevole condizionato all’accoglimento di alcune proposte emendative contenute in un documento (All. A);
– l’ANCI ha espresso avviso favorevole, manifestando apprezzamento per l’approvazione di taluni emendamenti in materia di Patto di stabilità interno, di gestione in forma associata di piccoli comuni e di rispristino degli uffici del giudice di pace, chiedendo, altresì, di valutare la possibilità che altre proposte emendative siano inserite in altri decreti-legge in corso di conversione;
– l’UPI ha espresso parere favorevole, sottolineando la necessità di un accordo per l’eliminazione delle sanzioni derivanti dal mancato rispetto del Patto di stabilità interno.
E’ stato, quindi, espresso parere favorevole.
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Argomento:
Approfondimenti
Ai fini dell’esame del provvedimento in oggetto, approvato dal Consiglio dei Ministri nella seduta del 20 gennaio 2015, è stata convocata una riunione, a livello tecnico, l’11 febbraio 2015, nel corso della quale i rappresentanti dell’ANCI hanno consegnato distinti documenti, contenenti alcune proposte emendative nonché l’audizione presso la Commissione Finanze e tesoro del Senato.
In particolare, per l’ANCI, le modifiche normative apportate, a decorrere dal 2014, al provvedimento, pur risultando nel complesso meno penalizzanti per i territori montani sotto il profilo dei minori tagli sul Fondo di solidarietà comunale, presentano alcune criticità:
– i nuovi criteri di esenzione IMU producono disparità di trattamento tra territori contigui e affini per caratteristiche morfologiche ed economiche;
– l’impatto della revisione del regime fiscale dei terreni montani sui bilanci comunali, derivanti dalla decurtazione di risorse certe, a fronte di un gettito ipotetico e di difficile recupero.
Alla luce di tali criticità, i rappresentanti dell’ANCI hanno concordato circa l’esigenza di procedere ad una ridefinizione coerente ed organica dei criteri di esenzione IMU attraverso un percorso di ampia concertazione con le parti sociali e i Comuni, precisando che con le proposte presentate si intende integrare altre inerenti problematiche con le quali i Comuni si trovano a confrontarsi, quali: semplificazioni, armonizzazione dei sistemi contabili e norme per i Comuni alluvionati.
Nel corso della Conferenza:
– l’ANCI ha espresso parere favorevole sul provvedimento condizionato all’accoglimento delle osservazioni contenute in un documento (All. A), sottolineando, in particolare, il problema ancora irrisolto della eventuale compensazione tra gettito stimato e gettito effettivo, con il conseguente riequilibrio della riduzione delle risorse nei casi di sovrastima;
– le Regioni si sono espresse a favore del documento presentato dall’ANCI;
– l’UPI ha espresso parere favorevole, richiamando l’attenzione sulla questione delle sanzioni previste in caso di mancato rispetto del Patto di stabilità interno.
E’ stato, quindi, espresso parere favorevole sul disegno di legge in oggetto.
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Argomento:
Approfondimenti
L’art. 2, comma 6, della L 234/2012, dispone che il funzionamento del Comitato interministeriale per gli affari europei (CIAE) è disciplinato con decreto del Presidente della Repubblica, adottato ai sensi dell’art. 17, comma 1, lett. b), della L 400/1988, su proposta del Ministro per gli Affari europei, di concerto con il Ministro degli Affari esteri, sentiti il Ministro per gli Affari regionali, il turismo e lo sport, il Ministro per la Coesione territoriale e la Conferenza unificata.
Il predetto Schema di decreto è stato approvato dal Consiglio dei Ministri, in via preliminare, nella seduta del 24 dicembre 2014, e trasmesso alle Regioni e agli Enti locali.
Nel corso della Conferenza:
– le Regioni hanno espresso parere favorevole condizionato all’accoglimento di un emendamento all’art. 2, comma 2, del provvedimento (All. 1);
– l’ANCI e l’UPI hanno espresso parere favorevole con alcune osservazioni, contenute in un documento congiunto (All. 2);
– il Governo ha dichiarato di accogliere la proposte di modifica formulata dalle Regioni e di tener conto delle osservazioni dell’ANCI e dell’UPI, non ritenendo necessario inserire nel testo disposizioni specifiche relative al calendario delle riunioni e all’invio della documentazione.
E’ stato, quindi, espresso parere favorevole sullo Schema di decreto in oggetto.
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Argomento:
Approfondimenti
L’art. 19, comma 1, della L 234/2012, dispone che il Comitato interministeriale per gli affari europei (CIAE), per la preparazione delle proprie riunioni, si avvalga di un Comitato tecnico di valutazione degli atti dell’Unione europea, istituito presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per le politiche europee, coordinato e presieduto dal direttore della Segreteria del CIAE e la cui organizzazione e funzionamento sono disciplinati con decreto del Presidente della Repubblica, adottato ai sensi dell’art. 17, comma 1, lett. b), della L 400/1988, su proposta del Ministro per gli Affari europei, di concerto con il Ministro degli Affari esteri, sentita la Conferenza unificata.
Il predetto Schema di decreto è stato approvato dal Consiglio dei Ministri, in via preliminare, nella seduta del 24 dicembre 2014, e trasmesso alle Regioni e agli Enti locali.
Nel corso della Conferenza:
– le Regioni hanno espresso parere favorevole condizionato all’accoglimento di un emendamento all’art. 4 del provvedimento (All. 1);
– l’ANCI e l’UPI hanno espresso parere favorevole, con alcune osservazioni e proposte emendative al provvedimento, contenute in un documento congiunto (All. 2);
– il Governo ha dichiarato di accogliere le proposte emendative formulate e di tener conto delle osservazioni dell’ANCI e dell’UPI, non ritenendo necessario inserire nel testo disposizioni specifiche relative al calendario delle riunioni e all’invio della documentazione.
E’ stato, quindi, espresso parere favorevole sullo Schema di decreto in oggetto.
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Argomento:
Informativa del Ministero dell’economia e delle finanze in merito a quanto disposto dall’articolo 25 (Anticipazione obbligo fattura elettronica) del decreto-legge 24 aprile 2014, n. 66, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 giugno 2014, n. 89. (Informativa resa)
Approfondimenti
Atto non disponibile
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Argomento:
Intesa sullo Schema di decreto del Ministero dello sviluppo economico, ai sensi dell’art. 40, comma 5, del decreto legislativo 3 marzo 2011, n. 28, recante “Approvazione della metodologia che, nell’ambito del sistema statistico nazionale, è applicata per rilevare i dati necessari a misurare il grado di raggiungimento degli obiettivi regionali, definiti in attuazione dell’articolo 2, commi 167 e 170, della legge 24 dicembre 2007, n. 244”. (Sancita intesa)
Approfondimenti
L’art. 40, comma 5, del Dlgs 28/2011, di attuazione della direttiva 2009/28/CE sulla promozione dell’uso dell’energia da fonti rinnovabili, prevede che il Ministro dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare e, per gli aspetti inerenti le biomasse, di concerto con il Ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali, previa intesa in Conferenza unificata, approvi la metodologia che, nell’ambito del sistema statistico nazionale è applicata per rilevare i dati necessari a misurare il grado di raggiungimento degli obiettivi regionali definiti in attuazione dell’art. 2, commi 167 e 170, della L 244/2007.
Nella riunione tecnica del 28 gennaio 2015, le Regioni, nell’esprimere l’avviso tecnico favorevole alla conclusione dell’intesa, hanno formulato alcune osservazioni e richieste di modifica, ritenute in gran parte accoglibili dal Ministero dello Sviluppo economico, che si è riservato di verificare alcune proposte.
Nel corso della Conferenza, le Regioni e gli Enti locali hanno espresso l’intesa sul nuovo testo dello schema di decreto, che tiene conto delle osservazioni e delle richieste di modifica avanzate dalle Regioni.
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Argomento:
Intesa sullo Schema di decreto del Ministero dello sviluppo economico, ai sensi dell’articolo 4 del decreto legislativo 19 agosto 2005 n. 192, che definisce le modalità di applicazione della metodologia di calcolo delle prestazioni energetiche e dell’utilizzo delle fonti rinnovabili negli edifici, nonché dell’applicazione di prescrizioni e requisiti minimi in materia di prestazioni energetiche degli edifici. (Rinvio)
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Argomento:
Approfondimenti
L’art. 10, comma 3, del DPR 13 marzo 2013, n. 59, prevede che, con decreto del Ministro dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare e del Ministro per la Semplificazione e la pubblica amministrazione, di concerto con il Ministro dello Sviluppo economico, previa intesa della Conferenza unificata, si adotti un modello semplificato e unificato per la richiesta di autorizzazione unica ambientale (AUA).
Lo Schema di decreto in oggetto è stato elaborato dall’apposito Tavolo tecnico istituito nell’ambito della Conferenza unificata, ai sensi dell’Accordo sancito nella seduta del 10 maggio 2012, ed è stato perfezionato il 30 gennaio 2015.
Nel corso della Conferenza, le Regioni, le Province autonome, l’ANCI e l’UPI hanno espresso intesa sul provvedimento.
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Argomento:
Parere sullo Schema di decreto interministeriale recante disposizioni applicative del credito d’imposta per la riqualificazione ed il miglioramento delle strutture ricettive turistico-alberghiere, previsto dall’articolo 10, comma 4, del decreto-legge 31 maggio 2014, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 luglio 2014, n. 106. (Rinvio)
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Argomento:
Approfondimenti
L’art. 3, comma 7, del Dlgs 118/2011 e successive modificazioni, ha stabilito che, al fine di adeguare i residui attivi e passivi risultanti al 1° gennaio 2015 al principio generale della competenza finanziaria enunciato nell’Allegato n. 1, le amministrazioni pubbliche di cui al comma 1, incluse quelle che hanno partecipato alla sperimentazione nel 2014, con delibera della Giunta, previo parere dell’organo di revisione economico-finanziario, provvedono, contestualmente all’approvazione del rendiconto 2014, al riaccertamento straordinario dei residui.
Il successivo comma 16 ha disposto che, «nelle more dell’emanazione del decreto di cui al comma 15, l’eventuale maggiore disavanzo di amministrazione al 1° gennaio 2015, determinato dal riaccertamento straordinario dei residui effettuato a seguito dell’attuazione del comma 7 e dal primo accantonamento al fondo crediti di dubbia esigibilità è ripianato in non più di 30 esercizi a quote costanti l’anno. In attesa del decreto di cui al comma 15, sono definiti criteri e modalità di ripiano dell’eventuale disavanzo di amministrazione di cui al periodo precedente, attraverso un decreto del Ministero dell’economia e delle finanze, di concerto con il Ministero dell’interno, previa intesa in sede di Conferenza unificata. Tale decreto si attiene ai seguenti criteri:
a) utilizzo di quote accantonate o destinate del risultato di amministrazione per ridurre la quota del disavanzo di amministrazione;
b) ridefinizione delle tipologie di entrata utilizzabili ai fini del ripiano del disavanzo;
c) individuazione di eventuali altre misure finalizzate a conseguire un sostenibile passaggio alla disciplina contabile prevista dal presente decreto».
Nel corso della Conferenza, è stato esaminato l’argomento, pur non essendo iscritto all’ordine del giorno, e al riguardo:
– le Regioni e l’UPI hanno espresso avviso favorevole al conseguimento dell’intesa;
– l’ANCI ha espresso avviso favorevole con le considerazioni contenute in un documento (All. A).
Acquisito l’assenso del Governo, delle Regioni e degli Enti locali, è stata pertanto sancita l’intesa sullo Schema di decreto in oggetto.
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Argomento:
Approfondimenti
Ai sensi della L 56/2014 e relativi provvedimenti attuativi, le Regioni stanno provvedendo, nelle materie di loro competenza, al riordino e alla conseguente riallocazione delle funzioni provinciali non fondamentali mediante propri provvedimenti.
Nel corso della Conferenza, le Regioni, l’ANCI e l’UPI hanno espresso avviso favorevole al conseguimento dell’accordo, precisando che lo stesso si riferisce a primi obiettivi comuni, essendo necessari ulteriori approfondimenti per condividere altri punti di rilevante importanza. Il Governo ha accolto tali sollecitazioni, impegnandosi e proseguire il lavoro di approfondimento e di confronto.
Acquisito, quindi, l’assenso del Governo, delle Regioni e degli Enti locali, si è convenuto di condividere, quali primi obiettivi comuni da perseguire nel contesto degli interventi che il Governo riterrà di porre in essere, i seguenti:
– rideterminazione degli obiettivi del Patto di stabilità interno dei Comuni per gli anni 2015-2018;
– rideterminazione delle sanzioni per mancato raggiungimento degli obiettivi del Patto di stabilità interno nel 2014 degli enti locali;
– esclusione, dalla sanzione sul personale, delle proroghe dei contratti di lavoro a tempo determinato;
– sanzione per mero ritardo nella comunicazione dei dati relativi al rispetto del Patto di stabilità interno;
– sostenibilità dell’avvio a regime dell’armonizzazione contabile.
E’ stato, quindi, sancito l’accordo.