La Commissione Politiche dell’Unione europea al termine dell’esame del Programma di lavoro della Commissione UE per il 2015 COM (2014) 910 Final (relatori Emilio Floris, FI-PdL e Nadia Ginetti, PD), ha approvato sull’atto comunitario una apposita Risoluzione.
La Commissione, in particolare, dopo aver espresso la condivisione delle priorità politiche e dei grandi temi sui quali l’organo europeo invita a concentrare l’azione sia a livello UE e che dei singoli Stati membri, ha evidenziato, tra l’altro:
– la necessità, nell’ambito dell’approccio integrato (policy mix), di “collegare maggiormente l’obiettivo del risanamento dei bilanci con quello del rilancio degli investimenti e della creazione di nuovi posti di lavoro, affinché il risanamento sia indirizzato al necessario rilancio della crescita dell’economia reale”;
– L’opportunità di valutare attentamente il Piano di investimenti per l’Europa (Piano Juncker), che secondo le stime europee dovrebbe mobilitare 315 miliardi di euro da destinare a progetti d’investimento rilevanti per dare impulso all’economia europea, auspicando, al riguardo, una rapida istituzione del Fondo europeo per gli investimenti strategici (FEIS), di cui “andrebbe definita la governance decisionale assicurando che il contributo degli Stati membri ad esso sia da un lato portatore di un reale valore aggiunto europeo e dall’altro che sia correttamente bilanciato quanto all’interesse sostanziale degli Stati ad apportare un contributo adeguato, anche in relazione all’efficacia degli interventi programmati a livello nazionale”.
In proposito viene, altresì, auspicato che l’attuazione del Piano – unitamente all’iniziativa di un pacchetto sul mercato unico digitale – possa contribuire a rilanciare gli investimenti nel campo delle interconnessioni elettriche, dell’efficienza energetica e della diffusione della “banda ultralarga” e a facilitare l’accesso ai finanziamenti per le PMI;
– la valutazione positiva dell’annuncio “di un pacchetto di misure per aiutare gli Stati membri a promuovere l’integrazione e l’occupabilità nel mercato del lavoro (iniziativa n. 2), specialmente tra i giovani disoccupati e i disoccupati di lunga durata, e a sviluppare gli investimenti nelle conoscenze e nelle competenze della forza lavoro”;
– l’importanza dell’elaborazione di “un quadro strategico per l’Unione dell’energia (iniziativa n. 5) volto a garantire la sicurezza dell’approvvigionamento energetico e l’integrazione dei mercati nazionali dell’energia, nonché a migliorare l’efficienza energetica, riducendo la dipendenza dalle importazioni, a decarbonizzare il mix energetico e a promuovere la ricerca e l’innovazione nel settore”.
In proposito viene, altresì, rilevata la necessità di “promuovere la stabilizzazione dei sistemi di incentivazione della cosiddetta “green economy” e il passaggio da un sistema di incentivi alla produzione di energia ad un sistema di incentivi alla sostenibilità energetica, che tenga conto, tanto dell’energia prodotta dalle fonti energetiche rinnovabili, quanto di quella risparmiata”;
– l’importanza di rafforzare – contestualmente al percorso di semplificazione del contesto normativo (REFIT), in grado di favorire gli investimenti, con particolare riferimento alle PMI, e tutelare maggiormente i cittadini – “la legittimazione democratica del processo decisionale e di relazione tra le istituzioni europee (Commissione, Parlamento europeo e Consiglio) e tra i parlamenti nazionali e l’UE, nonché tra i parlamenti nazionali e le realtà regionali e locali”.
Nella Risoluzione della Commissione viene, inoltre, stabilito l’impegno ad esaminare nel corso dell’anno alcune delle proposte elencate nell’allegato I al Programma di lavoro della Commissione UE, relativo alle nuove iniziative in corso di adozione. Tra queste, in particolare, vengono indicate:
– Piano di investimenti per l’Europa;
– Promuovere l’integrazione e l’occupabilità nel mercato del lavoro;
– Revisione intermedia della strategia Europa 2020;
– Pacchetto sul mercato unico digitale;
– Quadro strategico per l’Unione dell’energia;
– Strategia sul mercato interno per i beni e i servizi;
– Pacchetto sulla mobilità dei lavoratori;
– Strategia commerciale e di investimento a favore dell’occupazione e della crescita.
Al termine dell’esame in Commissione il Programma di lavoro dovrebbe, da prassi, essere esaminato dall’Aula.
Alla Camera dei Deputati, la Commissione Politiche dell’Unione Europea, a cui l’atto è stato assegnato, deve ancora iniziarne l’esame.
In allegato la Risoluzione approvata.
19751-Risoluzione approvata.pdfApri