In relazione all’esame, in prima lettura, in sede referente, presso la Commissione Lavori Pubblici del Senato, del disegno di legge recante “Delega al Governo per l’attuazione della direttiva 2014/23/UE del 26 febbraio 2014 del Parlamento europeo e del Consiglio sull’aggiudicazione dei contratti di concessione, della direttiva 2014/24/UE del 26 febbraio 2014 del Parlamento europeo e del Consiglio sugli appalti pubblici e che abroga la direttiva 2004/18/CE e della direttiva 2014/25/UE del 26 febbraio 2014 del Parlamento europeo e del Consiglio sulle procedure d’appalto degli enti erogatori nei settori dell’acqua, dell’energia, dei trasporti e dei servizi postali e che abroga la direttiva 2004/17/CE” (DDL 1678/S), l’ANCE, oltre a quanto già rilevato nel corso dell’audizione sui contenuti del provvedimento (si veda al riguardo la notizia “In Evidenza” del 13 febbraio u.s.), sta monitorando attentamente l’iter legislativo dello stesso per gli sviluppi e le implicazioni di interesse del settore.
In particolare, l’Associazione ha, tra l’altro, evidenziato – nelle competenti sedi parlamentari – la necessità di chiarire che laddove si fa riferimento ai contratti collettivi nazionale e territoriale in vigore per il settore e per la zona nella quale si eseguono le prestazioni ci si riferisce ai contratti stipulati dalle associazioni dei datori e dei lavoratori comparativamente più rappresentative sul piano nazionale, confermando anche la necessità di una stretta connessione tra l’ambito di applicazione del contratto e l’attività oggetto dell’appalto svolta dall’impresa anche in via prevalente. Non può, infatti, mancare uno stretto collegamento tra il settore merceologico dell’attività oggetto dei lavori e il contratto applicato sulla base di una rappresentanza avente le suddette caratteristiche.
La predetta interpretazione è, inoltre, supportata dal parere espresso dal Ministero del Lavoro nell’estate 2013 quando ha ritenuto corretta l’inserzione, nei bandi di gara aventi ad oggetto lavorazioni edili o prevalentemente tali, della clausola di applicazione obbligatoria del contratto dell’edilizia.
La proposta ANCE ha trovato ampia condivisione e per i relativi sviluppi occorrerà attendere il prosieguo dell’iter del provvedimento.