Un grande piano per il Paese volto a prevenire e fronteggiare i rischi e i danni provocati dal nostro fragile territorio. È l’appello che il Presidente dell’Ance, Claudio De Albertis, lancia dalle pagine del Corriere della Sera, a pochi giorni dal terremoto che ha colpito il Centro Italia. Una missione nazionale per agire nell’immediato, ma soprattutto nel medio e lungo termine, che dovrà coinvolgere tutta la filiera dai sindacati alle imprese, chiamata a dare il meglio di sé con grande senso di responsabilità.
Per il presidente dell’Ance, massima trasparenza, qualità ed efficienza, dovranno essere i cardini della ricostruzione, che dovrà affrontare una volta per tutte il morbo dei milioni di edifici insicuri e obsoleti. Un obiettivo che, per De Albertis, richiede la presa di coscienza dei cittadini dell’improcrastinabilità di questa grande opera di prevenzione e manutenzione.
Quattro le linee d’azione per il presidente dell’Ance: i contratti di compravendita e locazione dovranno essere corredati da una scheda informativa sui rischi sismici del territorio e sull’edificio; obbligo di diagnosi dell’edificio dal punto di vista statico e sismico, detraibile fiscalmente; detrazioni di imposta del 65% per gli interventi di adeguamento sismico per tutti gli immobili e con misure a sostegno dei non abbienti; sanzioni a chi non ha messo a norma gli edifici, dopo 10 anni dal varo del piano di prevenzione, nelle zone a maggior rischio sismico.
Accanto a questo sarà, inoltre, necessario definire un pacchetto assicurativo dedicato agli edifici, in grado di coprirne i rischi, garantendo la sostenibilità economica per le famiglie.
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