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L’Ance illustra le novità in tema di rating di legalità a seguito dell’entrata in vigore, dal 13 settembre scorso, delle modifiche al Regolamento attuativo dell’Antitrust. Si ricorda che il rating, nato per valutare il livello di legalità delle imprese, con il Nuovo Codice dei contratti pubblici, assume rilevanza anche nelle gare d’appalto

Archivio, Studi e analisi

Rating di legalità: in vigore il nuovo regolamento attuativo

14 Settembre 2016
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Sulla Gazzetta Ufficiale n. 213 del 12 settembre 2016 è stata pubblicata la Delibera dell’Autorità Garante della concorrenza e del mercato del 13 luglio 2016 recante “Modifiche al regolamento attuativo in materia di rating di legalità”.
Il  rating di legalità costituisce un sistema di premialità per le imprese, che rispettano la legalità e adeguano la propria organizzazione in tale direzione, ai fini dell’accesso al credito bancario e di concessione di finanziamenti da parte delle pubbliche amministrazioni.
Si ricorda che, con l’entrata in vigore del nuovo Codice dei Contratti, di cui al d.gls. n. 50/2016, il rating di legalità è destinato ad assumere un ruolo di primaria importanza, anche in relazione alla partecipazione alle gare per l’affidamento di lavori pubblici. Infatti, in prospettiva, ai sensi dell’art. 83, comma 10, sarà messo a punto dall’ANAC, con specifiche Linee Guida non ancora adottate, il sistema del “rating d’impresa”, funzionale alla qualificazione e, in questa, sede, uno dei criteri reputazionali dei quali si terrà conto è proprio quello relativo al rating di legalità, che sarà rilevato dall’Anac in collaborazione con l’Autorità Antitrust.
Inoltre, ai sensi dell’articolo 95, comma 13, del nuovo Codice, il rating di legalità può costituire un elemento premiale, del quale le stazioni appaltanti possono tener conto ai fini dell’attribuzione dei punteggi per l’individuazione della miglior offerta, nell’ambito del criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa.  
Il nuovo regolamento fa seguito alla consultazione pubblica preventiva per la revisione del Regolamento, tenutasi dal 5 ottobre 2015 al 5 novembre 2015, alla quale l’Ance ha partecipato.
Di seguito le principali novità introdotte.
·        Le verifiche previste per il titolare e il direttore tecnico, sia per le imprese individuali che per quelle collettive, sono estese anche ai procuratori speciali che, sulla base della procura, risultano dotati di poteri decisionali e gestionali assimilabili a quelli del titolare.
·        Il nuovo regolamento specifica che l’impresa non deve essere destinataria di provvedimenti sanzionatori dell’ANAC in materia di prevenzione della corruzione, trasparenza e di contratti pubblici. Confermata la necessità che non sussistano annotazioni nel casellario informatico delle imprese dell’Anac, inoppugnabili o confermate con sentenza passata in giudicato nel biennio precedente la richiesta di rating, che impediscano la stipula di contratti con la PA o la partecipazione alle gare o l’affidamento di contratti pubblici.
·        Il rating non potrà essere attribuito nel caso di impresa collettiva, controllata da società estere, in cui non è possibile identificare i soggetti che detengono le quote del capitale o comunque il controllo.
·        Il nuovo regolamento amplia i casi di deroga.
In particolare, il rating potrà essere rilasciato alle imprese che dimostrano la loro completa ed effettiva dissociazione dalla condotta posta in essere rispetto ai reati ostativi al rilascio del rating nell’anno precedente alla richiesta.
Un’ulteriore deroga riguarda gli atti di accertamento, intervenuti nel biennio precedente,  per il mancato pagamento di imposte e tasse e di violazioni degli obblighi retributivi, contributivi e assicurativi, nonché quelli relativi al pagamento delle ritenute fiscali su dipendenti e collaboratori. Il nuovo regolamento fissa un limite, pari allo 0,5% dei ricavi e fino ad un importo di 50.000 euro, entro il quale il rating potrà essere rilasciato anche in presenza di provvedimenti impugnabili o confermati con sentenza passata in giudicato.
Analogamente, il regolamento consente l’ottenimento del rating in presenza di provvedimenti di accertamento del mancato di rispetto della norma relativa alla tutela della salute e alla sicurezza nei luoghi di lavoro, entro il limite di 1.000 euro e di 3.000 euro in caso di più provvedimenti di accertamento.
·        E’ prevista la riduzione del punteggio se nel casellario informatico delle imprese presso l’ANAC risultino annotazioni, inoppugnabili o confermate con sentenza passata in giudicato nel biennio precedente la richiesta di rating, relative a episodi di grave negligenza o errore grave nell’esecuzione dei contratti o gravi inadempienze contrattuali. Tale accertamento non potrà, in ogni caso, ridurre il punteggio base, pari a una stelletta.
Si ricorda che questa condizione, nel precedente Regolamento costituiva uno dei requisiti necessari ai fini dell’ottenimento del rating.
·        L’Antitrust trasmetterà, ogni anno, alla Guardia di Finanza un campione rappresentativo, pari al 10% delle imprese in possesso del rating di legalità, al fine di verificarne la regolarità fiscale e contributiva. Gli esiti delle verifiche verranno trasmesse all’Autorità entro 60 giorni.
 
In allegato è disponibile il nuovo Regolamento attuativo in materia di rating di legalità, in vigore dal 13 settembre, e il formulario aggiornato per la presentazione della domanda, disponibile sul sito dell’Antitrust

25742-Formulario rating di legalità 4.0.pdfApri

25742-Regolamento rating di legalità GU.pdfApri
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