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Tra le tematiche sottoposte al Governo: sisma centro Italia; adeguamento antisismico edifici scolastici; bonifiche; infortuni sul lavoro; ammortamento impianti fotovoltaici; “Operazione bellezza”; sisma "casa Italia"; sostegno per l'innovazione e la competitività del sistema industriale italiano; voucher; fascicolo del fabbricato.

Archivio, Governo e Parlamento

Atti di indirizzo e controllo n. 31/2016: Mozioni, interrogazioni, interpellanze.

27 Settembre 2016
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Sono stati discussi alla Camera dei Deputati, tra gli altri, i seguenti Atti di indirizzo e controllo:
 
CAMERA DEI DEPUTATI
ATTO e PRIMA FIRMA
OGGETTO
IMPEGNI / RICHIESTE AL GOVERNO
RISPOSTA DEL GOVERNO
2-01461
Interpellanza urgente
 
P. Terzoni, M5S
Sisma centro Italia
 
Quali iniziative si intenda adottare in relazione alle situazioni di inadempienza (su 7954 comuni italiani ben 1795 – pari al 23 per cento, quasi un comune su quattro – sono ancora senza piano di emergenza) concernenti la redazione dei piani di emergenza comunali in modo da garantire che ogni singolo comune sia dotato di uno strumento efficace per affrontare eventuali situazioni di emergenza;
–se si intenda avviare, anche attraverso un’interlocuzione con le regioni, un monitoraggio sui piani esistenti per verificare che siano correttamente aggiornati, anche sotto il profilo tecnico, e se siano adeguati all’organizzazione e alla gestione delle comunità territoriali colpite da eventi calamitosi;
 -prevedere apposite misure in conseguenza della possibile presenza di amianto in residui o macerie in esito a crolli dovuti ad eventi sismici;
-quale sia lo stato di attuazione del comma 3 dell’articolo 2 della citata ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri n. 3274 del 2003 in tema di verifica sismica delle opere infrastrutturali e degli edifici strategici;
se il Governo, anche alla luce dell’ammontare dei contributi a fondo perduto erogati dalle regioni nel caso del sisma che ha colpito l’Abruzzo, non ritenga di proporre un sistema analogo per il sisma del 24 agosto 2016 oppure esporre le eventuali criticità che ne sconsigliano la riproposizione.
 
Evidenziato, tra l’altro, che:
 
-le competenze in materia di pianificazione dell’emergenza si ripartiscono tra i vari livelli istituzionali (comunale, provinciale, regionale e nazionale) secondo quanto stabilito dalla legge 24 febbraio 1992, n. 225 e dal decreto legislativo 31 marzo 1998 n. 112;
-tale attività deve essere intesa come responsabilità ed espressione dell’intero sistema che costituisce il Servizio nazionale della protezione civile cui devono concorrere tutti i soggetti a vario titolo competenti istituzionalmente e territorialmente. Il dipartimento della protezione civile supporta e contribuisce all’azione di pianificazione di emergenza dei livelli territoriali competenti individuati dalle richiamate disposizioni normative. Le indicazioni operative per il livello nazionale fanno riferimento alle prescrizioni di cui alla direttiva del Presidente del Consiglio dei ministri 3 dicembre 2008;
-il Dipartimento della protezione civile, già da tempo nel corso di questi anni e intensificando l’azione negli ultimi anni e mesi, ha continuato a sollecitare le Regioni affinché supportassero al meglio i comuni nell’attuazione dei piani e li spingessero al fine di fornire comunicazioni aggiornate in merito alla loro attività di pianificazione;
-l’ultimo aggiornamento sullo stato della pianificazione a livello comunale e intercomunale richiesto dal Dipartimento della protezione civile è partito a seguito della manifestazione dei recenti eventi sismici al fine di avviare una specifica verifica in tal senso (nota del Dipartimento n. 46628 del 13 settembre scorso);
-la funzione del Dipartimento della protezione civile è una funzione di stimolo e sollecitazione nei confronti dei livelli regionali, che sono deputati a indicare le linee guida ai comuni. In questa chiave ci si è attivati per rafforzare le capacità tecniche dei livelli regionali affinché venissero poi messe a disposizione anche dei comuni;
-riguardo alla possibile presenza di amianto nelle macerieè in corso di emanazione una ulteriore specifica ordinanza del capo Dipartimento contenente una ulteriore regolamentazione della materia, elaborata di concerto con gli enti tecnici e le autorità competenti. Nelle azioni di soccorso che si sono sviluppate dopo il 24 agosto, si è seguito, per tutte le forze che intervenivano nelle azioni di soccorso, il protocollo di sicurezza contro l’amianto.
-l’ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri n. 3274 del 2003 va potenziata e rafforzata. Infatti, nella stessa non viene prevista la trasmissione dei risultati delle verifiche al Dipartimento della protezione civile. Il Dipartimento, in realtà, si è attivato e ha raccolto il più possibile le informazioni riguardo all’avvenuta verifica, però sono ancora informazioni incomplete proprio perché la norma non dispone la trasmissione di informazioni;
–sono previste forme di sostegno dell’attività economica nelle aree terremotate. Da questo punto di vista, anche attraverso l’interlocuzione con le istituzioni locali e regionali e con le forze economiche e sociali, è in corso di elaborazione un insieme di interventi che andrà esattamente in questa direzione e che troverà collocazione in un prossimo provvedimento normativo.
 
 
Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri, Claudio De Vincenti
3-02491
Interrogazione a risposta immediata in Assemblea
 
A. Scotto, SI-SEL
 
 
Infortuni sul lavoro
 
Se non si intenda assumere come priorità la questione del contrasto alle morti e agli infortuni sul lavoro e quali misure o azioni si intenda avviare per contrastare gli infortuni sul lavoro, partendo dall’assoluta necessità di aumentare i controlli sul rispetto dei parametri di sicurezza nei luoghi di lavoro e di sanzionare efficacemente quanti non li rispettano e, in tale ambiti, di quali dati si disponga sui controlli effettuati dagli organi preposti alla sicurezza e prevenzione sul lavoro.
Evidenziato tra l’altro che:
-la vigilanza sull’applicazione della legislazione in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro viene svolta prioritariamente dai servizi ispettivi delle ASL competenti per territorio, così come previsto dall’art. 13 del Testo unico di sicurezza, e che solo per alcune attività, essenzialmente quelle nel settore dell’edilizia, questa vigilanza può essere esercitata anche dai servizi ispettivi delle Direzioni territoriali del lavoro;
– è stata incrementata negli anni l’attività di vigilanza in materia di salute e sicurezza sul lavoro: nel 2015 sono state effettuate 25.544 ispezioni, mentre nel solo primo trimestre del 2016 le ispezioni sono state 14.277;
– in questi giorni prende avvio l’attività dell’Ispettorato nazionale del lavoro, che consentirà, attraverso l’uso congiunto delle risorse ispettive del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, di INAIL ed INPS, di aumentare il numero e l’efficacia dei controlli, così come a breve, presumibilmente il 27 settembre, sarà pubblicato il decreto con il quale vengono definite le regole tecniche per la realizzazione e il funzionamento del sistema informativo nazionale per la prevenzione nei luoghi di lavoro, un importante strumento che fornisce dati per orientare, programmare e valutare l’efficacia dell’attività di prevenzione degli infortuni e delle malattie professionali. La costituzione del SINP e il suo effettivo avvio consentiranno di migliorare l’attività di prevenzione nei luoghi di lavoro, semplificando l’azione degli organi di vigilanza e l’adempimento delle loro funzioni e garantendo, tra l’altro, l’integrazione tra i sistemi informativi delle diverse amministrazioni coinvolte. 
 
Ministro del Lavoro, Giuliano Poletti
3-02492
Interrogazione a risposta immediata in Assemblea
 
A. Galgano, SCpI
Indennizzi obbligazioni subordinate
 
Considerato che con il DL n.183/2015, confluito nell’articolo 1, commi 842-854 della legge 28 dicembre 2015, n. 4 (legge di stabilità per il 2016), è stata introdotta una procedura per tutelare i possessori di obbligazioni subordinate, che hanno subito una svalutazione dei loro titoli, nell’ambito del percorso attuato per la risoluzione della crisi di Banca popolare dell’Etruria e del Lazio, Banca delle Marche spa, Cassa di risparmio della provincia di Chieti spa e Cassa di risparmio di Ferrara spa, si chiede di sapere se:
– non si ritenga opportuno modificare la normativa in materia di accesso agli indennizzi automatici, evitando che siano esclusi i soggetti che hanno investito in titoli obbligazionari attraverso altri operatori e che siano penalizzati rispetto a coloro che hanno acquistato le medesime obbligazioni direttamente dalla banca emittente in liquidazione e possono invece esigere il rimborso.
Evidenziato tra l’altro che:
– la scelta legislativa di limitare l’accesso al rimborso automatico solo per gli investitori che hanno acquistato i titoli direttamente dalle banche messe in liquidazione, escludendo coloro che avevano fatto lo stesso investimento, tramite altri intermediari, è dovuta alla necessità di assicurare la compatibilità del meccanismo di rimborso con la disciplina dell’Unione europea sul risanamento e sulla risoluzione delle banche e con le norme del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea sul divieto di aiuti di Stato;
– tra le condizioni per riconoscere il ristoro a favore degli investitori vi è l’intervenuta violazione delle regole di condotta relative alla vendita degli strumenti finanziari, accertata quanto meno tramite ragionevoli e solidi indici presuntivi.
 
Ministro dell’Economia e delle Finanze, Pier Carlo Padoan
 
3-02497
Interrogazione a risposta immediata in Assemblea
 
G. Brescia, M5S
Adeguamento antisismici edifici scolastici
 
Indicare, alla luce della grave situazione degli edifici scolastici del Paese e dei recenti drammatici fatti di cronaca, quali iniziative urgenti il Governo intenda intraprendere al fine di implementare gli interventi di adeguamento sismico, nonché il monitoraggio e le indagini diagnostiche, sì da garantire che gli alunni frequentino scuole sicure e a norma.
Evidenziato che:
– Sono stati stanziati 6 miliardi di euro e il solo MIUR ha finanziato 13.300 interventi di cui oltre il 60 per cento conclusi, che hanno un plafond di riferimento più ampio rispetto alle misure antisismiche;
– ad oggi sull’antisismica sono stati stanziati e spesi 240 milioni per 430-432 interventi concreti sulle scuole che avevano una chiara criticità in questo senso. A seguito delle vicende che hanno coinvolto le aree di Amatrice, sono stati stanziati oltre 20 milioni all’anno, quindi strutturali e permanenti, per approfondire l’indagine sulle scuole che sono risultate inagibili e sono poche rispetto alla verifica complessiva che la Protezione civile, ha fatto su questi temi;
– tra gli obiettivi da raggiungere: la definizione di una programmazione unica nazionale, perché le responsabilità e la gestione dell’edilizia scolastica, non è una competenza del Governo, ma è a carico degli enti locali, proprietari degli immobili e responsabili della conformità alla normativa e della garanzia della messa in sicurezza, e delle regioni, che hanno un potere di programmazione.
Evidenziato inoltre che:
– il patrimonio dell’Anagrafe dell’edilizia scolastica, che era atteso da quindici anni e che oggi è disponibile: «Scuola in Chiaro», a cui fa riferimento lei, è una delle finestre in cui si possono attingere tutti i dati.
 
Ministra dell’Istruzione, dell’università e della ricerca,
Stefania Giannini
3-02498
Interrogazione a risposta immediata in Assemblea
 
V. Garofalo, AP(NCD-UDC)
 
Adeguamento sicurezza scuole
Indicare quali iniziative urgenti si intenda intraprendere per mettere in sicurezza gli edifici scolastici e pubblici di Messina ed in generale del Paese, anche sbloccando risorse finanziarie «incagliate», al fine di salvaguardare l’incolumità dei cittadini e di avviare in Italia una cultura della sicurezza e prevenzione anti-sismica che ad oggi è sempre mancata.
Evidenziato che:
– è stato istituito un Fondo unico che raccoglie tutte le risorse destinate all’edilizia scolastica, per poter realizzare quella programmazione nazionale triennale che non era stata mai fatta e che sarà il percorso che porta nell’arco dei tempi necessari alla copertura dell’intero territorio nazionale. Non risultano risorse bloccate o non spese in questo fondo e tutto quello che riguarda sicurezza, diagnostica, misure antisismiche e innovazione sono capitoli attivi già spesi o in corso di destinazione dei fondi per competenza.
Evidenziato inoltre che:
– per Messina si è intervenuti, in questi due anni e mezzo, con un intervento complessivo di 48 milioni e 600 mila euro, con cinque misure specifiche che rapidamente riassumo: 15 interventi di messa in sicurezza, che derivavano però dal «decreto del fare», quindi dal precedente Governo Letta; 22 interventi per un investimento di 13 milioni, sempre per scuole sicure;
– i mutui Bei che, invece, sono un investimento di diversa natura, ma che, consentendo o di ristrutturare o di edificare ex novo, includono la certificazione e l’obbligo di un intervento antisismico;
– l’adeguamento e il miglioramento sismico propriamente inteso che, per ora, ha interessato – su segnalazione degli enti locali responsabili primari ed esclusivi della sicurezza e dell’individuazione delle criticità nelle scuole italiane – tre interventi per un importo di circa 3 milioni;
– la diagnostica, che è una parte importante, non solo per le misure antisismiche, ma anche per le fragilità e lì per Messina sono state 73 le indagini finanziate nell’ambito della provincia per un investimento di 250 mila euro.
 
Ministra dell’istruzione, dell’università e della ricerca Stefania Giannini
5-09540
Interrogazione a risposta in commissione
 
A.M Villarosa, M5S
Misure a favore delle popolazioni colpite da eventi sismici
Considerato che con la Legge n.208/2015 è stato stanziato un contributo a favore delle popolazioni colpite da vari eventi in tutta Italia mediante «credito d’imposta» in compensazione a un finanziamento agevolato «acceso» dai danneggiati nel limite di 1,5 miliardi di euro, per gli eventi calamitosi dell’8 luglio 2015, che il limite massimo spendibile è stato fissato nella misura 31 mln di euro, che il contributo verrà erogato sotto forma di «finanziamento agevolato» sia per i privati sia per le aziende, che solo una volta richiesto il finanziamento maturerà, al netto di eventuali indennizzi assicurativi ricevuti dai beneficiari per le medesime finalità, che il credito d’imposta a favore dei richiedenti e le modalità verranno stabilite con provvedimento dell’Agenzia delle entrate nel limite di 60 mln annui, si ritiene che le misure predisposte non sono adeguate per le popolazioni colpite da eventi «rari» e inaspettati, eventi frutto esclusivamente della natura, di cui l’uomo non è parte attiva e che non possono essere risolti utilizzando la forma del «finanziamento agevolato» da compensare mediante credito d’imposta, e che sarebbe stata auspicabile l’erogazione di un contributo diretto verso persone e aziende senza alcuna induzione alla richiesta di finanziamenti «agevolati», con conseguente pagamento di rate dispendiose e con rischio d’insolvenza;
si chiede di sapere se si è a conoscenza delle descritte problematiche e quali iniziative si intenda adottare.
 
Evidenziato che:
– con riferimento alle modalità di fruizione del menzionato credito d’imposta, sentita l’Agenzia delle Entrate, il provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate in corso di definizione – in analogia con quanto disposto con i provvedimenti dell’11 gennaio 2013 e del 4 febbraio 2013 sulle modalità di fruizione del credito d’imposta in caso di finanziamento agevolato a favore dei soggetti colpiti dal menzionato sisma del 20 e 29 maggio 2012 – consente che il credito d’imposta sia utilizzato dal beneficiario del finanziamento per corrispondere alla banca le rate di rimborso del finanziamento stesso.
In tal modo, i cittadini e le imprese beneficiari fruiscono unicamente della provvista finanziaria, senza dover versare rate di capitale o di interessi, il cui onere viene scontato dagli istituti di credito direttamente nei confronti dell’erario.
Tale modalità scongiura in partenza l’eventualità che il contribuente non possa fruire del credito d’imposta per incapienza, così come debbano essere versate le rate nell’attesa che il credito di imposta maturi in dichiarazione dei redditi.
Tale innovativo meccanismo, oltre a consentire un’ottimale gestione dei flussi di cassa finalizzati al ristoro dei danni subiti a seguito di eventi calamitosi di rilievo nazionale, consente anche un capillare e totale controllo dei flussi dei pagamenti, che transitano al 100 % in modo tracciabile dagli istituti di credito direttamente ai fornitori/realizzatori degli interventi, previa validazione da parte degli uffici comunali e regionali.
Il dispositivo, normato dalla legge di stabilità 2016, è stato completato con la delibera del Consiglio dei Ministri del 28 luglio 2016, che ha stabilito criteri e massimali dei contributi concedibili, e successivamente dalle ordinanze di protezione civile adottate in sua attuazione, una per ciascuna Regione interessata.
Per quanto riguarda le attività economiche, in particolare, si evidenzia che il procedimento prescelto ed attuato, risulta perfettamente compatibile con i limiti previsti dall’articolo 50 del Regolamento dell’Unione Europea n. 651/2014, in base al quale questi benefìci sono dichiarati compatibili con le regole comunitarie in materia d aiuti di stato e sono esclusi dall’obbligo di notifica.
Il procedimento costituisce la prima attuazione della riforma introdotta nell’autunno 2013, quando si è proceduto all’istituzione del Fondo per le Emergenze Nazionali ed è stato disciplinato il percorso di ricognizione dei fabbisogni di danno ai settori pubblico, privato (abitativo) e economico-produttivo e il successivo procedimento di riconoscimento di misure contributive.
 
Ministro dell’economia e delle finanze, Pier Carlo Padoan
5-09541
Interrogazione a risposta in commissione
 
G.M Fragomeli, PD
 
Ammortamento impianti fotovoltaici
Assumere iniziative normative che chiariscano in via definitiva, in linea con la previsione dell’Associazione italiana dottori commercialisti ed esperti contabili, l’assoggettabilità ad ammortamento con aliquota del 9 % per gli impianti fotovoltaici ed eolici fissi anche, qualora si qualifichino come fabbricati in quanto ancorati al suolo (cosiddetti imbullonati).
Evidenziato che:
– l’Agenzia delle entrate (circolare n. 36 del 2013) ha chiarito che la definizione di bene mobile o immobile non si presta ad un’interpretazione univoca ai fini fiscali e ha ritenuto opportuno qualificare gli impianti fotovoltaici sulla base della loro rilevanza catastale;
– il decreto ministeriale 31 dicembre 1988 non contempla uno specifico coefficiente di ammortamento per tale categoria di beni, e a tal proposito l’Agenzia delle entrate ha ulteriormente precisato che si rende applicabile il principio secondo cui occorre far riferimento ai coefficienti previsti per i beni appartenenti ad altri settori produttivi che presentano caratteristiche similari dal punto di vista del loro impiego e della loro vita utile. In tale ottica, è stato attribuito il coefficiente di ammortamento del 9 % ai soli impianti fotovoltaici qualificabili come beni mobili in quanto equiparabili alle centrali termoelettriche, mentre è stato attribuito il coefficiente del 4%, previsto per i fabbricati destinati all’industria, agli impianti fotovoltaici qualificabili come beni immobili.
L’eventuale riconoscimento di un’aliquota «indifferenziata» del 9 per cento comporterebbe effetti negativi di gettito, sia per la circostanza che l’aliquota di ammortamento viene in alcuni casi incrementata, sia per il fatto che tutti i nuovi impianti fotovoltaici beneficerebbero del c.d. super ammortamento.
Occorre approfondire il trattamento fiscale degli impianti in questione, sia ai fini dell’ammortamento di cui all’articolo 102 del TUIR che del super ammortamento di cui all’articolo 1, commi 91-94, della legge n. 208 del 2015.
Evidenziato tra l’altro che:
– dovranno essere anche affrontate le problematiche relative alla divergenza esistente tra la disciplina civilistica, che prevede il separato ammortamento delle componenti dal cespite principale qualora queste abbiano vite utili di durata diversa (ad esempio turbina e centrale termoelettrica), e la normativa fiscale, che prevede, invece, un’unica aliquota di ammortamento per il cespite principale (centrale termoelettrica).
 
Ministro dell’economia e delle finanze, Pier Carlo Padoan
5-09546
S. Borghesi, LN
 
5-09548
A.   Pannarale, SI-SEL
 
 
Interrogazioni a risposta in commissione
 
 
“Operazione bellezza”
 
Considerato l’annuncio dello stanziamento di 150 milioni di euro per recuperare, restaurare piccole opere o luoghi culturali, dietro la esclusiva segnalazione dei semplici cittadini, c.d. «operazione-bellezza», e che la scadenza per la partecipazione era prevista per il 31 maggio 2016 e una commissione ad hoc avrebbe stabilito a quali progetti assegnare le risorse, mentre il relativo decreto attuativo doveva essere emanato il 10 agosto 2016; si chiede di sapere:
– per quale motivo il decreto non sia stato ancora adottato;
– se gli interventi siano stati selezionati e i relativi importi fissati;
– chi siano i membri della commissione che ha operato le scelte ed in base a quali i criteri, o se piuttosto tutto si sia fermato e le risorse promesse siano state già dirottate o annullate.
 
Evidenziato, tra l’altro che:
– nell’ambito del Piano stralcio cultura e turismo, finanziato, come noto, dal Fondo Sviluppo e Coesione 2014-2020, il CIPE ha riservato 150 milioni al progetto «Bellezz@ – Recuperiamo i luoghi culturali dimenticati», per il recupero dei luoghi culturali dimenticati che fanno parte del patrimonio identitario diffuso del nostro Paese. A tal fine è stato possibile candidare interventi segnalandoli, entro il 31 maggio, sul sito del Governo bellezza@governo.it;
– sono state raccolte quasi 140 mila segnalazioni di cittadini che hanno indicato poco più di 7540 luoghi;
– la fase istruttoria deve confrontarsi con l’elevatissimo numero di proposte pervenute e la loro eterogeneità, ed è allo studio l’ipotesi di selezionare un solo sito per comune, ricordando le condizioni di procedibilità che la delibera detta per il finanziamento:
a) che il luogo segnalato rientri tra le tipologie indicate dall’articolo 10 del d.lgs. n. 42/2004 (codice dei beni culturali e del paesaggio);
b) che l’oggetto dell’intervento sia la valorizzazione, la tutela o il recupero del luogo indicato;
c) che l’ente attuatore sia pubblico.
 
Evidenziato inoltre che:
– nell’eventualità che le risorse disponibili risultassero insufficienti, la delibera adottata dal CIPE prescrive espressamente che si dia luogo ad una selezione da parte di un’apposita Commissione;
– in esito, con apposito decreto del Presidente del Consiglio dei ministri saranno individuati gli interventi finanziabili.  
La Commissione che sarà nominata potrà:
– definire, per ciascuna Regione e Provincia autonoma, una quota delle risorse disponibili in proporzione al numero di luoghi segnalati;
– individuare interventi effettivamente realizzabili in relazione a un limite di contributo massimo;
–  collocare le richieste di finanziamento secondo un ordine crescente, così da privilegiare le richieste, di minore importo;
– selezionare gli interventi privilegiando quelli che, in relazione allo stato di maturazione progettuale, possano ritenersi di immediata realizzabilità.
 
Il MIBACT è in attesa della emanazione del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, per poter fornire tutta l’assistenza tecnica che verrà richiesta al riguardo.
 
Sottosegretario di Stato Beni, Attività culturali, Turismo
Dorina Bianchi
5-09549
Interrogazione a risposta in commissione
 
M. Coscia, PD
Sisma – Casa Italia
Quali iniziative siano state avviate per verificare lo stato dei beni culturali colpiti dal sisma del 24 agosto 2016 e quali altre azioni si  ritenga utile avviare in relazione valutazione della normativa tecnica vigente e alla definizione di possibili aiuti per la messa in sicurezza, il recupero e il restauro del patrimonio storico, artistico, culturale e religioso nei territori colpiti dal sisma
Evidenziato, tra l’altro, che:
 
-l’azione del MiBACT, in stretto coordinamento con il Dipartimento della Protezione civile DICOMAC, con i Vigili del Fuoco e con i Carabinieri del CTPC, si è svolta seconda le tre linee di azione: attività di ricognizione dei danni; attività di messa in sicurezza;  attività di deposito temporaneo dei beni mobili.
-alla data del 20 settembre i sopralluoghi speditivi sono stati complessivamente oltre 500 nelle quattro regioni coinvolte.
– attualmente è operativo il presidio continuativo della «Funzione Beni Culturali» della DICOMAC, costituita a Rieti; tramite personale tecnico specializzato appositamente individuato ed incaricato dalle UCCR;
-in collaborazione con l’Istituto del restauro, la Direzione generale archeologia, belle arti e paesaggio ha redatto e diramato le Procedure per la rimozione e il recupero delle macerie di beni tutelati e di edilizia storica, al fine di rendere più efficienti le operazioni di rimozione nonché più affidabili i successivi interventi di recupero, anche in vista del successivo recupero della maggior quantità possibile non solo degli edifici monumentali, ma anche di materiali lapidei, sia dell’apparato murario che di stipiti e soglie di porte e finestre, cornici, mensole, camini, eventuali elementi decorativi, balconi, ceramiche, legno lavorato, metalli lavorati, coppi ecc., affinché la futura ricostruzione possa prevedere, per quanto possibile, il ricollocamento di alcuni materiali ed elementi connotativi dei luoghi e delle diverse unità abitative;
–a proposito del patrimonio religioso, l’accordo del Ministero con la CEI del gennaio del 2005 prevede espressamente, all’articolo 6, che nel caso di calamità naturali che coinvolgano beni culturali ecclesiastici il vescovo diocesano trasmette al soprintendente competente ogni utile informazione ai fini del sollecito accertamento dei danni e le priorità di intervento e per garantire il deposito temporaneo degli stessi beni culturali mobili presso musei ecclesiastici, o musei pubblici presenti nel territorio, ovvero presso laboratori di restauro. Cosa puntualmente e tempestivamente avvenuta.
E il Ministero ha allo studio ulteriori interventi a favore del patrimonio ecclesiastico colpito.
 
Sottosegretario di Stato Beni, Attivita’ Culturali E Turismo, Dorina Bianchi
SENATO DELLA REPUBBLICA
ATTO e PRIMA FIRMA
OGGETTO
IMPEGNI / RICHIESTE AL GOVERNO
RISPOSTA DEL GOVERNO
“Question Time”
 
Mucchetti (PD)
Pelino (FI-PdL XVII)
Girotto (M5S)
Barani (AL-A)
PERRONE (CoR)
Sostegno per l’innovazione e la competitività del sistema industriale italiano
Si chiede di sapere:
– quali saranno nell’immediato (nei prossimi due o tre anni) gli effetti sui livelli occupazionali all’interno delle imprese che si ristruttureranno e nei servizi che fioriranno loro attorno;
– se l’iperammortamento aumenti la base ammortizzabile dell’azienda e le aliquote reali restino costanti, o se, invece, l’iperammortamento aumenti l’aliquota reale e, dunque, riduca il periodo di ammortamento come un tempo avveniva con gli ammortamenti anticipati.
– se, oltre alla annunciata riduzione dell’IRES, quali saranno le misure per le aziende che non fanno utili, perché ancora non sono uscite dalla crisi, e per le aziende dove il lavoro dell’uomo è ancora un elemento predominante.
–se non si ritiene opportuno prevedere forme di incentivo fiscale all’azionariato che immette nuovo capitale nelle imprese, avendo un orizzonte di lungo periodo (almeno dieci anni), sia per le aziende quotate che per quelle non quotate.
– quali misure saranno adottate per ripristinare una logica di equilibrio per il sostegno alla ricerca e per lo sviluppo delle piccole e medie imprese, nell’ottica di riportare al centro della questione la produzione dei brevetti;
– quali saranno i provvedimenti volti ad agire su costo del lavoro e sulla riduzione fiscale;
– se non si ritiene di insistere realmente sullo sblocco dell’Alta velocità anche nel Mezzogiorno.
 
Evidenziato, tra l’altro che:
– il Programma Industria 4.0 stimola soprattutto agli investimenti privati. È evidente che incentivi fiscali automatici funzionano meglio per una piccola e media impresa rispetto a un incentivo a bando che è complesso e ha tempi di attraversamento molto lunghi;
– i 13 miliardi, previsti dal Programma, non sono per 7 anni, perché in tutta la parte di iperammortamento e superammortamento coprono gli investimenti effettuati nel 2017. Anche dal punto di vista puramente di uso delle risorse pubbliche, si ha un’anticipazione degli effetti e un esborso nel tempo;
– per l’iperammortamento, il tempo è di 5 anni al 250 % con una catalogazione dei beni su cui si sta lavorando.  L’iperammortamento rimarrà per tutti quelli che producono non beni tradizionali.
– Gli effetti sul lavoro sono il grande tema, e rilevano due aspetti: il rischio che l’avanzare della tecnologia privi dei posti di lavoro, l’aumento della produttività, che fa sì che la variabile del costo del lavoro diventi meno influente.
– Il piano che abbiamo presentato non guarda solo agli investimenti innovativi, ma anche agli investimenti in tutti i settori e in tutti i modi;
– il Fondo di garanzia oggi è un elemento importantissimo per le piccole e medie imprese; copre circa 15 miliardi di euro di finanziamenti; verrà potenziato il prossimo anno e verrà portato a 900 milioni di euro. Questo vuol dire poter coprire 22 miliardi di euro circa di finanziamenti; in più, è stato ristrutturato, perché oggi copre l’80 % per tutti. E ciò non è giusto, perché le aziende che hanno un rating molto alto non hanno bisogno dell’80 %. Si stanno dando soldi alle banche. Quindi, si è deciso di coprire le aziende con un rating un po’ più basso, di coprire meno il circolante e di concentrarci sugli investimenti che hanno in impegno un piano di rilancio. Questo vale per le aziende che producono e non producono utili, che investono in prodotti tradizionali e in prodotti innovativi.
Evidenziato inoltre che:
 – Si sta lavorando su un potenziamento ulteriore dell’incentivo al salario della produttività. Il pezzo di salario collegato alla produttività è quello che, sempre di più, con questo tipo di industria che avanza può portare benefici al lavoratore e all’azienda; – tra gli altri strumenti che stiamo utilizzando c’è una forte riforma dei contratti di sviluppo. Ricordo che l’80 % va al Sud. È stato stanziato un miliardo di euro. Si potranno finanziare fino a 3-3,5 miliardi di euro di investimenti, ma anche in questo caso si parte dalla domanda dell’impresa;
– si sta lavorando su un provvedimento sull’energia, per ridare dignità anche all’industria pesante. È stata ricevuta di recente una comfort letter della Commissione che approva il nuovo schema sugli energivori, che verrà promulgata il prima possibile.
– Sulla questione del patent box. In primo luogo, al momento il patent box non ha un plafond. Il 44 % delle domande proviene da imprese che hanno meno di 10 milioni di euro. Se le aziende medie, incominciano a lavorare di più sulla frontiera dell’innovazione è un fatto positivo anche per quelle molto più piccole, che spesso proprio da fornitori diventano più grandi.
Ultima questione è quella dei fondi per la crescita delle start-up. Nel piano Industria 4.0 c’è una serie di misure molto precise, ad esempio: il fatto che la società che sponsorizza e investe in una start-up possa prendere le perdite della start-up e portarsele sopra.
Oggi spesso la ricerca e l’innovazione non vengono fatte anche attraverso la partecipazione di start-up. È importante che si incoraggi l’impresa a fare questo, accettando il fatto che le start-up, in quanto tali, all’inizio perdono.
Questo piano non è onnicomprensivo. È costruito per lavorare sui fattori di competitività dell’impresa. Sono stati dati degli strumenti alle imprese. Sta alle imprese adesso utilizzarli. Non sono strumenti per cui devono chiedere a nessuno un timbro: devono fare, investire.
 
Ministro dello sviluppo economico, Carlo Calenda
 
Sono stati presentati alla Camera dei Deputati e al Senato, tra gli altri, i seguenti Atti di indirizzo e controllo:
 
CAMERA DEI DEPUTATI
ATTO e PRIMA FIRMA
OGGETTO
IMPEGNI/RICHIESTE AL GOVERNO
3-02498
Interrogazione a risposta immediata in Assemblea
 
V. Garofalo, AP (NCD-UDC)
Adeguamento antisismici edifici scolastici
 
Indicare quali iniziative urgenti si intenda intraprendere al fine di mettere in sicurezza gli edifici scolastici del Paese, anche sbloccando risorse finanziarie «incagliate», al fine di salvaguardare l’incolumità dei cittadini e di avviare in Italia una cultura della sicurezza e prevenzione anti-sismica che ad oggi è sempre mancata.
3-02499
Interrogazione a risposta immediata in Assemblea
 
F. Rampelli, FdI-AN
Messa in sicurezza scuole
 
Considerato che appare fallimentare il bilancio delle operazioni «scuole belle» e «scuole sicure» con migliaia di edifici scolastici sporchi e fatiscenti e oltre diciottomila scuole site nelle zone a maggiore rischio sismico da mettere in sicurezza, si chiede di sapere:
quali urgenti iniziative si intendano assumere al fine di restituire finalmente dignità al sistema scolastico italiano, agli studenti e agli insegnanti.
3-02501
Interrogazione a risposta immediata in Assemblea
 
L. Ricciatti, SI-SEL
Voucher
Indicare:
– se si intenda promuovere una revisione della gestione dei voucher e quali iniziative si intenda intraprendere;
se si intenda assumere iniziative per abolire l’utilizzo dei voucher.
5-09499
Interrogazione a risposta in commissione
 
G. Vacca, M5S
Messa in sicurezza gli edifici scolastici
Indicare:
-quali siano state le iniziative adottate per favorire e ottenere l’aggiornamento in «tempo reale» dei dati relativi alle scuole, con particolare attenzione agli aspetti riguardanti la tutela della sicurezza degli alunni e, in generale, delle persone;
-quali siano state, negli ultimi 3 anni, le risorse complessive stanziate dallo Stato e finalizzate ad adeguare gli edifici scolastici di ogni ordine e grado secondo la normativa tecnica antisismica.
7-01094
Risoluzione in commissione
 
A. Bratti, PD
Bonifiche siti incontaminati
–Promuovere un’organica riforma della disciplina della bonifica dei siti contaminati, tenendo in considerazione il contesto normativo generale in materia di protezione del suolo e garantendo la corretta applicazione della disciplina comunitaria;
– monitorare e rendicontare i risultati raggiunti da tutti gli accordi di programma in tema di riqualificazione ambientale e produttiva delle aree sottoscritti dal Governo e, in base agli esiti di tale verifica, a mettere in campo nelle situazioni più critiche iniziative più efficaci di risanamento;
 – promuovere la formazione e l’aggiornamento in tema di applicazione della normativa sulle bonifiche, considerando la differenza fra siti contaminati storici e quelli attuali;
– assumere iniziative per garantire l’applicazione delle migliori tecniche disponibili a livello internazionale;
– assumere iniziative per definire, avvalendosi delle competenze del sistema della agenzie ambientali, dell’Istituto superiore di sanità e del CNR, procedure di verifica e certificazione delle nuove tecnologie applicabili per la messa in sicurezza e bonifica dei siti contaminati che tengano conto anche di criteri di sostenibilità e della necessità di limitare il consumo di suolo e di risorse naturali;
– assumere iniziative per eliminare le figure dei commissari straordinari qualora i siti rientrino nella normativa afferente ai siti di interesse nazionale;
– assumere iniziative, per escludere da ogni vincolo che riguardi le norme del pareggio di bilancio, le somme relative agli interventi dei comuni per mettere in sicurezza e bonificare i siti contaminati
7-01096
Risoluzione in commissione
 
S. Segoni, Misto
Fascicolo del fabbricato
-Assumere iniziative normative che, a livello nazionale, progressivamente rendano obbligatoria la redazione del fascicolo del fabbricato, sia in forma cartacea che digitale, sia per edifici pubblici che privati, sia per quelli di nuova costruzione che per quelli preesistenti;
-avviare una politica di incentivazione e defiscalizzazione in modo che i privati, già proprietari di un immobile, non siano penalizzati economicamente nell’adozione del fascicolo del fabbricato, ma ne vengano incentivati;
-assumere iniziative per prevedere conseguentemente per i privati l’introduzione obbligatoria del fascicolo del fabbricato in maniera graduale, predisponendo inizialmente il suo impiego obbligatorio solo per le nuove costruzioni, in un secondo momento estendendo l’obbligo agli atti di compravendita e in un terzo momento estendendolo anche agli immobili esistenti;
-assumere iniziative per rendere obbligatoria la predisposizione del fascicolo del fabbricato in tutti gli atti di compravendita e di affitto di immobili, una volta messo a sistema il suo utilizzo, prevedendo l’obbligo di allegare tra la documentazione notarile anche il suddetto fascicolo;
-adottare iniziative per prevedere che per gli edifici di nuova costruzione il fascicolo del fabbricato sia un documento essenziale senza il quale il comune non sia autorizzato a rilasciare l’agibilità del fabbricato;
-promuovere l’elaborazione di una specifica norma tecnica caratterizzata da un sistema standardizzato nazionale di analisi che consenta di determinare l’attribuzione di indici di efficienza, con metodi oggettivi e comparati, capaci di fornire un quadro immediato della situazione di ciascun immobile, con particolare riferimento agli aspetti di sicurezza;
-assumere iniziative volte a prevedere che il fascicolo del fabbricato venga redatto da tecnici abilitati, e che tale documentazione contenga alcune specifiche informazioni.
SENATO DELLA REPUBBLICA
ATTO e PRIMA FIRMA
OGGETTO
IMPEGNI/RICHIESTE AL GOVERNO
1-00624
Mozione
 
L. D’Ambrosio, Lettieri, Misto
Sicurezza ferrovia
-agevolare l’approvazione di un complesso di norme in grado di garantire livelli di sicurezza ferroviaria omogenei su tutto il territorio nazionale, adeguati a quelli europei;
– individuare, in attesa dell’approvazione di una normativa generale, le aree di criticità in materia di sicurezza ferroviaria e ad adottare ogni urgente misura, per quanto di competenza, al fine di ridurre i valori di incidentalità e di migliorare i livelli di sicurezza della circolazione ferroviaria;
– promuovere la predisposizione di un codice per la sicurezza della circolazione ferroviaria (CSCF), che preveda i requisiti di sicurezza necessari per ottenere l’autorizzazione a circolare sulle strade ferrate italiane;
– aprire un “tavolo per la sicurezza” con le Regioni e tutti gli operatori ferroviari delle linee secondarie, al fine di individuare ed adottare i provvedimenti necessari ed urgenti per sanare eventuali criticità in materia di sicurezza ferroviaria e a promuovere la messa in sicurezza dei tratti ferroviari a rischio tenendo conto dei progressi tecnologici;
– prevedere adeguati stanziamenti, in accordo e in concorso con le Regioni, al fine di consentire l’adeguamento o, in attesa, la messa in sicurezza dei sistemi di controllo esistenti sulla rete ferroviaria secondaria;
– adottare con urgenza ogni iniziativa utile a ricondurre esclusivamente in capo all’Agenzia nazionale italiana per la sicurezza delle ferrovie i compiti di vigilanza e controllo della rete delle ferrovie presenti in Italia.
 
Si veda precedente del 20 settembre 2016.
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