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Assegnato alle Commissioni Bilancio il documento che aggiorna la programmazione dei conti pubblici propedeutico alla Legge di Bilancio 2017. Preannunciate misure per: disattivare l’aumento delle aliquote IVA; alleggerire la pressione fiscale e aumentare gli strumenti di Finanza e Crescita per le imprese; favorire la flessibilità nella previdenza.

Archivio, Governo e Parlamento

Nota di aggiornamento al DEF 2016: iter in Parlamento

30 Settembre 2016
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E’ all’attenzione delle Commissioni Bilancio della Camera dei Deputati e del Senato la Nota di aggiornamento al Documento di Economica e Finanza 2016 (Doc. LVII, n. 4-bis), prevista dall’art. 7 della Legge 196/2009 – come modificata dalla L 163/2016 – quale strumento di programmazione finanziaria volto ad aggiornare gli obiettivi programmatici e il quadro dei conti pubblici, e per questo propedeutica alla Legge di Bilancio 2017 che dovrà essere presentata in Parlamento entro il 20 ottobre p.v.
 
L’iter legislativo del provvedimento prevede l’espressione dei pareri da parte delle Commissioni parlamentari che ne avvieranno l’esame la prossima settimana, svolgendo preliminarmente un ciclo di audizioni dei soggetti istituzionali.
 
Successivamente il provvedimento approderà in Aula – l’11 ottobre p.v. alla Camera e il 12 p.v. al Senato – dove verranno approvate apposite Risoluzioni al Governo.
 
La Nota è strutturata in quattro sezioni volte, in particolare, a: illustrare il quadro economico complessivo e gli obiettivi di politica economica; presentare la dinamica del rapporto debito/Pil dello scenario programmatico attraverso l’andamento delle sue componenti; esaminare le misure attuate e in corso di attuazione in risposta alle raccomandazioni del Consiglio Europeo.
La Nota è corredata di 6 appendici (tra cui il cronoprogramma delle riforme) e di due allegati concernenti: la Relazione al Parlamento ai sensi della L 243/2012 art. 6 co. 5 (“Eventi eccezionali e scostamenti dall’obiettivo programmatico strutturale”) e la Relazione sulle spese di investimento e relative leggi pluriennali-anno 2015.
 
QUADRO ECONOMICO
Nel documento la previsione programmatica di crescita del PIL reale italiano per il 2017 è posta all’1,0%, 0,4 punti percentuali al disopra dello scenario tendenziale. Il tasso di crescita previsto i due anni successivi è di 1,3% nel 2018 e 1,2% nel 2019, in entrambi i casi 0,2 punti percentuali al disotto della previsione DEF 2016 a causa di un abbassamento della crescita prevista dell’economia mondiale e del commercio internazionale.
Viene, altresì, rivista per il 2016 dal 2,3 (prevista nel DEF) al 2,4% del PIL la stima, a legislazione vigente, dell’indebitamento netto delle Amministrazioni pubbliche. Per gli anni 2017-2019 è atteso un progressivo miglioramento dell’indebitamento netto, fino al conseguimento di un deficit nominale nullo a fine periodo, contro il surplus di circa 0,4 punti di PIL prefigurato in aprile. L’evoluzione dell’indebitamento netto – si legge nel documento – “è l’effetto combinato del calo degli interessi passivi e dell’incremento dell’avanzo primario, a sua volta trainato dal rafforzamento della crescita economica previsto dal 2018”.
Viene, altresì, richiesta – “per fronteggiare la necessità di sostenere interventi straordinari” – l’autorizzazione al Parlamento a utilizzare, ove necessario, ulteriori margini di bilancio sino a un massimo dello 0,4 per cento del PIL per il prossimo anno. In tal caso, l’indebitamento netto potrà pertanto ulteriormente aumentare nel 2017 per un importo massimo di 7,7 miliardi di euro (che include gli effetti degli interventi correlati alla messa in sicurezza del territorio e a gestire il fenomeno migratorio).
La spesa per interessi passivi scende gradualmente dal 4,0 per cento del PIL nel 2016 al 3,4 per cento nel 2019, con riduzioni in termini nominali lungo l’intero periodo di previsione.
Nel 2016 la pressione fiscale a legislazione vigente cala di 0,8 punti percentuali rispetto al 2015, collocandosi al 42,6 per cento. Nel 2017 presenta un lieve rialzo, di circa un decimo di punto percentuale di PIL, rimanendo poi costante al 42,7 per cento fino al 2019. Al netto del bonus di 80 euro, la pressione fiscale scende al 42,1 per cento nel 2016 e si attesta al 42,2 per cento nel 2019.
Sulla spesa corrente primaria viene indicato che la stessa scenderà dal 42,0 per cento del PIL del 2016 al 40,3 per cento del PIL del 2019, in riduzione di circa 1,7 punti percentuali. Le stime sono sostanzialmente coerenti con quelle del DEF, che collocavano la spesa poco sotto il 40 per cento del PIL alla fine del periodo
Viene, altresì, evidenziato che nel 2016 i redditi da lavoro dipendente tornano a crescere su base nominale di circa l’1 per cento rispetto al 2015, dopo aver segnato tassi di crescita negativi dal 2011. Nel 2017 la spesa per i redditi da lavoro dipendente rimane stabile, mentre nel 2018 tornerebbe a contrarsi dello 0,5 per cento. L’incidenza sul PIL risulta in calo, dal 9,7 del 2016 al 9,0 per cento del PIL nel 2019, confermando le attese del DEF.
Infine, la crescita attesa degli investimenti fissi lordi è di circa l’1,0 per cento in termini nominali nel 2016 e raggiungerà il picco massimo del 3,6 per cento nel 2017. In termini di PIL, gli investimenti pubblici si collocheranno attorno al 2,3 per cento in media nel periodo 2016-2019. Le stime tengono conto della spesa per cofinanziamenti nazionali dei progetti di investimento a fronte dei quali il Governo ha ottenuto margini di flessibilità addizionali.
 
MISURE CHE SARANNO CONTENUTE NELLA LEGGE DI BILANCIO 2017-2019
Nel documento viene confermato, in particolare,l’impegno del Governo a:
-a disattivare nel 2017 l’aumento previsto delle aliquote IVA e ad introdurre ulteriori misure di alleggerimento per le imprese. Tali misure comporteranno “ulteriori riduzioni della pressione fiscale”;
–attuare interventi di sostegno ai pensionati a rischio di povertà e per favorire la flessibilità d’ingresso nel sistema previdenziale senza tuttavia modificarne i parametri fondamentali e senza metterne a repentaglio la sostenibilità di lungo termine;
-prevedere interventi di Finanza e Crescita che si integreranno nel Piano Industria 4.0 e si concentreranno sulla necessità di fa affluire capitali verso il sistema produttivo italiani ed in particolare verso le PMI.A tale riguardo, vengono evidenziate tra le misure oggetto di valutazione: i) il rifinanziamento del ‘Superammortamento’ e la sua declinazione in base al tipo di investimento effettuato dalle imprese; ii) la proroga e il potenziamento del credito d’imposta per la ricerca e sviluppo; iii) la modifica della detassazione dei premi di produttività; iv) il rifinanziamento del Fondo di Garanzia per le PMI; v) alcune misure a favore delle startup, quali i Piani individuali di risparmio (PIR), ovvero un piano d’incentivo fiscale affinché il risparmio sia canalizzato nei mercati finanziari a beneficio dell’economia reale, contribuendo ad una maggiore liquidità deglistessi mercati. Sono allo studio anche interventi specifici di finanziamento tramite la Cassa Depositi e Prestiti.
 
RACCOMANDAZIONI UE E MISURE ADOTTATE
Nella nota vengono, poi, illustrate nel dettaglio, anche attraverso un apposito cronoprogramma, le principali iniziative intraprese dal Governo in risposta alle raccomandazioni dell’UE del 28 giugno 2016  attinenti, tra l’altro, le seguenti tematiche: pubblica amministrazione, giustizia, finanza per la crescita e altre misure di sostengo alle imprese, lavoro, concorrenza, infrastrutture e nuovo codice appalti, ambiente e sostenibilità, fiscalità, mercato del lavoro.
 
Al riguardo, si veda anche la notizia del Centro Studi del 29 settembre u.s.
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