La Commissione Affari costituzionali della Camera dei Deputati ha approvato il documento conclusivo dell’indagine conoscitiva sulla gestione associata delle funzioni e dei servizi comunali.
Nel documento vengono ripercorsi le audizioni svolte, il quadro normativo della materia, i principali elementi emersi nel corso dell’indagine, gli aspetti problematici e le possibili soluzioni e prospettive.
A quest’ultimo riguardo, in particolare, nelle conclusioni viene evidenziata la necessità di realizzare una buona governance per favorire lo sviluppo locale senza la creazione di frammentazioni e sovrapposizioni, nonché di definire i diversi ruoli di regia ed impulso nei processi di fusione ed unione dei comuni. Alla luce della sentenza della Corte costituzionale n. 50 del 2015 e della riforma costituzionale sottoposta a referendum confermativo, che stabiliscono che il compito di legiferare in materia di riordino istituzionale degli enti locali e delle loro forme associative è di competenza esclusiva dello Stato, viene rilevata l’opportunità di garantire un coinvolgimento dal basso degli amministratori locali nella programmazione e pianificazione delle fusioni e delle unioni nell’ambito della città metropolitana e futura area vasta e chiarire il ruolo delle regioni in considerazione della possibilità di queste ultime diattribuire funzioni aggiuntive.
Viene, altresì, rilevato che dopo la cancellazione della TASI (Tributo sui servizi indivisibili) sulla prima casa, “è importante ripensare a come restituire ai comuni autonomia fiscale, in modo da collegare l’elezione diretta dei sindaci e la conseguente responsabilità politica sull’attuazione del programma di mandato per obiettivi e risultati, alla possibilità e capacità di programmare e usare correttamente risorse finanziarie ed umane”. Occorre, inoltre, definire indicatori di valutazione utili a misurare la qualità, la quantità e l’efficacia della gestione associata al fine di ripartite gli incentivi economici non a pioggia ma in modo differenziato alle Unioni che rispondono ad obiettivi reali di razionalizzazione e semplificazione dell’azione amministrativa nonché del grado reale di gestione associata raggiunto.
E’, infine, sottolineata l’importanza di un riordino della normativa di settore in un’ ottica di semplificazione, coordinamento e stabilità delle norme di riferimento anche attraverso la compilazione di un nuovo testo unico degli enti locali e la definizione di norme quadro nazionali che chiariscano ruolo e funzioni dei diversi soggetti istituzionali e livelli di coordinamento amministrativo previsti nel Testo unico degli enti locali, di cui al decreto legislativo n. 267 del 2000, nella legge n. 56 del 2014 (Disposizioni sulle città metropolitane, sulle province, sulle unioni e fusioni di comuni), nonché di quanto previsto dalla riforma costituzionale, qualora confermata dal referendum popolare, che abroga le province come enti di rilievo costituzionale ed introduce le aree vaste.
Di seguito il link alle audizioni svolte nel corso dell’indagine:
Si veda precedente del 9 ottobre 2015