Tra gli Atti comunitari all’attenzione delle Camere: la proposta di regolamento sulla richiesta di informazioni alle imprese e associazioni di imprese in relazione al mercato interno; le proposte di direttive sull'equilibrio tra attività professionale e vita familiare e sul pilastro europeo dei diritti sociali.
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Proposta di Regolamento UE sulle condizioni e la procedura con le quali la Commissione può richiedere alle imprese e associazioni di imprese di fornire informazioni in relazione al mercato interno
Il provvedimento è stato assegnato alla Commissione Industria del Senato
Relatore: da nominare
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L’iniziativa è frutto di una consultazione pubblica, svolta dalla Commissione UE tra il 2 agosto e il 7 novembre 2016, che ha ricevuto 71 risposte di cui 44 dal settore delle imprese.
La Commissione ha, in particolare, effettuato consultazioni mirate presso diverse grandi associazioni di imprese, le quali hanno formulato riserve sul fatto di conferire alla Commissione il potere di richiedere informazioni alle imprese al di fuori dell’ambito del diritto della concorrenza. Esse hanno espresso preoccupazione in merito alla protezione dei dati sensibili dal punto di vista commerciale, agli oneri amministrativi e alle possibili ammende in caso di mancata risposta alle richieste di informazioni.
Quanto all’ambito applicativo del regolamento, questo si applica ai seguenti settori: il mercato interno di cui all’articolo 26, paragrafo 2, del trattato; agricoltura e pesca, tranne la conservazione delle risorse biologiche del mare; trasporti; ambiente; energia.
Quanto al contenuto si sostanzia nel potere di richiedere informazioni a imprese e associazioni di imprese, qualora sussista una grave difficoltà nell’applicazione del diritto dell’Unione che rischia di compromettere il conseguimento di un importante obiettivo strategico dell’Unione.
Sono escluse le microimprese, tranne qualora queste ultime appartengano a un gruppo di imprese che si configura almeno come un piccolo gruppo quale definito all’articolo 6, paragrafo 5, della direttiva 2013/34/UE.
La Commissione può, se ritenuto necessario e proporzionato, irrogare mediante decisione alle imprese o associazioni di imprese ammende di importo non superiore all’1 % del loro fatturato totale realizzato durante l’esercizio sociale precedente quando esse, intenzionalmente o per negligenza grave forniscono informazioni inesatte incomplete o fuorvianti.
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Proposta di direttiva relativa all’equilibrio tra attività professionale e vita familiare per i genitori e i prestatori di assistenza
Il provvedimento è all’esame della Commissione Lavoro del Senato
Relatore: Angioni – PD
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Il provvedimento che fa parte di un pacchetto di misure tese a porre rimedio alla sotto-rappresentanza delle donne nel mondo del lavoro, stabilisce prescrizioni minime volte a conseguire la parità tra uomini e donne per quanto riguarda le opportunità sul mercato del lavoro e il trattamento sul lavoro, agevolando la conciliazione tra lavoro e vita familiare per i genitori e i prestatori di assistenza che lavorano.
E’ volto in particolare a:
-rinviare agli Stati membri l’adozione di misure affinché i padri lavoratori abbiano il diritto di avvalersi del congedo di paternità;
– ridefinire i parametri per la fruizione del congedo parentale, già oggetto della direttiva 2010/18/UE, di almeno quattro mesi in seguito alla nascita o adozione di un figlio per prendersene cura;
-stabilire il diritto di usufruire di un periodo di congedo dal lavoro in caso di malattia grave di un familiare;
-salvaguardare il diritto dei lavoratori all’assenza dal lavoro in caso di forza maggiore e il diritto di percepire un’indennità adeguata durante il periodo di congedo.
-prevedere modalità di lavoro flessibili per i lavoratori con figli fino a dodici anni di età, cui vengono riconosciuti il diritto a ritornare allo stesso posto di lavoro e la protezione dal licenziamento durante il periodo in cui richiedono di fruire del congedo parentale;
-adottare le misure necessarie per vietare il licenziamento dei lavoratori causati dalla domanda o dalla fruizione del congedo parentale o dall’esercizio del diritto a modalità di lavoro flessibili;
-autorizzare gli Stati membri ad introdurre sanzioni in caso di violazione degli obblighi risultanti dalla direttiva;
– garantire i diritti già esistenti riconosciuti dalle direttive europee in materia di parità di genere e abrogare contestualmente la precedente direttiva 2010/18/UE sul congedo parentale.
Viene, altresì, previsto che gli Stati membri possano affidare alle parti sociali l’attuazione della presente direttiva, laddove le parti sociali lo richiedano congiuntamente, a condizione che gli Stati membri adottino tutte le disposizioni necessarie per essere sempre in grado di assicurare i risultati prescritti dalla presente direttiva
Gli Stati membri mettono in vigore le disposizioni legislative, regolamentari ed amministrative necessarie per conformarsi alla presente direttiva entro due anni dalla sua entrata in vigore.
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Comunicazione della Commissione sull’Istituzione di un pilastro europeo dei diritti sociali eProposta di proclamazione interistituzionale sul pilastro europeo dei diritti sociali
I provvedimenti sono all’esame delle Commissioni riunite Lavoro e Affari Sociali della Camera
Relatori:
On. Mariano – PD
On. Baruffi – PD
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I provvedimenti sono volti a disciplinare l’istituzione di un Pilastro europeo dei diritti sociali.
Il Pilastro reca una serie di principi e diritti fondamentali che si articolano in tre categorie: pari opportunità e accesso al mercato del lavoro, condizioni di lavoro eque, protezione e inclusione sociali, volti ad affrontare le sfide sociali emergenti e il mutamento del mondo del lavoro, alla luce di nuovi tipi di occupazione derivanti dalle nuove tecnologie e dalla rivoluzione digitale, e promuovere un rinnovato processo di convergenza verso migliori condizioni di lavoro e di vita in tutta l’Unione.
Nell’ambito della prima citata categoria del Pilastro (pari opportunità e pari accesso al mercato del lavoro) la Commissione, tra l’altro:
-annuncia, in materia di istruzione, formazione e apprendimento permanente, che nel corso del 2017 presenterà una serie di iniziative non legislative concernenti, tra l’altro, l’apprendistato;
– invita gli Stati membri ad aggiornare ed estendere le loro prassi relative all’assistenza nella ricerca di lavoro e nel lavoro autonomo e ad adottare misure a difesa dei diritti dei lavoratori alla formazione e alla protezione sociale quando cambiano lavoro.Nell’ottica di garantire un’attuazione piena e sostenibile della Garanzia giovani, valorizza, inoltre, la proposta di assegnare all’iniziativa per l’occupazione giovanile un ulteriore miliardo di euro, che si aggiunge al miliardo di euro del Fondo sociale europeo.
Con riguardo alla seconda categoria del Pilastro (condizioni di lavoro eque), la Commissione, tra l’altro:
-invita gli Stati membri a garantire che le norme in materia di occupazione adottate a livello nazionale siano adeguate all’emergere di nuove forme di lavoro;
-annuncia l’avvio della prima fase della consultazione delle parti sociali su una revisione della direttiva 91/533/CEE, relativa all’obbligo del datore di lavoro di informare il lavoratore delle condizioni applicabili al contratto o al rapporto di lavoro, al fine di adeguarla alle nuove realtà e alle nuove pratiche nei mercati del lavoro;
–raccomanda agli Stati membri di fissare delle retribuzioni minime trasparenti e un’efficace contrattazione collettiva a livello nazionale, settoriale e aziendale e ad adottare misure complementari per evitare la povertà lavorativa;
– esorta gli Stati membri a coinvolgere le parti sociali nella progettazione e nell’attuazione delle riforme e delle politiche in quest’ambito, al fine di migliorare il funzionamento e l’efficacia del dialogo sociale e delle relazioni industriali a livello nazionale;
– annuncia altresì di voler presentare, nel corso del 2017, una valutazione REFIT della direttiva 2009/38/CE, sull’istituzione di un Comitato aziendale europeo, soprattutto per affrontare con maggiore efficacia le questioni transnazionali che potrebbero pregiudicare i lavoratori;
– con riferimento all’esigenza di assicurare un ambiente di lavoro sano, sicuro e adeguato, ricorda la presentazione della comunicazione «Lavoro più sicuro e più sano per tutti» (COM(2017)12).
Con riguardo alla terza categoria del Pilastro (protezione e inclusione sociali) la Commissione, tra l’altro:
-invita gli Stati membri a ratificare e applicare le pertinenti convenzioni dell’Organizzazione internazionale del lavoro sulla sicurezza sociale, il Codice europeo di sicurezza sociale e la Carta sociale europea;
–invita gli Stati membri ad adottare misure a livello nazionale, regionale o locale, per sostenere un accesso universale e rapido al «riparo» alle persone in ogni tipo di situazioni di emergenza, nonché per aumentare la copertura e la capacità dei servizi sociali. Tra le misure a livello dell’Unione europea, ricorda, inoltre, che la riforma dell’edilizia sociale, l’accessibilità e la convenienza degli alloggi, nonché l’efficacia delle indennità di alloggio vengono monitorate e valutate nell’ambito del Semestre europeo e che il metodo aperto di coordinamento del Comitato per la protezione sociale garantisce il coordinamento delle politiche e controlla i progressi degli Stati membri;
-intende continuare ad attuare il principio dell’assistenza a lungo termine con i fondi dell’Unione, tra cui il Fondo europeo per gli investimenti strategici per gli investimenti in alloggi sociali, il Fondo europeo di sviluppo regionale per le infrastrutture per l’alloggio, il Fondo sociale europeo per i servizi sociali e il Fondo di aiuti europei agli indigenti per l’assistenza alimentare ai senzatetto.
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