Il Consiglio dei Ministri, nella seduta del 22 giugno 2017, n. 35,ha deliberato la dichiarazione dello stato di emergenza nel territorio delle Province di Parma e Piacenza, in conseguenza della crisi idrica in atto, dovuta a un lungo periodo di siccità a partire dall’autunno 2016, aggravato dalle elevate temperature estive e dai rilevanti afflussi turistici che hanno determinato un considerevole aumento delle esigenze idropotabili.
Il Consiglio ha, altresì, esaminato alcune leggi regionali nell’ambito delle quali ha, tra l’altro, deliberato l’impugnativa della legge della Regione Friuli Venezia Giulia n. 10 del 21/04/2017, recante “Disposizioni in materia di demanio marittimo regionale e demanio stradale regionale, nonché modifiche alle leggi regionali 17/2009, 28/2002 e 22/2006”, in quanto alcune norme riguardanti le concessioni demaniali marittime eccedono dalle competenze statutarie e invadono la competenza esclusiva statale in materia di ordinamento civile, di rapporti con l’Unione Europea e di tutela della concorrenza, di cui all’articolo 117, secondo comma, lettere l), a) ed e), della Costituzione;
nonché la rinuncia all’impugnativa delle seguenti:
– legge della Regione Friuli Venezia Giulia n. 9 del 21/04/2017, recante “Funzioni onorifiche delle soppresse Province e altre norme in Materia di enti locali, Centrale unica di committenza regionale, personale del Comparto unico del pubblico impiego regionale e locale, trasporti e infrastrutture”;
– legge della Regione Basilicata n. 6 del 28/04/2017, recante “Legge di stabilità regionale 2017”;
– legge della Regione Basilicata n. 7 del 28/04/2017, recante “Bilancio di previsione pluriennale per il triennio 2017/2019”;
– legge della Regione Marche n. 15 del 28/04/2017, recante “Disposizioni di semplificazione e aggiornamento della normativa regionale”;
– legge della Regione Molise n. 4 del 22/04/2017, recante “Disposizioni in materia di risorse idriche ed istituzione dell’Ente di governo dell’ambito del Molise (EGAM)”;
– legge della Regione Puglia n. 5 del 02/05/2017, recante “Tributo speciale per il deposito in discarica e in impianti di incenerimento senza recupero energetico dei rifiuti solidi”.