La Corte di Cassazione, con la sentenza 31364/2017, fornisce alcuni chiarimenti riguardo l’istituto della delega di funzioni per la gestione dei rifiuti, specificando i requisiti e le condizioni necessarie per attribuire ad altri responsabilità, compiti e mansioni in materia ambientale.
In particolare, i giudici, ribadendo un orientamento giurisprudenziale oramai consolidato, hanno evidenziato come, nel caso di “aziende di non modeste dimensioni”, il legale rappresentante possa affidare la direzione di singoli rami aziendali o specifiche funzioni a persone dotate della necessaria capacità tecnica e autonomia decisionale, trasferendo in capo alle stesse anche le relative responsabilità penali (Corte di Cassazione, penale, Sez. 3, n. 35862 del 31/05/2016; Sez. 3, n. 6420 del 07/11/2007; Sez. 3, n. 2330 del 20/01/1992).
I giudici hanno, quindi, chiarito che affinché una delega sia efficace ed abbia valenza anche sotto il profilo penale è necessaria la compresenza di precisi requisiti, vale a dire:
1. la delega deve essere puntuale, espressa e la sua esistenza deve essere giudizialmente provata in modo certo;
2. il soggetto delegato deve essere tecnicamente idoneo e professionalmente qualificato per lo svolgimento dei compiti che gli sono affidati;
3. il trasferimento delle funzioni deve essere giustificato in base alle dimensioni dell’impresa o quantomeno alle esigenze organizzative della stessa;
4. la delega deve riguardare non solo le funzioni ma anche i correlativi poteri decisionali e di spesa;
5. non devono rimanere in capo al delegante poteri residuali di tipo discrezionale.
In allegato la sentenza della Corte di Cassazione, sez. III penale, n. 31364/2017
29329-Corte di Cass. sez. III sentenza n. 31364_2017.pdfApri