La Commissione Attività produttive della Camera dei Deputati ha concluso l’esame della proposta di direttiva che modifica la direttiva 2012/27/UE sull’efficienza energetica (COM (2016) 761) e della proposta di direttiva che modifica la direttiva 2010/31/UE sulla prestazione energetica nell’edilizia (COM (2016) 765), approvando due documenti finali con numerose osservazioni, di cui alcune nel senso auspicato dall’ANCE (si veda, al riguardo, la notizia “Interventi ANCE del 16 febbraio u.s).
Al riguardo, tra le osservazioni espresse si segnalano, in particolare, le seguenti:
COM (2016) 761
“per quanto riguarda gli audit energetici, ossia le diagnosi energetiche che le grandi imprese e le imprese a forte consumo di energia sono tenute ad eseguire periodicamente, occorre valutare l’opportunità di introdurre disposizioni che possano da un lato, rendere più uniformi i comportamenti a livello unionale e, dall’altro, consentano agli Stati membri di prevedere deroghe all’obbligo nei casi in cui i costi per l’impresa non siano commisurati ai benefici che possono derivarne (ad esempio, in caso di consumi energetici estremamente bassi o di assenza di siti produttivi). Al contempo, occorre valutare l’opportunità di introdurre un sistema di incentivi, accompagnato da idonee campagne informative, per sensibilizzare le piccole e medie imprese circa la necessità di procedere su base volontaria agli audit energetici per razionalizzare ed efficientare i propri consumi di energia”;
“sempre per quanto riguarda gli audit energetici periodici, occorre valutare misure che possano migliorare la qualità e l’utilità dei risultati, ad esempio attraverso l’introduzione di obblighi progressivi per l’adozione di misuratori di energia a livello di singole utenze energivore (linee di processo, servizi generali) all’interno dei processi produttivi, anche eventualmente accompagnati da politiche di sostegno, quali ad esempio gli incentivi disponibili in Italia per «Industria 4.0» come iper e super ammortamento”.
COM (2016) 765
“premesso che l’obbligo previsto del 3 per cento annuo di ristrutturazione degli edifici dovrebbe riguardare non solo gli immobili del Governo centrale ma anche quelli di tutte le altre amministrazioni pubbliche, occorre tuttavia individuare strumenti e soluzioni attivabili per facilitare la sostenibilità finanziaria ed economica di tali interventi, che ovviamente implicano lo stanziamento di risorse ingenti”;
“con riferimento agli interventi per favorire lo sviluppo dell’elettromobilità, appare opportuno lasciare agli Stati membri la discrezionalità di calibrare l’applicazione della disposizione in coerenza con lo sviluppo atteso della rete infrastrutturale nazionale. Infatti, in mancanza di un adeguato sviluppo della rete infrastrutturale nazionale, i requisiti sui punti di ricarica potrebbero comportare semplicemente degli extra costi per i costruttori e per gli acquirenti senza portare i benefici auspicati”.
“occorre rafforzare la previsione comune per cui gli incentivi per l’efficienza energetica debbono essere parametrati al risparmio energetico realmente ottenuto dalla ristrutturazione, confrontando le prestazioni energetiche prima e dopo la ristrutturazione stessa e ponendo di conseguenza l’esigenza di migliorare l’attendibilità e l’accuratezza gli attestati di prestazione energetica. Più in generale, appare però opportuno conferire carattere facoltativo e non vincolante alle modalità applicative di tale disposizione, rimettendole alla valutazione di ciascuno Stato membro;
“la mancanza di una definizione armonizzata a livello europeo di «risparmio energetico ottenuto», inoltre, potrebbe portare a una molteplice varietà di metodi di calcolo nei diversi Stati membri, se pur basati sul confronto degli attestati di prestazione energetica, con la conseguenza di una diversificazione delle strategie degli Stati membri finalizzate alla ristrutturazione del parco edilizio. Sarebbe pertanto opportuno prevedere attestati di prestazione energetica armonizzati a livello europeo”;
“la disposizione relativa alle banche dati in cui vengono registrati gli attestati di prestazione energetica per gli edifici contemplati risulta di difficile applicazione, dato che attualmente gli attestati di prestazione energetica si basano sul consumo stimato e non su quello effettivo, a meno che non si provveda a una modifica della struttura degli attestati di prestazione energetica e al regolare rilievo dei consumi reali negli edifici frequentemente visitati dal pubblico, il che, tuttavia, comporterebbe notevoli costi aggiuntivi”;
“allo scopo di garantire la coerenza e la chiarezza della normativa applicabile per gli interventi di ristrutturazione per la prestazione energetica, potrebbe risultare opportuno istituire, a livello nazionale, una cabina di regia in materia di energia, ambiente e trasporti in modo da ricondurre ad omogeneità e coerenza le politiche settoriali”.
“potrebbe risultare opportuno definire una disciplina standardizzata comune in materia di smartness nel settore edilizio stanti i vantaggi che possono derivare da avanzati sistemi di automazione del comparto”.
Al Senato, la Commissione Industria non ha ancora concluso l’esame dell’Atto 765, mentre ha reso un parere favorevole con osservazioni sull’Atto 761, in cui ha recepito alcune delle proposte ANCE (si veda notizia di “In Evidenza” del 19 maggio 2017).