Tra gli Atti comunitari all’attenzione delle Camere: la proposta di direttiva volta ad armonizzare i poteri delle autorità garanti della concorrenza degli Stati membri; la proposta di regolamento sul prodotto pensionistico individuale; le proposte di direttive sul “pacchetto bancario”.
Il provvedimento è stato assegnato alle Commissioni riunite Giustizia e Industria della Camera
Relatore: On. Taranto (PD)
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La proposta di direttiva intende armonizzare gli strumenti e i poteri a disposizione delle Autorità garanti della concorrenza degli Stati membri (ANC) al fine di renderli più efficaci nel contrastare condotte anticoncorrenziali, sul modello di quelli attribuiti alla Commissione europea dal regolamento (CE) n. 1/2003 nei procedimenti di sua competenza.
Attualmente, infatti, le procedure perl’applicazione delle norme dell’UE in materia di concorrenza da parte delle ANC sono ampiamente disciplinate dal diritto nazionale, con la conseguenza che le norme dell’UE sono applicate dalle ANC sulla base di procedure e sanzioni differenti e permangono grandi disparità nella posizione istituzionale e nel livello di autonomia delle ANC nei singoli Stati membri.
In particolare, la Commissione intende garantire che le ANC:
dispongano di strumenti di indagine e decisionali efficaci e dei poteri necessari per raccogliere qualunque provapertinente, tenendo conto anche delle nuove tecnologie digitali;
siano in grado di imporre sanzioni efficaci, proporzionate e dissuasive in caso di violazioni delle norme antitrust dell’UE, anche nei confronti di imprese che non abbiano sede legale nel loro territorio, dato il numero sempre crescente di società operanti a livello internazionale;
dispongano di programmi di trattamento favorevole coordinati, miranti ad incoraggiare le imprese a denunciare l’esistenza di cartelli illegali presentando prove al riguardo;
agiscano in maniera autonoma e imparziale.
La proposta di direttiva intende, inoltre, incentivare una più stretta collaborazione tra la Commissione europea e le ANC nell’ambito della Rete europea della concorrenza (ENC).
Le Commissioni hanno svolto un ciclo auditivo sulla proposta.
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Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio sul prodotto pensionistico individuale
Il provvedimento è all’esame della Commissione Lavoro del Senato
Relatore: Sen. Gatti (Art.1-MdP)
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Il provvedimento è volto ad integrare le attuali norme divergenti a livello nazionale e dell’UE creando un quadro paneuropeo per le pensioni, per le persone che desiderano avvalersi di questa opzione di risparmio supplementare. Tale quadro non sostituirà né armonizzerà gli schemi pensionistici individuali esistenti a livello nazionale, ma introdurrà un nuovo quadro per il risparmio volontario. In particolare, si intende creare un marchio di qualità per i prodotti pensionistici individuali dell’UE, contribuendo alla creazione di un mercato unico delle pensioni individuali e promuovere la concorrenza tra fornitori a vantaggio dei consumatori.
Viene previsto, tra l’altro, che la Commissione è tenuta a valutare il regolamento cinque anni dopo la data di entrata in vigore dello stesso. La valutazione dovrebbe in particolare esaminare il funzionamento delle norme e l’esperienza acquisita nella loro applicazione.
La Commissione sta svolgendo un ciclo auditivo sulla proposta.
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I provvedimenti sono all’esame della Commissione Finanze del Senato
Relatore: Sen.Marino (PD)
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Le proposte, costituenti il cosiddetto “pacchetto bancario” UE contengono numerose misure volte a:
1.Aumentare la resilienza delle istituzioni dell’UE
Sotto tale profilole proposte contengono i restanti elementi del quadro regolamentare concordato dal comitato di Basilea per la vigilanza bancaria e al Consiglio per la stabilità finanziaria (FSB) e comprendono:
-requisiti patrimoniali più sensibili al rischio, in particolare nel settore del rischio di mercato, del rischio di controparte e per le esposizioni verso le controparti centrali (CCP);
-l’attuazione di metodologie in grado di rispecchiare più accuratamente i rischi reali a cui sono esposte le banche;
-un coefficiente vincolante di leva finanziaria per impedire agli enti il ricorso a una leva finanziaria eccessiva;
-un coefficiente netto vincolante di finanziamento stabile (NSFR) al fine di affrontare il problema del ricorso eccessivo al finanziamento all’ingrosso a breve termine e di ridurre il rischio del finanziamento a lungo termine:
-un obbligo per gli enti a rilevanza sistemica a livello globale di detenere livelli minimi di capitale e altri strumenti che assorbono le perdite in fase di risoluzione. Questo requisito, noto come “capacità totale di assorbimento delle perdite” (TLAC), sarà integrato nell’attuale sistema MREL (requisito minimo di fondi propri e passività ammissibili) che si applica a tutte le banche e rafforzerà la capacità dell’UE di far fronte alla risoluzione di enti a rilevanza sistemica a livello globale in dissesto tutelando, al contempo, la stabilità finanziaria e riducendo al minimo i rischi per i contribuenti;
2. Migliorare la capacità di prestito delle banche per sostenere l’economia dell’UE
In particolare, sono proposte misure specifiche per:
-rafforzare la capacità delle banche di erogare prestiti alle PMI e di finanziare progetti infrastrutturali;
-per le banche di piccole dimensioni e non complesse, ridurre gli oneri amministrativi connessi ad alcune norme in materia di retribuzione (in particolare in materia di dilazione e pagamento in strumenti quali azioni), che nel loro caso risultano sproporzionati;
-rendere la normativa CRD/CRR più proporzionata e meno onerosa per gli enti più piccoli e meno complessi in cui alcuni degli attuali obblighi di informativa, di segnalazione e legati a portafogli di negoziazione complessi sembrano non essere giustificati da considerazioni prudenziali. L’invito a presentare contributi e l’analisi condotta dalla Commissione hanno mostrato che l’attuale quadro può essere applicato in modo più proporzionato, prendendo in considerazione le situazioni specifiche;
3. Facilitare ulteriormente il ruolo delle banche per sostenere la creazione di un’Unione dei mercati dei capitali
Al riguardo sono previste misure al fine di:
-evitare requisiti patrimoniali sproporzionati per le posizioni del portafoglio di negoziazione, anche relativamente alle attività di supporto agli scambi (market making);
-ridurre i costi di emissione/derivanti dalla detenzione di determinati strumenti (obbligazioni garantite, strumenti di cartolarizzazione di alta qualità, strumenti di debito sovrano, derivati a fini di copertura);
-evitare i potenziali disincentivi per gli enti che agiscono come intermediari per i clienti in relazione alle negoziazioni compensate dalle CCP.
La Commissione ha svolto un ciclo auditivo sulle proposte.
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