Il Consiglio dei Ministri, nella seduta del 2 ottobre 2017, n. 47, ha, tra l’altro, approvato i seguenti provvedimenti:
– un decreto legislativo, in esame preliminare, recante disposizioni di attuazione del principio della riserva di codice nella materia penale.
Il decreto legislativo attua la delega contenuta nella legge 23 giugno 2017, n.103, recante “Modifiche al codice penale, al codice di procedura penale e all’ordinamento penitenziario”, con specifico riferimento al comma 85, lettera q), dell’articolo 1.
In particolare, il Governo – secondo i princìpi e criteri direttivi previsti dal citato comma 85 – è delegato alla riforma dell’ordinamento penitenziario. In tale ambito, tra i criteri direttivi è contemplata l’attuazione, sia pure tendenziale, del principio della riserva di codice nella materia penale, al fine di una migliore conoscenza dei precetti e delle sanzioni e quindi dell’effettività della funzione rieducativa della pena, presupposto indispensabile perché l’intero ordinamento penitenziario sia pienamente conforme ai princìpi costituzionali, attraverso l’inserimento nel codice penale di tutte le fattispecie criminose previste da disposizioni di legge in vigore che abbiano a diretto oggetto di tutela beni di rilevanza costituzionale.
– un decreto legislativo, in esame preliminare, recante disposizioni di modifica della disciplina in materia di giudizi di impugnazione.
Il decreto è finalizzato all’attuazione della delega contenuta nell’articolo 1, commi 82, 83 e 84 lettere f), g), h), i), l), e m) della legge 23 giugno 2017, n. 103, recante “Modifiche al codice penale, al codice di procedura penale e all’ordinamento penitenziario” per la riforma della disciplina processuale penale in materia di giudizi di impugnazione.
L’intervento normativo s’inserisce nel più ampio programma sotteso alla riforma, volto alla semplificazione e velocizzazione dei processi, in modo da garantire l’attuazione del principio della ragionevole durata del processo. Esso mira dunque alla deflazione del carico giudiziario, mediante la semplificazione dei procedimenti di appello e di cassazione.
In particolare, il decreto interviene quindi sul sistema delle impugnazioni, limitando i poteri di appello sia del pubblico ministero che dell’imputato, con l’intento di circoscrivere il potere d’impugnazione nei limiti in cui le pretese delle parti, legate all’esercizio dell’azione penale per il pubblico ministero e al diritto di difesa per l’imputato, risultino soddisfatte.
– un decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, in esame preliminare, sull’adozione dei nuovi coefficienti di riparto complessivo dei fabbisogni standard dei Comuni per il 2018, relativi alle funzioni di istruzione pubblica, gestione del territorio e dell’ambiente-smaltimento rifiuti, amministrazione e controllo, polizia locale, viabilità e territorio, trasporto pubblico locale, servizi di asili nido e altri servizi sociali.
Sul testo dovrà essere sentita la Conferenza Stato-città ed autonomie locali.
Il Consiglio ha, inoltre, approvato un documento sulla Strategia nazionale per lo sviluppo sostenibile.
La Strategia prende le mosse dall’aggiornamento della precedente “Strategia d’azione ambientale per lo sviluppo sostenibile in Italia 2002-2010″, ma ne amplia la prospettiva, facendo proprio il messaggio e i contenuti dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, adottata nel 2015 alle Nazioni Unite a livello di Capi di Stato e di Governo, in linea con l’Accordo raggiunto nel 2015 in occasione della “Conferenza delle Parti” di Parigi sul contrasto ai cambiamenti climatici.
L’approvazione della Strategia rappresenta il primo passo per declinare e calibrare gli obiettivi dell’Agenda 2030 nell’ambito della propria programmazione economica, sociale e ambientale. A questa approvazione seguirà una seconda fase, coordinata dalla Presidenza del Consiglio, per la definizione e quantificazione degli obiettivi da associare agli obiettivi di sviluppo sostenibile che la Strategia stabilisce, nonché l’individuazione di metodi condivisi per il loro monitoraggio e per la valutazione del contributo delle politiche attuali e future al loro raggiungimento.
Ha, infine, deliberato di intervenire nei giudizi di legittimità costituzionale promossi dalle Regioni Lombardia, Veneto, Calabria, Abruzzo, Friuli-Venezia Giulia, Puglia, Valle d’Aosta, Sardegna e dalle Province autonome di Trento e Bolzano avverso taluni articoli del decreto legislativo 16 giugno 2017, n. 104, recante attuazione della direttiva 2014/52/UE che modifica la direttiva 2011/92/UE, concernente la valutazione dell’impatto ambientale di determinati progetti pubblici e privati, ai sensi degli articoli 1 e 14 della legge 9 luglio 2015, n.114.