La Commissione Lavoro della Camera dei Deputati, nell’ambito dell’esame delle Risoluzioni relative ad iniziative concernenti l’introduzione di retribuzione e compensi minimi Risoluzioni 7-00847 (On. Rizzetto), 7-00886 (On. Cominardi), 7-01237 (On. Baldassarre), 7-01241 (On. Gribaudo) e 7-01268 (On. Martelli), sta svolgendo un ciclo di audizioni informali per l’approfondimento del testo.
Al riguardo l’ANCE, ha inviato un proprio contributo di osservazioni e proposte in cui ha evidenziato, in premessa, che l’impegno richiesto al Governo nelle Risoluzioni di provvedere all’introduzione di un salario minimo legale, al fine di garantire al lavoratore, ai sensi dell’art. 36 della Costituzione, “(…) una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un’esistenza libera e dignitosa”, sia condivisibile solo per quei settori non coperti dalla contrattazione collettiva.
In edilizia, infatti, il rispetto di tale principio è già ampiamente soddisfatto dalle parti sociali nazionali comparativamente più rappresentative che, con i contratti collettivi di categoria stipulati, garantiscono ai lavoratori trattamenti economici coerenti e in linea con l’andamento economico e produttivo delle imprese.
Inoltre, con riferimento a quanto riportato nell’ambito della risoluzione 7-01237 che definisce “al di fuori del salario minimo interi settori come il turismo, l’agricoltura o l’edilizia”, evidenziando che “oltre la metà dei lavoratori di questi settori guadagni un salario medio inferiore a quello stabilito nei contratti nazionali (…)” si rileva che, come anzidetto, il settore delle costruzioni è ampiamente coperto dalla contrattazione collettiva.
Si tratta quindi di aspetti relativi al fenomeno del lavoro irregolare, da affrontarsi diversamente, e che vede sempre le parti sociali impegnate nel definire un quadro di regole e di legalità per gli operatori del settore.
Anche alla luce di ciò e delle normative esistenti (tra cui il Dlgs 50/2016), ha sottolineato, tra l’altro, che è indispensabile mantenere fermo il ruolo della contrattazione collettiva, per l’edilizia nazionale e territoriale, quale garanzia di proporzionalità e adeguatezza.
Nelle conclusioni ha rilevato che intervenire per rendere stringente l’applicazione del contratto collettivo di riferimento con conseguente applicazione dei livelli retributivi definiti a livello nazionale e territoriale ed intensificare i controlli al fine di contrastare il lavoro sommerso attraverso, ad esempio, la tracciabilità dei pagamenti, è il percorso da intraprendere per garantire certezza ed equità nei trattamenti per lavoratori e imprese.
In allegato il Documento ANCE consegnato agli atti della Commissione.
30253-Documento ANCE.pdfApri