Lo scorso 8 febbraio, nell’ambito della riunione della Commissione centrale di coordinamento dell’attività di vigilanza, sono stati presentati i risultati dell’attività ispettiva conseguiti nel 2017, primo anno di avvio dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro.
Il Rapporto 2017, di cui si allega copia, riepiloga, inizialmente in termini generali, quella che è stata l’attività di vigilanza in materia lavoristica, previdenziale ed assicurativa. I numeri relativi allo scorso anno, in particolare, riguardano 160.347 aziende ispezionate; di queste, 103.498 sono risultate irregolari, pari al 65% di quelle sottoposte a controllo (63,01% nel 2016).
Il numero dei lavoratori irregolari, pari a 252.659, fa registrare un incremento del 36% rispetto al 2016; di questi, 48.073, ossia il 23% in meno rispetto all’anno precedente, sono risultati totalmente in nero.
I dati relativi ai lavoratori in nero, ad ogni modo, evidenziano un fenomeno ancora oggi rilevante nel sistema economico italiano. Se riferiti alla totalità dei lavoratori irregolari, infatti, i lavoratori in nero rappresentano comunque il 19% del totale.
Con particolare riferimento al settore dell’edilizia, l’attività di vigilanza ha consentito di ispezionare, nel corso del 2017, 34.586 aziende e di rilevare irregolarità nel 64,44% dei casi (64,15% nel 2016); il numero dei lavoratori del settore edile interessati dalle violazioni accertate è stato pari a 13.254, a fronte di 34.472 accertamenti ispettivi definiti.
L’edilizia, in particolare, conferma di essere tra i settori maggiormente interessati dal fenomeno dell’occupazione “in nero” con 5.710 casi, che corrispondono al 16,6% degli accertamenti definiti nel settore (15,61% nel 2016).
I lavoratori interessati dalle violazioni attinenti alla corretta qualificazione del rapporto di lavoro e quindi alla c.d. “riqualificazione” sono stati complessivamente 5.628; di questi, 923 appartenenti al settore dell’edilizia.
Rispetto ai 9.620 lavoratori coinvolti da violazioni riferite a fenomeni interpositori e al distacco transnazionale, 1.609 hanno interessato il settore delle costruzioni.
Dei 1.227 lavoratori extracomunitari clandestini, ossia privi del permesso di soggiorno, 104 hanno interessato il settore edile.
In termini generali, l’Ispettorato Nazionale del Lavoro ha recuperato complessivamente oltre un miliardo di euro di contributi evasi; nel solo anno 2017, grazie all’attività di vigilanza, a fronte di un imponibile concernente i contributi e premi evasi pari ad euro 380.455.414, sono stati recuperati contributi pari a circa euro 125.550.287.
Le somme effettivamente ricavate nell’anno 2017, a seguito delle sanzioni amministrative irrogate dal personale ispettivo, risultano pari ad euro 75.000.926; a tale importo devono essere aggiunti euro 5.880.000 riscossi a seguito di revoca dei provvedimenti di sospensione dell’attività imprenditoriale.
La tabella contenente i dati relativi al monitoraggio dell’applicazione dell’art. 14 del D.Lgs. n. 81/08 e s.m.i., conferma, con 7.394 provvedimenti sospensivi, sostanzialmente il dato fatto registrare lo scorso anno; di questi, 6.932 sono stati adottati per l’impiego di personale irregolare. L’edilizia, in tale ambito, con 1.048 provvedimenti rappresenta, dopo quello dei pubblici esercizi e commercio, il terzo settore merceologico maggiormente interessato da tale violazione.
Secondo le rilevazioni ministeriali, i provvedimenti sospensivi sono stati revocati per regolarizzazione, in media nell’88% dei casi, mentre in edilizia la percentuale scende all’ 82%.
Il Rapporto 2017 riserva, infine, un’analisi specifica per il settore delle costruzioni in merito alle violazioni delle norme contenute nel Titolo III “Uso delle attrezzature di lavoro e dei dispositivi di protezione individuale” e Titolo IV “Cantieri temporanei o mobili” del D.Lgs. n. 81/2008.
A tal riguardo, sono state ispezionate 15.866 aziende, delle quali n. 12.297 sono risultate irregolari a fronte di n. 16.071 accertamenti definiti, con un tasso di irregolarità pari al 76,5%, + 2,5% rispetto al 2016.
In occasione dei suddetti accertamenti, sono stati contestati 17.482 illeciti che, nel 52% dei casi, hanno riguardato il rischio di caduta dall’alto, +3% rispetto al 2016.
Tra le violazioni più rilevanti in edilizia sono emerse quelle relative agli obblighi dei coordinatori e dei committenti, pari al 13% degli illeciti accertati.
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