Il Consiglio dei Ministri, nella seduta del 16 marzo 2018 n. 74, ha approvato, in esame preliminare, due decreti legislativi di attuazione della legge recante “Modifiche al Codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione, di cui al decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159, al Codice penale e alle norme di attuazione, di coordinamento e transitorie del Codice di procedura penale e altre disposizioni. Delega al Governo per la tutela del lavoro nelle aziende sequestrate e confiscate” (legge 17 ottobre 2017, n. 161):
– Disposizioni per disciplinare il regime delle incompatibilità degli amministratori giudiziari, dei loro coadiutori, dei curatori fallimentari e degli altri organi delle procedure concorsuali, a norma della legge 17 ottobre 2017, n.161
In attuazione dei criteri direttivi fissati dalla legge delega, il testo prevede:
– l’incompatibilità delle figure già elencate per rapporti di parentela, affinità, convivenza e, comunque, assidua frequentazione con magistrati addetti all’ufficio giudiziario al quale appartiene il magistrato che conferisce l’incarico;
– la vigilanza del Presidente della Corte di appello sulle nomine ai predetti incarichi, conferite a soggetti che abbiano con i magistrati del distretto giudiziario, in cui ha sede l’ufficio titolare del procedimento, rapporti di parentela, affinità, coniugio o frequentazione assidua.
– Disposizioni in materia di tutela del lavoro nell’ambito delle imprese sequestrate e confiscate, in attuazione dell’articolo 34 della legge 17 ottobre 2017, n.161
Le disposizioni sono volte a sostenere la continuazione o la ripresa dell’attività delle imprese sequestrate e confiscate sottoposte ad amministrazione giudiziaria, con l’obiettivo di contrastare la presenza delle organizzazioni criminali nel tessuto economico e di offrire un’opportunità concreta di lavoro, nonché di favorire il mantenimento e lo sviluppo delle professionalità acquisite, evitando che aziende sequestrate e confiscate alla criminalità organizzata siano destinate a fallire, producendo così rilevanti costi economici e sociali.
In particolare, il decreto introduce una serie di misure di sostegno e di incentivo:
– uno specifico trattamento di sostegno al reddito dei lavoratori che non possono fruire degli ammortizzatori sociali ordinari, pari al trattamento straordinario di integrazione salariale, per la durata massima di 12 mesi nel triennio;
– una indennità mensile per i lavoratori che non possono fruire della NaSpI, per la durata di quattro mesi e pari alla metà dell’importo massimo mensile della indennità di disoccupazione;
– l’estensione delle misura di agevolazione per le imprese, previste dalla legge n. 208 del 2015.
Il decreto introduce poi specifiche regole per le imprese sequestrate e confiscate in materia di Documento unico di regolarità contributiva (DURC) e di opponibilità dei provvedimenti sanzionatori in materia di lavoro e di legislazione sociale.
Sono, infine, previsti flussi di comunicazione tra le autorità amministrative, l’autorità giudiziaria, il Prefetto e l’INPS, per garantire la completa informazione di tutti gli enti interessati.
Il Consiglio dei Ministri ha, altresì, approvato, in secondo esame preliminare, un decreto legislativo che, in attuazione della legge sulla riforma della giustizia penale (legge 23 giugno 2017, n. 103), introduce disposizioni volte a riformare l’ordinamento penitenziario.
Il decreto è suddiviso in 6 parti, corrispondenti ad altrettanti capi, dedicate alla riforma dell’assistenza sanitaria, alla semplificazione dei procedimenti, all’eliminazione di automatismi e preclusioni nel trattamento penitenziario, alle misure alternative, al volontariato e alla vita penitenziaria.
Il testo ha ottenuto il parere favorevole della Conferenza unificata e tiene conto dei pareri espressi dalle competenti Commissioni parlamentari.
Il Consiglio dei Ministri ha, inoltre, approvato, in esame preliminare, un decreto legislativo che, in attuazione della direttiva (UE) 2014/50 del Parlamento europeo e del Consiglio del 16 aprile 2014, introduce disposizioni relative ai requisiti minimi per accrescere la mobilità dei lavoratori tra Stati membri, migliorando l’acquisizione e la salvaguardia di diritti pensionistici complementari.
Il decreto adotta le misure necessarie a garantire che i diritti pensionistici maturati dai lavoratori “in uscita” possano rimanere nel regime pensionistico complementare in cui gli stessi sono stati maturati.
Inoltre, si stabilisce che la Commissione di vigilanza sui fondi pensione (COVIP) è chiamata a garantire che gli iscritti attivi possano ottenere informazioni in merito alle conseguenze della cessazione del rapporto di lavoro sui loro diritti pensionistici complementari e che gli stessi iscritti, nonché i loro eredi, possano ottenere informazioni relative al valore dei loro diritti pensionistici in sospeso, o una valutazione dei diritti pensionistici in sospeso effettuata al massimo nei dodici mesi precedenti la data della richiesta, o informazioni sulle condizioni che disciplinano il trattamento dei diritti pensionistici in sospeso.
Infine, il decreto rende omogeneo con la normativa europea il periodo minimo di acquisizione dei diritti pensionistici complementari e conferma l’esclusione nel nostro ordinamento dalla decadenza dei diritti pensionistici complementari, dal momento che l’iscritto può sempre esercitare, in caso di perdita dei requisiti di partecipazione al fondo, il riscatto della sua intera sua posizione individuale, ovvero il trasferimento ad altro fondo pensione.
Il Consiglio dei Ministri ha, altresì, approvato, in esame definitivo, due decreti legislativi che, in attuazione della legge sulla semplificazione, la razionalizzazione e la competitività dei settori agricolo e agroalimentare (legge 28 luglio 2016, n. 154), introducono norme volte, da un lato, a disciplinare gli interventi finanziari a sostegno delle imprese agricole e, dall’altro, al riordino della normativa in materia di foreste e filiere forestali.
In particolare, il Testo unico in materia di foreste e filiere forestali, mira a far fronte in maniera più efficace alle urgenti necessità di tutela e gestione attiva del territorio italiano, contrastando l’abbandono colturale e il declino demografico nelle aree montane e rurali del Paese, nonché a garantire la conservazione ambientale e paesaggistica, lo sviluppo di nuove “economie verdi” e la crescita occupazionale in particolare nelle aree interne.
Il Consiglio dei Ministri nel quadro del processo di attuazione della legge di contabilità e finanza pubblica (legge 31 dicembre 2009, n. 196) ha, inoltre, approvato, due provvedimenti (un decreto legislativo e un regolamento) che modificano la disciplina relativa alla gestione del bilancio e introducono regole contabili uniformi in funzione delle esigenze di programmazione, gestione e rendicontazione della finanza pubblica, in raccordo con la normativa europea:
– il decreto, adottato in esame definitivo, reca disposizioni integrative e correttive al decreto legislativo in materia di riordino della disciplina per la gestione del bilancio e il potenziamento della funzione del bilancio di cassa (decreto legislativo 12 maggio 2016, n. 93).
Il provvedimento punta al rafforzamento del bilancio di cassa e tiene conto dei risultati della sperimentazione per il nuovo concetto di “impegno”, inteso come imputazione degli effetti finanziari in bilancio in relazione alla scadenza di pagamento;
– il regolamento, approvato in esame preliminare, introduce principi uniformi e armonizza i sistemi contabili delle amministrazioni pubbliche che adottano la contabilità finanziaria affiancata a fini conoscitivi dalla contabilità economico-patrimoniale, con esclusione delle Regioni, degli Enti locali, dei loro enti ed organismi strumentali, degli enti del Servizio sanitario nazionale, delle Università e delle amministrazioni centrali dello Stato.
Il testo contiene, in particolare, disposizioni relative al bilancio di previsione, alla gestione economico-finanziaria e alla rendicontazione, alla gestione patrimoniale, alle spese delegate, alla resa dei conti ed uffici decentrati, al sistema di scritture, ai sistemi di controllo.
Ha approvato, altresì, in esame preliminare, un regolamento, da adottarsi mediante decreto del Presidente della Repubblica, che modifica e integra la disciplina relativa al Fondo di rotazione per la solidarietà alle vittime dei reati di tipo mafioso, delle richieste estorsive, dell’usura e dei reati intenzionali violenti nonché agli orfani per crimini domestici (decreto del Presidente della Repubblica 19 febbraio 2014, n. 60), secondo quanto disposto dalla legge europea 2015-2016 (legge 7 luglio 2016, n. 122).
Il Consiglio ha condiviso la direttiva che affida alla Presidenza del Consiglio dei Ministri il coordinamento delle politiche economiche, sociali e ambientali idonee al raggiungimento, entro il 2030, degli obiettivi indicati nella Strategia nazionale per lo sviluppo sostenibile, istituendo e disciplinando a tal fine una apposita “Commissione nazionale per lo sviluppo sostenibile”, presieduta dal Presidente del Consiglio o da un suo delegato.
Il Consiglio ha esaminato la relazione consuntiva per l’anno 2017 sulla partecipazione dell’Italia all’Unione europea, ai sensi dell’articolo 13 della legge 24 dicembre 2012, n. 234. La relazione fornisce alle Camere gli elementi conoscitivi necessari a valutare la partecipazione dell’Italia alla formazione ed attuazione delle politiche dell’Unione europea.
Ha, altresì, approvato il Documento triennale di programmazione e di indirizzo della politica di cooperazione allo sviluppo 2017-2019, a norma dell’articolo 12 della legge di riforma della cooperazione allo sviluppo (legge 11 agosto 2014, n. 125). Il documento illustra il contesto interno e internazionale della politica di cooperazione, indicando le priorità, gli strumenti e le modalità di intervento.
Ha deliberato le proroghe degli stati di emergenza già approvati in conseguenza degli eccezionali eventi meteorologici che si sono verificati nei giorni 9 e 10 settembre 2017 nel territorio dei comuni di Livorno, di Rosignano Marittimo e di Collesalvetti, in provincia di Livorno, nonché nei giorni 13 e 14 ottobre 2016 nella Provincia di Genova.
Il Consiglio dei Ministri ha, infine, esaminato alcune leggi regionali, nell’ambito delle quali ha deliberato di impugnare:
la legge della Regione Lombardia n. 7 del 25/01/2018, recante “Integrazione alla legge regionale 1° ottobre 2015, n. 27 (Politiche regionali in materia di turismo e attrattività del territorio lombardo). Istituzione del codice identificativo da assegnare a case e appartamenti per vacanze”, in quanto una norma riguardante le locazioni turistiche invade la competenza riservata allo Stato in materia di ordinamento civile, violando sia l’articolo 117, secondo comma, lettera l) della Costituzione, sia il principio di eguaglianza di cui all’art. 3 della Costituzione;
la legge della Regione Veneto n. 1 del 26/01/2018, recante “Modifiche della legge regionale 28 dicembre 2012, n. 48 “Misure per l’attuazione coordinata delle politiche regionali a favore della prevenzione del crimine organizzato e mafioso, della corruzione nonché per la promozione della cultura della legalità e della cittadinanza responsabile”, in quanto una norma, riguardante la costituzione di parte civile della Regione in alcuni processi penali, invade la competenza esclusiva statale in materia di “giurisdizione e norme processuali; ordinamento civile e penale”, in violazione dell’art. 117, secondo comma, lettera l), della Costituzione, nonché con il principio di ragionevolezza di cui all’art. 3 della Costituzione;
la legge della Regione Abruzzo n. 5 del 23/01/2018, recante “Norme a sostegno dell’economia circolare – Adeguamento Piano Regionale di Gestione Integrata dei Rifiuti (PRGR)”, in quanto varie norme riguardanti il piano regionale di gestione dei rifiuti e la capacità complessiva di trattamento di rifiuti degli impianti di incenerimento, eccedono dalle competenze regionali, violando la competenza statale in materia di tutela dell’ambiente di cui all’articolo 117, secondo comma lettera s) della Costituzione;
e, di non impugnare, tra l’altro, le seguenti:
la legge della Regione Lombardia n. 1 del 15/01/2018, recante “Misure per la tutela degli investimenti pubblici regionali e per il sostegno all’occupazione”;
la legge della Regione Abruzzo n. 2 del 12/01/2018, recante “Legge organica in materia di sport ed impiantistica sportiva”;
la legge della Regione Abruzzo n. 3 del 12/01/2018, recante “Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 26 giugno 1997, n. 54 (Ordinamento dell’organizzazione turistica regionale)”;
la legge della Regione Lombardia n. 6 del 25/01/2018, recante “Promozione e valorizzazione del termalismo lombardo”;
la legge della Regione Puglia n. 2 del 25/01/2018, recante “Indirizzi per lo sviluppo, la sostenibilità ambientale e la coesione economica e sociale del territorio di Taranto”;
la legge della Regione Calabria n. 3 del 06/02/2017, recante “Incentivazione del turismo in arrivo (incoming) attraverso i trasporti aerei, ferroviari, su gomma e via mare, a sostegno della destagionalizzazione”.