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Negli interventi approfonditi, tra l'altro, i due pilastri delle garanzie e delle moratorie per fare fronte alla crisi e sostenere le imprese. Anticipati alcuni contenuti del prossimo decreto legge a supporto del comparto produttivo, quali contributi a fondo perduto e misure di sostegno alla capitalizzazione, agli investimenti, all'innovazione.

Archivio, Governo e Parlamento

DL Liquidità: le audizioni del Ministro Gualtieri e del Ministro Patuanelli alla Camera

5 Maggio 2020
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Nella seduta del 4 maggio scorso, si sono svolte le audizioni informali del Ministro dell’Economia e delle Finanze, Roberto Gualtieri, e del Ministro dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli, presso le Commissioni riunite Finanze e Attività Produttive della Camera, nell’ambito dell’esame, in prima lettura, in sede referente, del disegno di legge di conversione del DL 23/2020 recante “Misure urgenti in materia di accesso al credito e di adempimenti fiscali per le imprese, di poteri speciali nei settori strategici, nonché interventi in materia di salute e lavoro, di proroga di termini amministrativi e processuali” (DDL 2461/C).

 

In particolare, il Ministro dell’Economia e delle Finanze ha espresso, in premessa, la consapevolezza che il solo il sostegno alla liquidità, con il sistema delle garanzie, non è sufficiente ad affrontare adeguatamente la crisi economica del coronavirus, sottolineando però che si tratta di interventi assolutamente necessari e di grandissima importanza, “ tra le più ampie d’Europa in termini complessivi, soprattutto con il secondo, il Decreto Liquidità di cui oggi noi parliamo, e ammontano complessivamente a oltre il 40% del PIL nazionale, il che è una dimensione superiore – in alcuni casi ampiamente superiore – a quella degli interventi adottati in altri Paesi”;

Ha quindi  evidenziato la scelta dell’Esecutivo, di mettere in campo, fin dall’inizio della crisi,  due strumenti: “due pilastri che costituiscono un elemento positivamente distintivo delle misure adottate in Italia, sia le garanzie sia – anche per l’efficacia e l’immediatezza che questo strumento ha dimostrato fin dall’inizio – le moratorie dei finanziamenti già erogati. Quindi moratoria del finanziamento già erogato e poi rilascio di garanzie per favorire nuova finanza”.

 

Riguardo alla moratoria ha, quindi, ricordato che l’Italia è stato il primo paese a introdurla e a presentarla presso le autorità europee, fornendo alcuni dati “al 24 aprile risultano pervenute 1,6 milioni di domande o comunicazioni di moratoria su prestiti, per un ammontare complessivo di 177 miliardi. Poco meno della metà delle domande provengono dalle imprese (a fronte di prestiti per 120 miliardi). Le oltre 880.000 domande delle famiglie riguardano prestiti per 54 miliardi. 50.000 domande hanno riguardato la sospensione delle rate del mutuo sulla prima casa (accesso al cd. Fondo Gasparrini), per un importo medio di circa 90.000 euro”.

Ha quindi stimato che circa il 70% delle domande o comunicazioni relative alle moratorie sia già stato accolto dalle banche; solo l’1% circa è stato sinora rigettato, mentre il restante 29% è la parte che necessita di qualche giorno dalla comunicazione all’attuazione.

 

Riguardo a Garanzia Italia, gestita da SACE, con impegno bilancio pubblico per 400 miliardi di euro e il potenziamento ulteriore del fondo di garanzia, ha ricordato che l’importo viene finanziato dal 70 al 90% a seconda delle dimensioni dell’impresa. Al riguardo, c’è stato un primo intervento di 10 milioni di prestiti rilasciati e di garanzia autorizzata e  si è concluso l’accreditamento di circa 160 banche a copertura dell’intero territorio nazionale.

Risultano, inoltre “in corso 170 potenziali operazioni per circa 12,5 miliardi attualmente allo studio delle banche per le fasi di istruttoria, costruzione dei pool e successiva delibera. Ad esito di queste attività e istruttoria le banche presenteranno le richieste a SACE che potranno essere, nel caso di processo semplificato (fino a 375 milioni), garantite in modo molto rapido, massimo 48/72 ore”.

Con riferimento al segmento delle PMI, le banche stanno procedendo con il Fondo Centrale di Garanzia, a esaurimento del plafond del quale è comunque poi possibile per le PMI anche l’accesso a Garanzia SACE. A tale riguardo: “Mediocredito Centrale segnala che le domande arrivate al Fondo dal 17 marzo al 30 aprile sono 65.800, di cui 31.411 accolte. Queste ultime complessivamente hanno generato un importo di oltre 4,6 miliardi di euro di finanziamenti, di cui circa 970 milioni per le operazioni riferite a finanziamenti fino a 25.000 mila euro. All’ultimo Consiglio sono state accolte quasi 11.600 operazioni, mentre in quello precedente sono state 3.800”, evidenziando che negli ultimi giorni, dopo una certa oggettiva difficoltà e lentezza iniziale, si sta assistendo a una impennata delle richieste di garanzia al fondo, da parte delle banche.

 

Il Ministro ha, quindi, ricordato le misure contenute del decreto “che riguardano la continuità delle imprese, piuttosto innovative in materia di bilanci, finanziamenti dei soci, disciplina del fallimento d’impresa che rivestono carattere transitorio ed eccezionale e che puntano a neutralizzare gli effetti devianti dell’attuale crisi economica consentendo alle imprese che vantano una regolare prospettiva di continuità di conservare tale prospettiva nella redazione del bilancio e degli esercizi in corso del 2020”, nonché le misure fiscali tra cui la sospensione dei versamenti tributari e contributivi e l’adozione del metodo previsionale degli acconti dovuti per le imposte versate in autoliquidazione.

 

Ha, inoltre, anticipato che nel prossimo decreto, di cui il Governo sta completando la predisposizione, saranno previste, oltre ad ulteriori misure a sostegno della liquidità, e alla proroga e rafforzamento delle misure già prese di sostegno al lavoro e ai redditi – misure a sostegno delle imprese del comparto produttivo, anche sotto forma di contributi a fondo perduto e di sostegno alla capitalizzazione, agli investimenti, all’innovazione.

 

Ha infine sottolineato, in conclusione, che si stanno predisponendo misure con l’obiettivo sia di completare il set degli interventi per assorbire questa crisi senza precedenti, sia di contribuire a preparare e a sostenere la ripresa e il rilancio dell’economia italiana, rilevando l’imprescindibilità “dell’adeguata capacità del sistema finanziario di garantire e fornire la liquidità necessaria al sistema delle imprese e delle famiglie” e il fortissimo rilievo che assumono la corretta attuazione delle misure varate, nonché il loro ulteriore miglioramento e rafforzamento, sul quale si è detto certo di un importante contributo del Parlamento esprimendo, al riguardo,  la piena disponibilità del Governo a un dialogo fruttuoso nella fase di conversione di emendamento del decreto legge.

 

Link al testo dell’intervento

 

****

 

Il Ministro dello Sviluppo Economico, Stefano Patuanelli, nel suo intervento ha illustrato nel dettaglio il contenuto dell’art. 13 del provvedimento che introduce, fino al 31 dicembre 2020, un potenziamento dell’intervento del Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese, in deroga alla disciplina ordinaria.

La norma, oltre a confermare quanto già previsto nel precedente DL 18/2020, prevede una serie di novità tra cui l’ammissione al fondo non solo per le PMI ma anche per le imprese Mid-cap (fino a 499 dipendenti) e l’accesso alla garanzia del Fondo senza l’applicazione del modello di valutazione del merito creditizio. La probabilità di inadempimento delle imprese è calcolata – ai fini della definizione delle misure di accantonamento del Fondo – a titolo di coefficiente di rischio. Sono in ogni caso escluse dalla garanzia le imprese che presentano esposizioni classificate come sofferenze ai sensi della disciplina bancaria.

Viene, poi, ricordata l’introduzione di una linea di credito relativa a finanziamenti fino al 25% del fatturato e comunque fino a 25.000 euro, garantiti al 100% dallo Stato, sia in garanzia diretta che in riassicurazione (anziché l’80% per la garanzia diretta e il 90% per la riassicurazione, come invece previsto nell’abrogato articolo 49 del D.L. n. 18/2020). Tali finanziamenti hanno una durata massima pari a sei anni e l’inizio del rimborso del capitale non può avvenire prima di due anni dall’erogazione.

Un’altra importante linea di credito di cui all’art. 13 prevede, in favore delle PMI fino a 3.200.000 di fatturato, una garanzia dello Stato al 90% che, cumulata con le garanzie rilasciate da confidi o altri soggetti abilitati, può raggiungere il 100% di garanzia fino a 800.000 euro di prestito erogato.

Per tutte le linee di credito fino a 5 milioni di euro, con il decreto in oggetto è stata innalzata la percentuale di copertura della garanzia diretta dall’80 al 90% dell’ammontare di ciascuna operazione finanziaria, con durata fino a 72 mesi.

In generale, l’importo totale dei finanziamenti garantiti dallo Stato non può superare i limiti consentiti dalla nuova disciplina sugli aiuti di Stato per fronteggiare l’epidemia da COVID-19 (State Aid temporary framework della Commissione europea),.

Viene, inoltre, segnalata l’introduzione di un’operatività rafforzata del Fondo per le garanzie su portafogli di finanziamenti, anche senza piano d’ammortamento, dedicati a imprese danneggiate dall’emergenza COVID-19, costituiti per almeno il 20% da imprese aventi, alla data di inclusione dell’operazione nel portafoglio, un rating, determinato dal finanziatore/richiedente la garanzia, sulla base dei suoi modelli interni, non superiore alla classe “BB” della scala di valutazione Standard and Poor’s. Per consentire l’operatività di tale misura, il Fondo di garanzia PMI è stato rifinanziato per 1.729 milioni di euro per l’anno 2020. Un ulteriore rifinanziamento verrà effettuato con i prossimi decreti del Governo con l’obiettivo di arrivare entro la fine dell’anno a 7 miliardi di euro.

 

Link al testo dell’intervento

 

 

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