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“Questa volta la misura è colma. La pazienza delle imprese è finita”. Dice senza mezzi termini il Presidente Ance Gabriele Buia alla notizia che il Consiglio Ue ha raggiunto l’accordo e si appresta a dare via libera alla richiesta di proroga dello split payment avanzata dall’Italia a dicembre

Archivio, Comunicazione e media

Split payment, Ance: pazienza finita. Fermare ingiustizia.

3 Luglio 2020
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Pronto il controrapporto Ance che smentisce i tempi dei rimborsi Iva comunicati dall’Italia alla Ue per avere via libera alla proroga della misura che sottrae ogni anno 2,5 miliardi di euro alle imprese

“Questa volta la misura è colma. La pazienza delle imprese è finita”. Dice senza mezzi termini il Presidente Ance Gabriele Buia alla notizia che il Consiglio Ue ha raggiunto l’accordo e si appresta a dare via libera alla richiesta di proroga dello split payment avanzata dall’Italia a dicembre. “Si sta perpetrando un furto di liquidità alle imprese in un momento drammatico come questo per giunta sulla base di dati sbagliati sui tempi dei rimborsi”, spiega Buia che annuncia: “Stiamo ultimando un nostro controrapporto che si basa sui dati reali forniti dalle imprese che presenteremo mercoledì al Ministro Gualtieri chiedendogli di fermare questa incredibile ingiustizia”.

I dati raccolti da Ance dimostrano infatti che siamo ben oltre la media dei 74 gg indicata dal Governo italiano. “Questo conteggio è falsato perché parte della richiesta di rimborso, cioè in media 3 mesi e mezzo dopo che le imprese non ricevono l’Iva. Quindi i 74 giorni sono solo un pezzo del tempo di attesa!” Il che vuol dire che “le imprese sono costrette il più delle volte ad attendere mesi e mesi prima di poter tornare in possesso di una importante liquidità”. 

Lo Stato, d’altronde, ha tutti gli strumenti e i controlli necessari per colpire possibili evasori, come dimostrano anche i recenti dati positivi dell’Agenzia delle entrate sul recupero dell’evasione grazie alla fatturazione elettronica. “Facciamo appello a tutto il Governo e alle forze politiche di maggioranza che peraltro, in gran parte, si sono pronunciate a favore della soppressione di questa misura iniqua di fermare la proroga”.

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