
L’Audizione di Ance, presso la Commissione Politiche Ue della Camera, sul pacchetto del Governo: “Misure utili se attuate con chiarezza e regole proporzionate”.
“Il pacchetto Digital Omnibus rappresenta un buon punto di partenza verso quel percorso di semplificazione auspicato nel rapporto Draghi, garantendo al contempo gli obiettivi in termini di tutela dei diritti e offrendo un vantaggio competitivo alle imprese, per abilitare la capacità di innovare sfruttando le opportunità derivanti dall’uso dei dati e dell’intelligenza artificiale”. È questa la posizione espressa dal Vicepresidente dell’Ance Massimo Angelo Deldossi nel corso dell’audizione alla Camera, presso la Commissione Politiche dell’Unione europea, sul pacchetto di semplificazione digitale messo a punto dal Governo e ora all’esame del Parlamento.
L’Associazione dei costruttori edili considera utile l’impostazione complessiva del pacchetto, nella misura in cui le misure proposte, se attuate con chiarezza tecnica e con regole proporzionate, possono ridurre duplicazioni, migliorare la prevedibilità applicativa e favorire l’innovazione nel mercato interno. Inoltre, l’Ance ritiene che il Digital Omnibus possa contribuire a un quadro di maggiore chiarezza regolatoria, facilitando l’adozione responsabile di soluzioni digitali e di IA, e sostenendo una gestione più efficace degli adempimenti in materia di dati e cybersicurezza.
Misure particolarmente rilevanti se si considera anche il trend di adozione delle tecnologie IA da parte delle imprese, come risulta da un’indagine interna condotta nel 2024 da Ance con circa 500 imprese associate di piccole, medie e grandi dimensioni. Dall’analisi emerge che il 51% delle imprese intervistate ritiene che l’uso di strumenti digitali e IA sia indispensabile per restare competitivi nel settore edile. Il 67% del campione, inoltre, dichiara di essere abbastanza o molto disposto a investire in strumenti di IA per migliorare l’efficienza della propria azienda, tendenza che assume caratteri prioritari per le imprese con un fatturato al di sopra dei 50 milioni di euro. “Da questo scenario risulta evidente l’importanza del Digital Omnibus – ha spiegato Ance nel corso dell’audizione –: non si tratta solo di una semplificazione burocratica, ma di un passo importante nella direzione di armonizzare un quadro di certezza giuridica indispensabile per trasformare la volontà di investimento in innovazione concreta, garantendo regole chiare per la fase più delicata: la sperimentazione”.
In particolare, per quanto riguarda il capitolo sull’intelligenza artificiale, Ance è già impegnata nel favorire percorsi di formazione, di test e sperimentazione, anche in ambienti protetti (sandbox regolatorie), dal momento che coordina uno dei 13 EDIH (promossi dalla Ue e dal Mimit) i quali, nell’ambito della strategia europea per l’IA, hanno il compito di rappresentare per le Pmi europee l’entry point al network di infrastrutture che l’Europa sta costruendo. Importante, inoltre, che “con il Digital Omnibus si introduca un meccanismo che collega l’entrata in applicazione di obblighi per i sistemi IA ad alto rischio alla disponibilità di norme armonizzate, specifiche comuni e orientamenti, prevedendo finestre transitorie e date-tetto”.
Nel corso dell’audizione sono stati poi affrontati altri due capitoli particolarmente delicati. Quello relativo ai dati, alla privacy e alla cybersicurezza (sui quali Ance valuta positivamente gli interventi di semplificazione) e quello sull’identità digitale e il business wallet, sottolineando in particolare l’importanza dell’introduzione del portafoglio europeo per le imprese. Uno strumento che può diventare “un abilitatore rilevante di semplificazione, a condizione che interoperabilità e requisiti tecnici siano implementati in modo coerente e proporzionato. Ance è infatti impegnata da tempo a promuovere la creazione di basi dati condivise e strumenti di interoperabilità che possano efficientare in particolare tutti quei processi che impattano nel rapporto imprese-pubbliche amministrazioni”.
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