
Nel corso della seduta del 17 febbraio dell’Assemblea della Camera dei Deputati, è stata presentata l’interrogazione a risposta immediata in commissione 5-05055, a firma dell’On. Caso (M5S).
Nelle premesse dell’atto, l’interrogante ha riportato alcuni passaggi dell’intervento svolto dal Ministro dell’istruzione Valditara durante l’evento ANCE “Il partenariato pubblico-privato per l’edilizia scolastica” del 12 febbraio 2026: “In occasione dell’assemblea dell’Associazione nazionale costruttori edili (Ance), il Ministro Valditara ha palesato l’intenzione di ricorrere allo strumento del project financing per la realizzazione di nuovi plessi scolastici nel periodo successivo alla conclusione del PNRR. Tale modello prevederebbe, secondo quanto dichiarato, il coinvolgimento di capitali privati nella fase di costruzione e, potenzialmente, nella gestione dei servizi e degli spazi delle scuole pubbliche, sollevando legittime preoccupazioni circa la progressiva privatizzazione di spazi destinati all’istruzione pubblica. Contestualmente – prosegue l’interrogante – il Ministro ha annunciato l’avvio di un censimento nazionale per mappare le reali necessità del personale scolastico che lavora fuori sede e di un dialogo con regioni e associazioni di categoria per individuare soluzioni innovative per il personale che lavora in un luogo diverso da quello di residenza, quali, ad esempio, l’allestimento di foresterie all’interno dei nuovi edifici scolastici”.
L’On. Caso ha dunque chiesto di sapere se non si ritenga prioritario e urgente adottare iniziative per reperire e destinare risorse adeguate per un piano straordinario di investimenti pubblici nell’edilizia scolastica e per un reale adeguamento delle retribuzioni di tutto il personale della scuola, anche in rapporto alla media europea, escludendo modelli fondati su logiche di profitto nella gestione delle strutture scolastiche pubbliche e garantendo politiche di welfare rispettose della dignità e della professionalità del personale scolastico.
Il sottosegretario per l’istruzione Paola Frassinetti ha risposto all’interrogazione nell’ambito della seduta di mercoledì 18 febbraio della Commissione Cultura della Camera.
Anzitutto, sarebbe intenzione del Ministero varare un piano di rinnovamento per la edilizia scolastica e la gestione delle criticità legate all’emergenza abitativa che colpisce docenti e personale ATA, specialmente al Nord e nelle grandi città. In tale contesto, si prevede l’apertura di un dialogo istituzionale con le regioni e le associazioni di categoria per reperire alloggi a costi accessibili, attraendo capitali privati per costruire veri e propri alloggi annessi agli istituti, destinati ai docenti fuori sede e di affidare la gestione dei servizi scolastici a soggetti esterni per vent’anni.
Il sottosegretario ha sottolineato che l’asse portante della strategia ministeriale diventa il partenariato pubblico-privato, da sfruttare sia per le infrastrutture che per il welfare dei docenti. Lo strumento tecnico sarà la finanza di progetto. Ad ogni modo, il Ministero starebbe stringendo i tempi organizzativi per creare, da subito, un gruppo di lavoro che possa trovare la soluzione più conveniente, partendo dalla mappatura delle urgenze di chi lavora lontano dalla propria residenza.
In chiusura, il rappresentante del Governo ha voluto ricapitolare le risorse mobilitate ad oggi: 12 miliardi di euro, composti in gran parte da fondi legati al PNRR e affiancati da risorse ministeriali recuperate da capitoli di spesa ritenuti meno urgenti. Questo flusso di denaro avrebbe permesso di avviare o completare lavori di riqualificazione su circa 10.000 plessi, coprendo il 25% dell’intero patrimonio scolastico nazionale, che conta 40.000 strutture. Inoltre, al fine di accelerare la messa a terra dei progetti, il Ministero ha introdotto normative di semplificazione per gli appalti ispirate al modello Genova.
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