
Piano casa per rispondere all’emergenza abitativa e ultimo miglio Pnrr sono stai i temi al centro del dibattito che si è tenuto nel corso dell’edizione invernale 2026 del Forum in Masseria alle Terme di Saturnia con la partecipazione del Ministro Foti e della Presidente Brancaccio.
Nella rassegna, condotta da Bruno Vespa, che vede a confronto in due giornate rappresentanti di istituzioni, politici, imprenditori e associazioni, tanti gli argomenti che hanno caratterizzato i diversi panel. Tra questi, la messa a punto del Piano casa annunciato dal Governo di cui il Ministro Foti ha garantito l’approvazione riaffermando l’importanza degli investimenti privati. Il Ministro per gli Affari europei ha indicato che per la casa il pacchetto complessivo “può superare gli 8 miliardi, fermo restando tutti gli interventi che potranno esserci di natura privata”.
Ci sono 60mila immobili del patrimonio degli enti locali che, ha spiegato il ministro, “non si stanno utilizzando perché’ hanno delle situazioni che ne precludono l’utilizzo. Questi fondi – ha osservato – possono servire a rendere riutilizzabili quegli immobili”. Su questo tema la Presidente Brancaccio ha ribadito l’auspico che si arrivi a una governance unica sul tema, necessaria per superare la frammentazione di competenze che ostacola da sempre l’efficacia delle politiche sulla casa e ha sottolineato che per rispondere a una emergenza che ormai riguarda quasi tutti i cittadini “servono misure di semplificazione urbanistica, incentivi fiscali e strumenti finanziari per attrarre capitali privati anche del risparmio delle famiglie”. Sul fronte Pnrr il Ministro Foti ha confermato l’arrivo quanto prima di chiarimenti per gestire la chiusura del Piano. Una necessità sollecitata più volte dalla Brancaccio negli ultimi mesi al fine di dare indicazioni uniformi alle stazioni appaltanti e evitare contenziosi. Infine, la Presidente ha invitato a “non disperdere gli sforzi fatti con il Pnrr che per mondo produttivo e stazioni appaltanti è stata una grande palestra da cui partire per gestire la partita dei fondi europei su cui l’Italia ha sempre mostrato difficoltà nella spesa”.
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