
Nel corso del question time di mercoledì 25 febbraio, presso la Camera dei Deputati, il Ministro delle infrastrutture Salvini ha risposto all’interrogazione a risposta immediata 3-02518 presentata dall’On. Santillo (M5S). Il quesito rivolto dall’interrogante concerneva chiarimenti in merito all’effettiva disponibilità di risorse finanziarie per l’emergenza abitativa e allo stato di avanzamento del cosiddetto Piano Casa Italia.
Nella sua risposta, il Ministro ha riconosciuto che il tema dell’emergenza abitativa è evidente. A tal riguardo, il Ministero lavora da tre anni, per intervenire — cosa che, a suo dire, non si faceva dagli anni ’70-’80 — su un Piano Casa a livello nazionale degno di questo nome, con diverse linee di intervento. Anzitutto ha fatto menzione dello stanziamento da 20 milioni di euro, inserito in legge di bilancio, per il fondo stabile di sostegno ai genitori separati che perdono il diritto alla casa.
Ha inoltre dato conto di una riunione organizzata quella stessa mattina a Palazzo Chigi per definire lo strumento finanziario d’urgenza dedicato alla manutenzione straordinaria degli alloggi di edilizia residenziale pubblica. L’obiettivo del Governo è mettere a terra in tempi brevissimi — quindi aprire i cantieri già in questo 2026 — un miliardo e 200 milioni di euro per recuperare circa 60.000 alloggi attualmente inutilizzabili per carenze manutentive, restituendoli rapidamente alle famiglie che sono in lista d’attesa per l’assegnazione di una casa popolare.
Sul fronte dell’offerta abitativa, ha ricordato che, nell’ultima legge di bilancio, come Ministero delle Infrastrutture, è stato già disposto un primo stanziamento di un ulteriore miliardo di euro che da destinare, in prima istanza, alla sperimentazione di modelli innovativi di edilizia residenziale sociale nelle diverse aree del Paese. L’obiettivo è partire con una sperimentazione già dall’anno 2026, con questo miliardo a disposizione.
Infine, ha assicurato che il Ministero, in collaborazione con la Presidenza del Consiglio dei Ministri, sta portando avanti per un programma integrato di interventi che non si limita solo alla gestione dell’emergenza dell’edilizia residenziale pubblica o sociale, ma tende a intervenire sulla cosiddetta “fascia grigia”, ovvero quel segmento di popolazione che non riesce ad accedere al libero mercato perché non ha sufficiente capacità economica, ma non possiede neppure i requisiti per accedere all’edilizia sovvenzionata. Tali fondi sarebbero già messi a bilancio, mentre tecnici e operai starebbero proseguendo il loro lavoro per il piano di riqualificazione degli alloggi, che prevede il recupero di 10.000 alloggi pubblici entro la fine del mese di giugno, per ulteriori due miliardi e 800 milioni di euro.
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