Si è svolta il 9 maggio scorso l’informativa alle Camere della Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, sull’azione di Governo.
Tra i passaggi più rilevanti dell’intervento:
Situazione internazionale
- Nell’interesse prioritario dell’Italia vi è il ripristino della libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz, in modo da poter normalizzare la situazione di tensione sui mercati energetici, delle materie prime critiche e di altri prodotti essenziali per l’economia. Tuttavia, l’applicazione da parte dell’Iran di dazi ai transiti nello Stretto porterebbe a conseguenze economiche e di orientamento dei flussi commerciali definite “imponderabili”.
- L’Italia sta lavorando con la coalizione per lo Stretto di Hormuz, promossa dal Regno Unito e alla quale partecipano oltre 30 Paesi, per provare a costruire condizioni di sicurezza che consentano il pieno ripristino della libertà di navigazione e di approvvigionamento.
- Si è intervenuti con un decreto che ponesse le basi per ridurre in modo strutturale il costo dell’energia, accolto con grande favore dal mondo produttivo. A questo si aggiunge il decreto intervenuto sul costo del carburante, il quale ha ridotto di 25 centesimi a litro il prezzo di benzina e diesel, oltre ad introdurre un meccanismo anti-speculazione nella gestione del prezzo, e che in sede di Consiglio dei ministri è stato rifinanziato e prorogato al 1° maggio.
- Se la crisi in Medio Oriente perdurasse, si sostiene la necessità di una risposta a livello europeo, che segua l’approccio europeo alla crisi pandemica. In tal senso, si invita a ragionare su una possibile sospensione temporanea del Patto di stabilità e crescita.
Lavoro e occupazione
- Da quando si è insediato questo governo, è aumentato il lavoro stabile ed è diminuito il precariato. La sinistra lo rivendicava, ma la destra lo ha fatto. Non lo dico io, lo dice l’ISTAT, i cui numeri certificano che rispetto all’inizio della legislatura, abbiamo quasi 1,2 milioni di occupati stabili in più e oltre 550 mila precari in meno.
- Sempre a proposito di dati reali, da quando è in carica questo Governo, i salari degli italiani hanno ripreso a crescere, consentendo alle famiglie italiane di recuperare, seppur lentamente, il potere d’acquisto perso negli anni precedenti. Come nel 2024, anche nel 2025, le retribuzioni contrattuali hanno avuto una crescita superiore all’andamento dell’inflazione ed è aumentato seppure non sufficientemente per noi il reddito disponibile delle famiglie. E, come ricordato pochi giorni fa dall’Istat, nel 2025, seppur di poco, è diminuita la popolazione a rischio povertà o esclusione sociale.
- Ovviamente c’è ancora molto da fare. C’è molto da fare, ad esempio, per ciò che riguarda l’occupazione delle donne. In questi anni il tasso di occupazione femminile è cresciuto di due punti rispetto al nostro insediamento, e abbiamo superato il tetto dei dieci milioni di donne lavoratrici. Ma l’Italia rimane ancora il fanalino di coda in Europa. Sostenere la crescita dell’occupazione femminile rimane la nostra priorità, per allineare l’Italia agli standard europei e recuperare un ritardo strutturale che pesa sulla nostra economia.
- Allo stesso modo, vogliamo continuare a concentrarci anche sulla qualità del lavoro, in particolare dei lavoratori più fragili. Molto ci siamo occupati dei salari, in questi anni, in ultimo con la detassazione degli aumenti contrattuali, ma è evidente che esistono ancora sacche di lavoro povero che occorre affrontare. Così, nel Consiglio dei Ministri che si terrà in vista della Festa dei Lavoratori vareremo ulteriori regole per combattere il lavoro povero, rafforzando i diritti di quei lavoratori attraverso la contrattazione collettiva.
Piano casa
- Altro tema che a noi sta particolarmente a cuore è quello della casa. Un bene primario, il luogo dove si cresce, si studia, si sogna e si mette al mondo il futuro. Senza una casa è impossibile costruire una famiglia, garantire una vita dignitosa ai propri cari, rispondere ai bisogni fondamentali delle persone.
- Purtroppo, oggi il problema dell’accesso alla casa riguarda una quantità sempre maggiore di cittadini. Tantissimi italiani – giovani coppie, studenti, lavoratori fuori sede, famiglie monoreddito, persone con disabilità, e molti altri -, cioè gente che lavora, si impegna e paga le tasse, si trova in una zona grigia: è – passatemi il termine, troppo “benestante” per accedere alle graduatorie delle case popolari, ed è troppo “povera” per far fronte alle richieste, sempre più alte, del mercato immobiliare. Ecco, io penso che uno Stato giusto non debba lasciare queste persone nel limbo, e debba porsi il problema di come aiutarle a camminare da sole.
- Nello stesso Consiglio dei ministri in vista della ricorrenza del 1° maggio verranno approvati i provvedimenti necessari alla realizzazione di un vasto Piano Casa. Un piano robusto, imponente, strutturale. Che ha come obiettivo quello di rendere disponibili, tra alloggi popolari e alloggi a prezzi calmierati, oltre 100 mila case nei prossimi 10 anni.
Fiscalità e ZES unica
- Un tema che è stato prioritario fin dal giorno dell’insediamento, quello sul quale abbiamo speso la maggior parte delle poche risorse che avevamo a disposizione, insieme alla famiglia e alla sanità, è stato quello di rafforzare il potere d’acquisto dei cittadini, particolarmente i più fragili, e di alleggerire il carico fiscale soprattutto su chi lavora e produce.
- Sarebbero molti, qui, i provvedimenti da ricordare, come il taglio del cuneo fiscale per un valore di 18 miliardi l’anno, la riduzione dell’IRPEF e delle tasse sui premi di produttività, l’innalzamento della soglia del regime forfettario per i lavoratori autonomi, l’aumento delle pensioni minime.
- Continua l’impegno del Governo nella riforma del sistema fiscale, per cui sono già stati approvati 18 decreti e 6 testi unici, cui verrà dato seguito con il Codice tributario, strumento che riordinerà definitivamente la materia.
- Compatibilmente con il quadro della finanza pubblica, il Governo continuerà a lavorare per ridurre il carico fiscale a cittadini, famiglie e imprese anche con la prossima legge di bilancio.
- Continueremo ad investire sul Sud. Grazie al lavoro fatto fino ad oggi, il Sud – finalmente – non è più il fanalino di coda della Nazione e sta colmando quel divario che gravava sull’Italia da troppo tempo.
- Esperienza positiva della ZES unica del Mezzogiorno, poi estesa a Umbria e Marche, la quale ha contribuito, assieme al PNRR, alle politiche di coesione e agli investimenti in infrastrutture, a rilanciare l’economia e l’occupazione nel Meridione. E’ confermata l’intenzione di riprendere alcuni dei meccanismi della ZES Unica che si sono rivelati più efficaci, e applicarli a tutto il territorio nazionale al fine di semplificare, ridurre la burocrazia e i tempi delle autorizzazioni.
Energia
- Rimane per noi fondamentale il tema dell’energia. Tema che abbiamo posto con forza anche durante l’ultimo Consiglio europeo, in particolare per quello che riguarda il sistema europeo di tassazione del carbonio, il cosiddetto ETS.
- L’ETS grava anche sul prezzo dell’energia prodotta con fonti rinnovabili, gonfiando artificialmente i costi energetici in diversi Stati membri. Nelle conclusioni dell’ultimo Consiglio europeo, è stata inserita la possibilità per gli Stati membri di adottare misure nazionali urgenti in grado di mitigare il prezzo dell’energia nel breve termine, compreso l’ETS, in attesa di una revisione organica di questo strumento per ridurne strutturalmente la volatilità e l’impatto sui prezzi dell’energia.
Testo integrale dell’intervento della Presidente del Consiglio Giorgia Meloni
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