
L’intelligenza artificiale rappresenta una leva strategica per aumentare produttività e sicurezza nei cantieri, ma per evitare che l’innovazione resti appannaggio delle sole grandi aziende occorre accompagnare concretamente le piccole e medie imprese nel percorso di adozione delle nuove tecnologie. È il messaggio lanciato dall’Ance nel corso dell’audizione sullo schema di decreto legislativo di adeguamento al Regolamento europeo sull’Intelligenza artificiale (AI Act), svolta davanti alle Commissioni Trasporti e Attività produttive della Camera.
A intervenire, in videocollegamento, è stato il vicepresidente dell’Associazione nazionale costruttori edili (Tecnologia e Innovazione), Massimo Angelo Deldossi, che ha espresso una valutazione positiva sull’impianto del provvedimento, concentrando però l’attenzione sulle condizioni necessarie affinché le nuove regole possano produrre effetti concreti in un settore caratterizzato dalla forte presenza di micro, piccole e medie imprese.
«Le costruzioni – ha evidenziato Deldossi – sono un comparto nel quale molte aziende non dispongono di strutture interne dedicate alla compliance o all’innovazione. Eppure proprio qui l’intelligenza artificiale può contribuire in modo significativo alla programmazione dei lavori, alla manutenzione predittiva e alla prevenzione dei rischi nei cantieri».
Secondo l’Ance, il rischio da evitare è che si crei una frattura tra le imprese in grado di adottare queste tecnologie e quelle che, per carenza di competenze o risorse, restino escluse dai benefici della trasformazione digitale.
Nel corso dell’audizione il vicepresidente ha indicato cinque priorità. La prima riguarda lo Spazio di sperimentazione regolamentare (sandbox) previsto dal decreto. L’Ance ne condivide l’impostazione e la priorità accordata a Pmi e start-up, ma ritiene indispensabile garantire un accesso realmente efficace, accompagnando le imprese nell’interpretazione degli obblighi normativi, nella predisposizione della documentazione e nel percorso di conformità.
Una seconda richiesta riguarda il rafforzamento del ruolo dei Poli europei dell’innovazione digitale (EDIH), strutture nate per favorire il trasferimento tecnologico verso le Pmi attraverso attività di formazione, sperimentazione e supporto agli investimenti. L’Ance coordina il polo DIHCUBE dedicato alla filiera delle costruzioni e, forte dell’esperienza maturata, propone che questi soggetti diventino una componente stabile del sistema di accompagnamento previsto dal decreto.
Altro tema centrale è quello della protezione dei dati e degli algoritmi utilizzati per addestrare i sistemi di AI. L’Associazione valuta positivamente la scelta di includerli tra le informazioni tutelabili come segreti commerciali, riconoscendo il valore industriale del patrimonio informativo generato dalle imprese. Tuttavia, osserva l’Ance, soprattutto le realtà di minori dimensioni hanno bisogno di strumenti e supporto per adottare le necessarie misure organizzative, tecniche e contrattuali.
Sul fronte del lavoro, Deldossi ha ribadito il pieno sostegno al principio secondo cui le decisioni che incidono sul rapporto lavorativo devono rimanere in capo a una persona fisica. Per l’Ance sarà però importante chiarire in fase attuativa il confine tra decisioni assistite dall’intelligenza artificiale e decisioni completamente automatizzate, così da garantire certezza giuridica sia alle imprese sia ai lavoratori.
Infine, particolare attenzione è stata riservata al tema delle competenze. Per il settore delle costruzioni, ha sottolineato il vicepresidente, la formazione deve essere strettamente collegata ai processi produttivi e ai casi d’uso concreti dell’AI. Da qui la richiesta di valorizzare, oltre ai percorsi specialistici ICT, anche gli ITS delle diverse filiere produttive e il ruolo degli enti bilaterali del settore, che possono raggiungere in modo capillare imprese e lavoratori.
L’obiettivo, ha concluso Deldossi, è fare in modo che il nuovo quadro regolatorio non sia soltanto solido dal punto di vista normativo, ma anche realmente accessibile alle aziende di minori dimensioni. Solo in questo modo l’intelligenza artificiale potrà trasformarsi in uno strumento diffuso di competitività, sicurezza e crescita per l’intera filiera delle costruzioni.
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