
Un grande successo quello di Ance a Ecomondo. L’Associazione, presente per il terzo anno alla Fiera internazionale della green economy in corso a Rimini, ha accolto nel suo stand un vasto pubblico di imprese e operatori, e ha promosso un incontro dal titolo “Bonifiche e valorizzazione del suolo: dal sito contaminato alla risorsa”, aperto dal Presidente Ciucci.
“Le bonifiche sono uno dei grandi cantieri aperti del Paese, un terreno in cui la distanza tra le potenzialità e i risultati è ancora troppo grande, a causa di tempi lunghi, incertezze e ostacoli burocratici”, ha dichiarato il presidente Ance. “Serve un cambio di passo per semplificare e accelerare gli interventi, così da sbloccare un patrimonio immobilizzato che vale decine di miliardi”, ha aggiunto. Da Ciucci anche un forte richiamo anche sulla situazione delle imprese del settore: “siamo a fine Pnrr con tante sfide da affrontare e una legge di bilancio che non ci soddisfa: zero per il caro materiali, ultima rata Superbonus spalmata in dieci anni. Ci auguriamo che grazie alle interlocuzioni con il Governo questi aspetti possano essere cambiati”, ha sottolineato. Un richiamo all’accelerazione e alla semplificazione dele procedure lo ha avanzato anche il vicepresidente con delega alla transizione ecologica Stefano Betti. “Servono in media 4 anni per completare un procedimento, e nel 70% dei casi si finisce senza alcun intervento, perché l’area non era contaminata. Tempo e risorse preziose che non possiamo più perdere. Le bonifiche possono e devono diventare il trampolino di lancio della modernizzazione del Paese”.
Il cambio normativo in atto può aiutare. Con la Direttiva 2025/2360 l’Europa ha fissato infatti per la prima volta un quadro comune per il monitoraggio del suolo, con l’obiettivo di arrivare a suoli sani entro il 2050. In Italia il recepimento passa dal disegno di legge di delegazione europea 2026, ora all’esame del Parlamento.
Su questi temi si sono confrontati, inoltre, Fabrizio Penna, direttore generale di Ispra, Marcello Vernola, docente di Diritto dell’Ambiente all’Università di Cassino e alla Luiss, gli economisti di REF Ricerche Silvia Angelini e Cosimo Zecchi, autori del primo rapporto sul mercato delle bonifiche in Italia. Il convegno ha dato spazio poi alle esperienze concrete. Antonio Savarese, presidente Acen, ha raccontato Bagnoli, forse il simbolo più noto delle bonifiche mancate in Italia. Più di trent’anni di progetti rimasti sulla carta, poi in pochi mesi grazie alla spinta dell’America’s Cup un cantiere con circa mille operai al lavoro ogni giorno. Marco Rosso, vicepresidente di Ance Torino, ha infine mostrato l’esperienza di Gassino Torinese, un’operazione lunga e complessa dove la bonifica ha rappresentato il primo passo di un intervento di rigenerazione urbana.
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