Sono 15mila le imprese italiane che hanno chiuso perché lo Stato non le ha pagate in tempo. La media del pagamento, in Italia, è stimata in 180 giorni dalla fattura ma in molti casi si sfiorano i quattro anni, mentre in Europa la media è 65 giorni. La Commissione europea ha deciso che così non si poteva andare avanti.
Il Ministero del lavoro, con al nota n. 18273/12 ha fornito alcuni chiarimenti in ordine alla comunicazione al Centro per l'impiego, in caso di licenziamento oggettivo, disciplinare, della procedura di convalida delle dimissioni o della risoluzione consensuale
"I ritardati pagamenti pesano per 19 miliardi sul settore edile": è il grido d'allarme lanciato dal presidente dei costruttori in un'intervista a Il Giornale. Gravissima, ha dichiarato Buzzetti, la crisi del settore, che nell'ultimo anno ha portato alla chiusura di 7mila imprese
Recependo un'indicazione della Commissione Ue, contenuta in una lettera a Palazzo Chigi, il Governo ha previsto nel ddl di stabilità una norma che di fatto differenzia, in funzione del valore delle cause, il contributo unificato per i ricorsi negli appalti pubblici
Tra le novità introdotto il principio dell’unità giuridica ed economica dello Stato ed incrementate le materie di competenza esclusiva dello Stato con le grandi reti di trasporto, porti, aeroporti ed energia. Ridefinito, inoltre, il rapporto fra legislazione statale e regionale nelle materie di competenza concorrente.
Includere i lavori pubblici nel prossimo recepimento della direttiva UE sui ritardati pagamenti, modificare il Patto di stabilità e adottare un programma per il pagamento dei debiti pregressi. Sono queste le tre priorità indicate dall’Ance il 5 ottobre in occasione del lancio della campagna europea contro i ritardi di pagamento
Tra le modifiche approvate: rivisti i criteri di delega per la riforma del catasto dei fabbricati e del contenzioso tributario e la delega sulla ridefinizione dei redditi di impresa. Introdotta, altresì, la delega per ampliare l’applicazione della rateazione dei debiti tributari ed eliminata la norma sulla fiscalità ambientale.
Utilizziamo cookie tecnici necessari al funzionamento del sito e, previo consenso, cookie di statistica, funzionali e di marketing per analizzare il traffico e mostrarti contenuti in linea con le tue preferenze.
Impostazioni cookie
Puoi scegliere quali categorie di cookie abilitare. I cookie necessari sono sempre attivi perché indispensabili per il corretto funzionamento del sito.
Necessari
Necessari per il corretto funzionamento del sito e l’erogazione dei servizi richiesti (es. autenticazione area riservata, sicurezza).
Sempre attivi
Statistici
Ci aiutano a capire come viene utilizzato il sito e a migliorarne i contenuti (es. Google Analytics 4 tramite Site Kit).
Marketing
Utilizzati per mostrarti contenuti e annunci personalizzati e per integrazioni con social e video (es. YouTube, Facebook, Instagram).
Funzionali
Permettono funzionalità avanzate e alcune integrazioni esterne (es. mappe, reCAPTCHA, contenuti embedded non strettamente necessari).