Presso le Commissioni Bilancio della Camera dei Deputati e del Senato si è svolta il 14 luglio scorso l`audizione dell`ANCE sui contenuti del Documento economico-finanziario 2007-2011.
Il Direttore Generale, dott. Carlo Ferroni, che ha guidato la delegazione dell`Associazione, ha preliminarmente evidenziato che risulta sempre difficile esprimere una valutazione complessiva su un documento come il DPEF che contiene affermazioni di indirizzo che vanno poi verificati alla luce delle quantificazioni e delle scelte operate nell`ambito della legge finanziaria annuale.
Appaiono sicuramente positive alcune indicazione del Documento relative al processo di liberalizzazione e al rafforzamento dei livelli di concorrenza così come è positiva la volontà di tutelare i principi di concorrenzialità nei servizi pubblici locali.
Anche l`impegno manifestato sull`infrastrutturazione del paese, ha evidenziato il Dott. Ferroni, ci trova consenzienti anche se non sembra le sia stata data quella centralità he l`ANCE ritiene essenziale.
Un aspetto sul quale, invece, si è fortemente critici è quello relativo alla assoluta assenza di ogni riferimento allo sviluppo e alla riqualificazione delle città quando ormai è di tutta evidenza il ruolo strategico delle aree metropolitane per rinnovare le basi della competitività e sviluppare l`economia del paese negli anni a venire.
Riguardo alla politica della casa è stato rilevato che il DPEF delinea una volontà di rilanciare la politica abitativa, impegnando il Governo a definire un quadro normativo che agevoli l`edilizia residenziale pubblica finalizzata soprattutto alla locazione, ma questo risulta fortemente contraddittorio con quanto previsto dal DL 223/06 che stravolge il regime fiscale degli immobili destinati alla locazione, nonchè al trasferimento di aree e fabbricati finalizzati ad interventi di recupero.
Un`altra contraddizione contenuta nel DPEF riguarda il Codice degli appalti riguardo al quale viene affermato che andrà completamente rivisto, mentre, in realtà, il Codice nei giorni scorsi è entrato in vigore tranne alcune norme che sono state rinviate selettivamente ed il Governo si è riservato di apportare allo stesso delle rettifiche, peraltro, limitate ad alcuni aspetti.
Questo punto ha, evidenziato Ferroni, è particolarmente rilevante perchè occorre trasferire al sistema delle imprese e alla Pubblica Amministrazione delle certezze.
Passando dalle valutazioni di ordine generale ad alcune più puntuali il Direttore Generale si è, in particolare, soffermato sulle risorse pubbliche da destinare alle infrastrutture che hanno bisogno di forti stanziamenti e, pur apprezzando che nel DPEF si preveda che l`ANAS potrà spendere lo 0,2 per cento del PIL, cioè 3 miliardi di euro l`anno, occorre ricostituire entro il 2009 i livelli di stanziamento perduti (pari al 43% solo negli ultimi tre anni), ha rilevato, che occorrerebbe prevedere l`aumento negli stanziamenti di competenza per le infrastrutture dei prossimi tre anni di almeno 2 miliardi di euro, in aggiunta alle risorse necessarie ai programmi in atto per ANAS e Ferrovie.
Il Dott. Ferroni ha, altresì, ricordato i contenuti della manovra fiscale del Governo evidenziandone alcuni punti che appaiono in contraddizione rispetto alle prospettive delineate nel PDEF.
Si tratta in particolare delle norme relative all`aumento dell`imposta di registro per i trasferimenti di aree e fabbricati dall`1% all`11%; al passaggio dal regime Iva a quello di registro per le cessioni e gli affitti di beni immobili, con conseguente indetraibilità dell`imposta sui fattori della produzione; all`esclusione dell`ammortamento per le aree su cui insistono fabbricati strumentali (sino al 30% del valore).
A proposito occorre, invece, che la riduzione del costo del lavoro passi innanzitutto dalla riduzione dell`incidenza dello stesso ai fini dell`Irap che, insieme all`indebitamento, colpisce fortemente tutti i settori ad alta intensità di manodopera, quali quello immobiliare.
Per quanto riguarda le politiche dirette a limitare operazioni evasive ed elusive al limite della concorrenza sleale, pur concordando con le stesse, tuttavia occorre evitare che si pervenga all`introduzione di obblighi che comportino un sostanziale blocco dei pagamenti degli appalti e che minino la sopravvivenza delle migliaia di imprese subappaltatrici. Al riguardo risulta essenziale modificare le disposizioni introdotte con il DL 223/2006, che dispongono la responsabilità solidale, anche in materia fiscale, nel settore degli appalti relativamente al pagamento delle ritenute fiscali sui redditi di lavoro e stabiliscono la responsabilità diretta nel pagamento dell`Iva dell`appaltatore nel caso di subappalto.
In tale ambito, il Dott. Ferroni ha rilevato, che occorre rinviare l`applicazione delle due norme all`introduzione di specifiche disposizioni attuative, che stabiliscano come documentare il pagamento delle ritenute (mediante uno strumento che non complichi i già gravosi obblighi delle imprese) e che garantiscano l`immediato rimborso dei crediti Iva dei subappaltatori.
Il Direttore Generale si è inoltre trattenuto, su altre questioni riguardanti la disciplina del mercato dei lavori pubblici; quella del lavoro; l`ambiente; competitività e sviluppo territoriale; città e politiche urbane nonchè il turismo e i beni culturali.
Si allega il Documento con le osservazioni e le proposte dell`ANCE collegate alle singole tematiche affrontate nel DPEF o da questo trascurate, consegnato alle Commissioni Bilancio.
145-Documento audizione ANCE.pdfApri