Il TAR Veneto è intervenuto da ultimo con la sentenza della sez. II, 17 gennaio 2014, n. 51 per stabilire che il parere reso dalla Soprintendenza non deve essere di difficile comprensione e basato su espressioni generiche ed apodittiche. In sostanza la motivazione del diniego deve essere dettagliata e chiara, anche al fine di permettere all’interessato di individuare le carenze del progetto e le modifiche necessarie per renderlo compatibile con il vincolo.
Nel caso in questione, infatti, l’intervento (ristrutturazione, ampliamento e costruzione di edifici destinati ad agriturismo) risultava conforme alle previsioni del piano urbanistico generale, già vagliate dal punto di vista ambientale in sede di VAS e per questo il parere contrario della Soprintendenza avrebbe dovuto essere particolarmente preciso nell’individuare gli specifici elementi di incompatibilità del progetto con le esigenze ambientali e paesaggistiche oggetto di tutela.
Conseguentemente il TAR ha dichiarato l’illegittimità ed annullato i seguenti provvedimenti:
– diniego dell’autorizzazione paesaggistica e del permesso di costruire;
– Parere negativo della Soprintendenza al rilascio della autorizzazione paesaggistica;
– Comunicazione dei motivi ostativi al rilascio dell’autorizzazione paesaggistica.
In allegato la sentenza del TAR Veneto, sez. II, 17 gennaio 2014, n. 51