L’Arpa Lazio ha predisposto un modello di dichiarazione sostitutiva per la gestione dei materiali da scavo come sottoprodotti in attuazione dell’art. 41 comma 2 e dall’art. 41 bis del decreto legge 69/2013.
Il modulo, chiarisce l’Arpa Lazio, deve essere sottoscritto e trasmesso, unitamente alla fotocopia non autenticata di un documento di identità valido del sottoscrittore, alla Sezione provinciale di Arpa Lazio competente per territorio, con riferimento al sito di produzione dei materiali da scavo.
Da notare che tra la documentazione richiesta dall’Arpa Lazio, da presentare unitamente alla autodichiarazione, vi è anche una relazione tecnica, predisposta da un tecnico abilitato, contenente “indicazioni relative alla tipologia del materiale scavato, sulla base di un modello concettuale del sito che tenga conto delle informazioni geologiche e idrogeologiche dello stesso, dello storico delle attività ivi svolte e dei potenziali impatti sul sito a esse correlati”.
Si tratta di un adempimento non previsto dalla normativa nazionale (articoli 41 e 41 bis del d.l. 69/2013) né dalle altre Arpa regionali e che soprattutto rischia di vanificare l’intento di semplificazione proprio della nuova disciplina per il riutilizzo delle terre e rocce da scavo.
In allegato il modulo di dichiarazione predisposto dall’Arpa Lazio