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Nel corso dell’esame introdotte disposizioni sulla trasmissione da parte del Comune di Roma di un piano triennale per la riduzione del disavanzo e sulla proroga dei termini per l’estinzione, senza interessi di mora, dei debiti tributari iscritti a ruolo. Vengono, altresì, fatti salvi gli effetti prodotti dal dl 126/2013 “salva roma” decaduto.

Archivio, Governo e Parlamento

DL 151/2013 in materia finanziaria e di enti locali: primo via libera dal Senato

21 Febbraio 2014
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L’Aula del Senato ha licenziato, in prima lettura, il disegno di legge di conversione del decreto-legge 151/2013 recante “Disposizioni di carattere finanziario indifferibili finalizzate a garantire la funzionalità di enti locali, la realizzazione di misure in tema di infrastrutture, trasporti ed opere pubbliche nonché a consentire interventi in favore di popolazioni colpite da calamità naturali” (c.d. “Salva Roma bis” – DDL 1215/S – Relatore Sen. Magda Angela Zanoni del Gruppo parlamentare PD), con modifiche al testo approvato dalla Commissione Bilancio
 
Tra le principali novità si segnalano le seguenti:
 
–          Viene introdotta una norma di salvaguardia delle disposizioni contenute nel precedente decreto legge 126/2013 (c.d. “salva Roma”) non convertito in legge. Al riguardo, viene precisato che restano validi gli atti e i provvedimenti adottati e fatti salvi gli effetti prodottosi e i rapporti giuridici sorti sulla base delle norme del predetto decreto.
 
–          Vengono prorogati dal 28 febbraio 2014 al 31 marzo 2014 i termini, previsti dai commi 620, 623 e 624 dell’art. 1 della legge 147/2013 (Legge di stabilità 2014), per l’estinzione – in un’unica soluzione e senza interessi di mora – dei debiti relativi ai carichi inclusi in ruoli emessi da uffici statali, agenzie fiscali, regioni, province e comuni affidati in riscossione fino al 31 ottobre 2013.
 
–          Viene modificato l’art. 2-bis del decreto legge 120/2013 convertito dalla legge 137/2013 sulla facoltà di recesso delle pubbliche amministrazioni dai contratti di locazione prevedendo che le amministrazioni dello Stato, le regioni e gli enti locali, nonché gli organi costituzionali nell’ambito della propria autonomia – anche ai fini della realizzazione degli obiettivi di contenimento della spesa – possono comunicare, entro il 30 giugno 2014, il preavviso di recesso dai contratti di locazione di immobili in corso alla data di entrata in vigore della legge di conversione del provvedimento. Il predetto recesso è perfezionato decorsi 180 giorni dal preavviso, anche in deroga ad eventuali clausole che lo limitino o lo escludano.
 

– Viene previsto, in tema di dismissioni, che il Ministero dell’economia e delle finanze continui ad avvalersi del “Comitato permanente di consulenza globale e di garanzia per le privatizzazioni”, presieduto dal Direttore Generale del Tesoro e composto da quattro esperti indipendenti, di cui alla Direttiva del Presidente del Consiglio dei ministri  del 15 ottobre 1993. Tale Comitato opera anche quale struttura di supporto del “Comitato di Ministri” che è presieduto dal Presidente del Consiglio dei ministri e composto dal Ministro dell’economia e delle finanze, dal Ministro dello sviluppo economico e dai ministri competenti per materia, e al quale spetta la definizione e il coordinamento temporale dei programmi di dismissione di partecipazioni in società controllate dallo Stato e da altri enti e società pubbliche attuati dal Ministero dell’economia e delle finanze.

 

–          Viene prevista la trasmissione, da parte del Comune di Roma – al Ministero dell’interno, al Ministero dell’economia e alle Camere, entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del provvedimento – di un rapporto che evidenzi le cause della formazione del disavanzo di bilancio di parte corrente negli anni precedenti, nonché l’entità e la natura della massa debitoria da trasferire alla gestione commissariale. Viene, altresì prevista, la contestuale trasmissione di un piano triennale per la riduzione del disavanzo e per il riequilibrio strutturale di bilancio al cui interno sono indicate le misure per il contenimento dei costi e la valorizzazione degli attivi del Comune prevedendo a tali fini l’adozione di specifiche azioni amministrative volte, tra l’altro, a:
– operare la ricognizione dei costi unitari della fornitura dei servizi pubblici locali e adottare misure per riportare tali costi ai livelli standard dei grandi comuni italiani;
– adottare modelli innovativi per la gestione dei servizi di trasporto pubblico locale, di raccolta dei rifiuti e di spazzamento delle strade, anche ricorrendo alla liberalizzazione;
– procedere, ove necessario per perseguire il riequilibrio finanziario dell’ente, alla dismissione o alla messa in liquidazione delle società partecipate che non risultino avere come fine sociale attività di servizio pubblico;
– valorizzare e dismettere quote del patrimonio immobiliare del comune.
Il tavolo di raccordo inter-istituzionale di cui all’articolo 14, comma 3, del decreto legislativo 61/2012, concorre alla predisposizione e alla verifica dell’attuazione dei predetti piani.
 
Nel corso dell’esame in Aula sono stati accolti alcuni ordini del giorno tra cui:
-G7.200 (testo 2) e G7.201 (testo 2) (primo firmatario Comaroli – LNAut) che invita il Governo “ad attivare un programma di finanziamento pluriennale di interventi per il riassetto territoriale delle aree a rischio idrogeologico, escludendo dai vincoli del Patto di Stabilità Interno delle Regioni e dei Comuni le risorse investite per le opere finalizzate alla difesa idraulica”.
 
Per i contenuti del decreto legge come emanato dal Governo si veda la notizia del 14 gennaio 2014
 
Il decreto legge che scade il 28 febbraio 2014 passa, ora, alla seconda e definitiva lettura della Camera dei Deputati.
   
In allegato gli Ordini del Giorno accolti
 

15009-Ordini del giorno accolti.pdfApri
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