Dopo il giuramento dinanzi al Capo dello Stato, il 22 febbraio u.s. si è insediato il nuovo Governo, guidato dal Presidente Matteo Renzi, che prevede complessivamente 16 Ministeri ed è così composto:
Ministri con portafoglio:
– Federica Mogherini (Affari esteri);
– Angelino Alfano (Interni);
– Andrea Orlando (Giustizia);
– Roberta Pinotti (Difesa);
– Pier Carlo Padoan (Economia e Finanze);
– Federica Guidi (Sviluppo Economico);
– Maurizio Martina (Politiche Agricole);
– Gianluca Galletti (Ambiente, tutela del territorio e mare);
– Maurizio Lupi (Infrastrutture e trasporti);
– Giuliano Poletti (Lavoro);
– Stefania Giannini (Istruzione);
– Dario Franceschini (Beni, attività culturali e turismo);
– Beatrice Lorenzin (Salute).
Ministri senza portafoglio:
– Maria Elena Boschi (Riforme costituzionali e Rapporti con il Parlamento);
– Maria Anna Madia (Semplificazione per la Pubblica Amministrazione);
– Maria Carmela Lanzetta (Affari regionali).
Il nuovo Governo si è presentato alle Camere dove il Presidente Renzi ha illustrato le linee programmatiche per riscuotere la “fiducia”. La votazione al Senato si è tenuta il 24 febbraio c.m. ed alla Camera dei Deputati è in programma il 25 febbraio c.m.
Nelle dichiarazioni il Presidente del Consiglio ha indicato le linee portanti del suo Governo, illustrando una serie di interventi da attuare prima dell’inizio del semestre europeo (1° luglio p.v.) quale occasione per l’Italia per guidare politicamente le istituzioni europee.
In particolare, sono evidenziate, per quanto di maggiore interesse, le seguenti aree di intervento:
Misure economiche e fiscali
– sblocco totale, non parziale, dei debiti della pubblica amministrazione attraverso un diverso utilizzo della Cassa depositi e prestiti;
– costituzione e sostegno di fondi di garanzia, anche attraverso un rinnovato utilizzo della Cassa depositi e prestiti, “per risolvere l’unica reale, importante e fondamentale questione che abbiamo sul tappeto, che è quella delle piccole e medie imprese che non riescono a accedere al credito”;
– riduzione a doppia cifra del cuneo fiscale, attraverso misure serie e irreversibili, legate alla revisione della spesa, “che porterà nel corso dei primi mesi del primo semestre del 2014 a vedere dei risultati immediati e concreti”;
– semplificazione dei rapporti tra fisco e contribuente attraverso, ad esempiol’invio telematico della dichiarazione dei redditi precompilata a tutti i dipendenti pubblici e pensionati;
Misure in materia di infrastrutture ed edilizia
– adozione dal 15 giugno al 15 settembre di un programma straordinario di edilizia scolastica – nell’ordine di qualche miliardo di euro – da attuare sui singoli territori, partendo dalle richieste dei sindaci;
– investimenti contro il dissesto idrogeologico.
Misure per il mercato del lavoro
– discussione parlamentare, entro il mese di marzo, del cd. Piano per il lavoro che, modificando uno strumento universale a sostegno di chi perde il posto di lavoro, interverrà attraverso nuove regole normative, anche profondamente innovative. Conterrà, inoltre, una sorta di piano industriale per i singoli settori;
– interventi strutturali nella capacità di attrarre investimenti in Italia;
Misure in materia di rapporti con la Pubblica Amministrazione
– introduzione della responsabilità dei dirigenti delle P.A. per mancato raggiungimento degli obiettivi;
– maggiore trasparenza dell’attività della P.A.
Misure per la giustizia
– presentazione al parlamento, nel mese di giugno, di un pacchetto organico di revisione della giustizia “che non lasci fuori niente”;
Misure per la riforma delle istituzioni
– superamento – a partire dal mese di marzo – dell’attuale conformazione del Senato, mantenendo fermi il no al voto di fiducia ed il no al voto di bilancio. Tale riforma dovrebbe partire dal Senato;
– riduzione del numero dei parlamentari;
– riforma del Titolo V della Costituzione – a partire dal mese di marzo dalla Camera dei Deputati – attraverso la revisione delle competenze esclusive dello Stato e delle Regioni e l’introduzione della possibilità per le Regioni di legiferare in ogni materia che non sia specificamente assegnata e, contemporaneamente, l’introduzione di una clausola di intervento della legge statale anche in materie che siano esclusivamente assegnate alla competenza regionale quando questo sia richiesto da esigenze di unità economica e giuridica dell’ordinamento.
– riforma della legge elettorale sulla base dell’accordo cd. Italicum;
– superamento delle Province al fine di impedire che il 25 maggio si voti per le Province.