La Commissione bicamerale per la semplificazione ha approvato il Documento conclusivo dell’indagine conoscitiva sulla semplificazione legislativa ed amministrativa, a cui partecipato anche l’ANCE (vedi Interventi ANCE del
5 febbraio 2014).
Nel Documento vengono, tra l’altro, ripercorsi il programma dell’indagine, le audizioni svolte e le risultanze delle stesse, nonché indicate le linee d’azione che dovrebbero dar seguito all’indagine.
A quest’ultimo riguardo, in particolare, vengono individuate alcune specifiche iniziative:
1. azione di indirizzo nei confronti del Governo anche con la presentazione di mozioni, risoluzioni ed ordini del giorno volti, tra l’altro:
– a rendere operanti le disposizioni vigenti in materia di qualità della legislazione, redazione dell’analisi di impatto della legislazione, analisi tecnico-normativa, verifica dell’impatto della regolamentazione;
– ad incentivare le migliori pratiche in uso nelle amministrazioni;
– a implementare i processi di digitalizzazione e la costruzione di un’unica rete informatica nella quale possano confluire tutte le pubbliche amministrazioni;
– “ad intervenire in modo efficace – di intesa con il Parlamento – sui temi prioritari posti con forza dalle associazioni imprenditoriali nel corso dell’indagine conoscitiva, quali ad esempio la semplificazione in materia di fisco, edilizia, paesaggio e beni culturali, ambiente. Si tratta di settori chiave per liberare risorse per la crescita, nei quali è necessario ridurre, anche tenendo conto del principio di proporzionalità, il carico burocratico e gli adempimenti formali (ormai intollerabili per cittadini e imprese), elevando nello stesso tempo il livello di tutela degli interessi pubblici, che l’attuale sistema non garantisce efficacemente”;
– “ad un sistematico e costante lavoro di redazione di codici e testi unici, anche avvalendosi dell’opera del Consiglio di Stato e partendo dalla redazione di testi unici compilativi, come primo passo verso il riordino delle normative settoriali, anche nell’ottica della semplificazione amministrativa”. A tale riguardo, viene, tra l’altro, evidenziato come fondamentale l’apporto delle organizzazioni rappresentative del mondo delle attività produttive.
2. presentazione di una iniziativa legislativa ordinaria con, tra l’alto, i seguenti obiettivi:
– “il riconoscimento alla Commissione di un ruolo a tutto campo, che le permetta di vigilare sulla attuazione delle norme vigenti, sollecitando il Governo all’attuazione delle migliori pratiche e pronunciandosi in sede consultiva sui provvedimenti che incidano sugli oneri amministrativi a carico di cittadini ed imprese”;
– “una drastica riduzione dei tempi per l’adozione dei regolamenti, individuando termini e procedure per superare il mancato concerto tra Ministri e Ministeri”;
– “la modifica delle norme vigenti in materia di azione amministrativa, con specifico riguardo all’attività consultiva, alle valutazioni tecniche, al silenzio assenso ed alla SCIA”;
– il rilancio di una costante azione di semplificazione normativa – anche finalizzata alla semplificazione amministrativa, non solo attraverso i testi unici compilativi, ma anche stabilendo una procedura di programmazione che attribuisca al Parlamento, in accordo con il Governo, il compito di individuare periodicamente i settori su cui intervenire. Al riguardo viene rilevato che “nella prima applicazione del provvedimento, si potrebbero indicare, tra gli altri, il settore degli appalti (più volte segnalato nel corso delle audizioni) ed il settore fiscale, oggetto recentemente di numerose deleghe contenute nella legge 11 marzo 2014, n. 23, che però non prevede l’adozione di testi unici o codici”.
3. presentazione di proposte di modifica dei regolamenti parlamentari volte a stabilire le procedure relative alle funzioni rafforzate della Commissione per la semplificazione (di cui sopra);
4. presentazione di una iniziativa legislativa costituzionale che preveda l’introduzione nel sistema delle fonti delle leggi organiche, in modo da rafforzare e rendere vincolanti per il legislatore sia le leggi sulla produzione normativa sia le leggi sui diritti di cittadini ed imprese: dalla legge 400/88, sulla potestà normativa del Governo, alla legge 212/2000 (Statuto del contribuente). In proposito viene sottolineato come “l’innalzamento delle disposizioni della legge n. 400/1988 al rango di legge organica consentirebbe di dare maggiore forza alle disposizioni in essa presenti sui limiti di contenuto dei decreti-legge, limitandone l’uso da parte del Governo”. Alla categoria delle leggi organiche dovrebbero essere iscritti, altresì, codici e testi unici, “al fine di porli al riparo da continue modifiche, magari operate con decreti-legge”.
Sempre
sul piano costituzionale viene, infine, evidenziata la presa d’atto della Commissione sulla disegno di legge di riforma del Titolo V approvato dal Consiglio dei Ministri del 31 marzo scorso (vedi Sintesi dei lavori- Consiglio dei Ministri
del 1° aprile 2014), che “
affronta in maniera radicale la questione della potestà legislativa concorrente tra Stato e Regioni, eliminandola completamente e così venendo incontro agli auspici espressi dalla massima parte dei soggetti auditi nel corso dell’indagine conoscitiva”.
Sul tema la Commissione, ha espresso, altresì, l’auspicio che la riforma possa consentire di chiarire la distribuzione delle responsabilità tra Stato e Regioni riducendo la conflittualità davanti alla Corte costituzionale, e che alla stessa si affianchi contestualmente “una più complessiva rivisitazione dell’assetto delle competenze tra i livelli territoriali, anche al fine di garantire uniformità delle procedure e della modulistica su tutto il territorio nazionale”.
In allegato il documento conclusivo dell’indagine.
15665-Documento conclusivo dell’indagine.pdfApri