Tra le tematiche sottoposte al Governo: raccordo Salerno-Avellino; anatocismo bancario; Piano di azione coesione; Piano Cottarelli; prevenzione del dissesto idrogeologico; rilascio del DURC da parte delle Casse edili.
|
CAMERA DEI DEPUTATI
|
|||
|
ATTO e PRIMA
FIRMA
|
OGGETTO
|
IMPEGNI / RICHIESTE AL GOVERNO
|
RISPOSTA DEL GOVERNO
|
|
Interrogazione a risposta in Commissione
T. Iannuzzi, PD
|
Raccordo Salerno-Avellino
|
– Illustrare il quadro attuale della situazione complessiva del finanziamento, pari a 237 milioni di euro, del 1o lotto Salerno-Fratte-Mercato San Severino del Raccordo Salerno-Avellino, articolato in due distinti e collegati stralci funzionali, specificando i tempi previsti per la sua erogazione;
– chiarire se il Ministero e l’ANAS intendano autorizzare l’immediata utilizzazione dei fondi già assegnati, per appaltare, senza ulteriori rinvii e ritardi, i lavori relativi al primo stralcio del 1o lotto Fratte-Mercato San Severino.
|
– Rilevato che la Regione Campania (con DGR n. 650 del 15 dicembre 2014) ha dato atto di non essere in grado di aggiudicare l’intervento in esame entro il 31 dicembre 2014, pertanto, ha proposto un programma alternativo di interventi cantierabili da coprire, tra l’altro, con le risorse poste originariamente a copertura di tale intervento (al netto di una decurtazione del 15 per cento sui 123 milioni complessivi) confermando, in ogni caso, la sua rilevanza e la strategicità ai fini del finanziamento, in via successiva, nell’ambito della programmazione 2014-2020;
– per quanto riguarda il 2o stralcio del 1o lotto Mercato San Severino-Fratte, confermato che l’ANAS ha segnalato che l’intervento è previsto nella propria programmazione degli investimenti, tra le opere prioritarie da avviare non appena disponibili le necessarie risorse finanziarie. |
|
CAMERA DEI DEPUTATI
|
||
|
ATTO e PRIMA FIRMA
|
OGGETTO
|
IMPEGNI/RICHIESTE AL GOVERNO
|
|
Interrogazione a risposta scritta
F. Piccone, UDC
|
Anatocismo bancario
|
– Porre maggiore attenzione nei riguardi della pratica, invalsa da parte di molti istituti di credito italiani, della capitalizzazione composta degli interessi, che aggrava il già preoccupante fenomeno usurario, viste le gravi conseguenze che si ripercuotono su imprese e famiglie;
– sostenere con strumenti normativi le realtà che oggi rappresentano l’ultimo baluardo in difesa dello strapotere lobbistico e affaristico delle banche, collaborando alla creazione di una coscienza di responsabilità sociale dell’impresa e di pacificazione dell’ambiente nel quale gli operatori economici agiscono;
– avviare una campagna di sensibilizzazione sociale e culturale sull’argomento.
|
|
Interrogazione a risposta scritta
R. Palese, FI
|
Piano di azione coesione
|
– Prima di procedere a cancellare con un «colpo di spugna» il piano di azione coesione, effettuare una ricognizione su quante risorse vengano di fatto sottratte alle regioni a valere su quell’accordo;
– valutare il fatto che la decisione comporta per molte regioni la creazione di debiti fuori bilancio, dato che, pur in assenza di impegni giuridicamente vincolanti alla data del 30 settembre, molti progetti certamente erano già stati avviati con il conseguente esborso di denaro;
– valutare l’entità dei contenziosi che si andranno ad instaurare tra Stato e regioni (e, a cascata, tra regioni ed altri soggetti interessati) a causa di tale decisione;
– assumere iniziative per ripristinare i termini dell’accordo sul piano di azione coesione, assicurando alle regioni del Mezzogiorno le risorse precedentemente garantite e destinate al loro sviluppo.
|
|
Interrogazione a risposta in Commissione
D. Toninelli, M5S
|
Piano Cottarelli
|
Chiarire quali iniziative si intendano assumere, nel tempo previsto per l’attuazione del piano di riduzione delle società partecipate, per prevenire e/o limitare il costo delle stesse attraverso l’implementazione di soluzioni quali la riduzione delle centrali appaltanti, in particolare relativamente alle ancora esistenti e attive province, essendosi ritenuto che la riduzione della spesa deriverebbe da una «drastica riduzione numero centrali appaltanti (da 32.000 a 30-40; CONSIP, regioni, città metropolitane) per acquisti “sopra soglia”».
|
|
Risoluzione in Commissione
S. Segoni, M5S
|
Prevenzione del dissesto idrogeologico
|
– Promuovere l’aggiornamento regolare della mappatura delle aree esposte a rischio idrogeologico e delle fonti di pericolosità;
– riorganizzare le competenze in materia di dissesto idrogeologico degli organi territoriali;
– assumere iniziative normative affinché ogni variazione della strumentazione urbanistica generale e/o attuativa vigente, che comporti aumenti delle previsioni edificatorie o che renda edificabili nuove aree (comprese quelle finalizzate alla realizzazione di opere pubbliche o di interesse pubblico) possa avvenire solo previo parere dell’autorità di bacino (o distretto idrografico);
– subordinare il rilascio del permesso di costruire alla presentazione di un «certificato di sicurezza», asseverato da un tecnico specialista, che quantifichi il rischio idrogeologico a cui è esposto l’immobile e che sia allegato agli atti di compravendita;
– individuare un opportuno cofinanziamento per la manutenzione e il potenziamento delle reti strumentali alla previsione e al monitoraggio delle condizioni meteorologiche, idrauliche e idrogeologiche; – destinare una parte dei fondi individuati per la prevenzione del dissesto idrogeologico al finanziamento di progetti di ricerca scientifica applicata alla mitigazione del rischio idrogeologico ai fini di protezione civile;
– prevedere l’istituzione di un servizio geologico nazionale, in cui ISPRA coordini e metta in rete i servizi geologici regionali (in capo alle ARPA o alle regioni), al fine di fornire supporto alla pianificazione territoriale.
|
|
SENATO DELLA REPUBBLICA
|
||
|
ATTO e PRIMA FIRMA
|
OGGETTO
|
IMPEGNI/RICHIESTE AL GOVERNO
|
|
4-03202
Interrogazione a risposta scritta F. Molinari, M5S
|
Rilascio del DURC da parte delle Casse edili
|
Definire se quanto affermato dalla direzione generale per l’attività ispettiva del Ministero del Lavoro e delle politiche sociali, con circolare del 2 maggio 2012, ossia che gli organismi non in possesso del requisito della reciprocità, “assicurato attraverso la cooperazione telematica con la Commissione nazionale paritetica per le Casse Edili (CNCE)“, non possano definirsi Casse Edili ai sensi del Dlgs 276/2003 e, conseguentemente,non possano rilasciare il Documento unico di Regolarita contributiva, al di là dell’introduzione con mezzi impropri di elementi confliggenti con la ratio della normativa vigente, pregiudichi la realizzazione del principio di reciprocità nei comportamenti tra le casse edili appartenenti ai diversi sistemi contrattuali, utile a garantire la trasparenza e completezza di informazione nelle dichiarazioni di regolarità contributiva fatte da ciascun soggetto nei confronti degli aventi diritto.
|
Puoi scegliere quali categorie di cookie abilitare. I cookie necessari sono sempre attivi perché indispensabili per il corretto funzionamento del sito.