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Tra le tematiche sottoposte al Governo: DL fiscale e rilascio del DURC; linee guida ISPRA per lo smaltimento rifiuti in discarica; retribuzione minima oraria nazionale per i lavoratori;workers buy out; applicazione dell’IVA alla Tariffa igiene ambientale; funzioni delle Province; procedure di infrazione UE sui rifiuti; sicurezza lavori autostradale

Archivio, Governo e Parlamento

Atti di indirizzo e controllo n. 13/2017: interpellanza; interrogazioni; mozione

4 Aprile 2017
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Sono stati discussi alla Camera dei Deputati, tra gli altri, i seguenti Atti di indirizzo e controllo:
 
CAMERA DEI DEPUTATI
ATTO e PRIMA FIRMA
OGGETTO
IMPEGNI / RICHIESTE AL GOVERNO
RISPOSTA DEL GOVERNO
5-10509
Interrogazione a risposta immediata in commissione
 
D. Menorello, CI
DL fiscale e rilascio del DURC
 
Considerato che, a causa del mancato raccordo tra la normativa fiscale e quella previdenziale, le aziende che hanno debiti previdenziali potrebbero decidere di non aderire all’istituto della «rottamazione» delle cartelle esattoriali disciplinato dal DL 193/2016, poiché ad oggi l’adesione alla sanatoria blocca il rilascio alle imprese – fino al pagamento della prima rata, previsto per luglio – del DURC da parte di Inps e Inail, indispensabile per partecipare a gare e appalti banditi dalla pubblica amministrazione per la fornitura di beni e servizi, viene chiesto:
– quali iniziative si intenda adottare per incentivare le imprese ad aderire alla «rottamazione» delle cartelle esattoriali, che non solo è meno onerosa della normale rateazione, ma consente allo Stato di poter incassare con tale istituto gli oltre due miliardi di euro previsti dal DL 193/2016.
Evidenziato che:
– in base alla vigente prassi applicativa, il presupposto per il rilascio del DURC al soggetto che ha presentato istanza di rateizzazione, si realizza al momento del pagamento della prima rata del piano di ammortamento trasmesso dall’agente della riscossione;
– nel procedimento di dilazione di cui all’art. 19 del DPR 602/1973 la scadenza della prima rata è, di regola, fissata entro un breve termine dall’emanazione del provvedimento di accoglimento a sua volta emanato in un ristretto arco temporale dalla presentazione dell’istanza;
– in base alle nuove disposizioni di cui all’art. 6 del DL 193/2016, il termine del primo o unico versamento dovuto per la definizione agevolata deve necessariamente ricadere, per espressa indicazione del legislatore, nel mese di luglio 2017, indipendentemente dal momento della dichiarazione di adesione;
-venerdì 24 marzo 2017 il Consiglio dei ministri ha approvato un DL che ha prorogato, dal 31 marzo al 21 aprile 2017, il termine entro il quale i debitori potranno presentare la dichiarazione di adesione alla procedura di definizione agevolata dei carichi affidati agli agenti della riscossione dal 2000 al 2016, di cui al citato articolo 6 del DL193/2016;
– è in corso di definizione un’apposita disposizione che si propone di risolvere le criticità evidenziate in merito ai rapporti tra la procedura di definizione agevolata delle cartelle emesse dall’Agente di riscossione e la normativa attualmente vigente che regola i presupposti per il rilascio del DURC.
Evidenziato inoltre che la norma che introduce il nuovo istituto della definizione agevolata prevede che ai fini dell’estinzione del debito non vadano corrisposte «sanzioni» senza distinguere tra sanzioni amministrative, tributarie o civili. A tal proposito deve precisarsi che non sembra debbano ritenersi incluse nel novero delle somme dovute le somme aggiuntive irrogate al contribuente per l’omesso o ritardato versamento dei contributi o premi previdenziali ai sensi dell’art. 116, comma 8, lettere a) e b) della L 388/2000, che, come ribadito dalle Sezioni unite della Cassazione nella sentenza n. 5076 del 11 marzo 2015, sono da qualificarsi alla stregua di «sanzioni civili».
 
Il Sottosegretario di Stato al Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, Lugi Bobba
5-10841
Interrogazione a risposta immediata in commissione
 
S. Pellegrino, SI-SEL-POS
Albo Direttori – Enti Parco
 
Come si intenda affrontare la situazione, legata ai ritardi nell’emissione dei bandi di concorso per l’iscrizione all’albo degli idonei all’esercizio dell’attività di direttore parco (istituito con decreto il 10 agosto 1999), che pone i parchi nazionali in condizioni di grandissima difficoltà ad operare.
Evidenziato che:
–è sorta l’esigenza di aggiornare i requisiti per l’ammissione all’esame di idoneità ed è stato allo scopo, predisposto il nuovo schema di decreto (DM 143/2016) recante «Regolamento dell’Albo degli idonei all’esercizio dell’attività di direttore di ente parco nazionale ai sensi dell’art. 2, comma 26, della L. 426/1998» che detta le nuove regole per le modalità di iscrizione all’albo ed i requisiti per l’ammissione al concorso previsti dalla vigente normativa e con il quale viene  abrogato il DM 10 agosto 1999.
– il 23 settembre 2016, è stato emanato il decreto direttoriale recante «Modalità di valutazione dei titoli per l’esercizio dell’attività di direttore di ente parco nazionale»;
– il 13 gennaio 2017, è stato pubblicato il bando di concorso, per titoli, per l’aggiornamento dell’albo degli idonei all’esercizio dell’attività di Direttore di Parco Nazionale il cui iter è attualmente in corso;
– è all’esame del Parlamento il DDL di riforma della legge quadro sulle aree protette che, tra le varie misure, prevede un nuovo sistema di governance ed, in particolare, un nuovo sistema di nomina dei Direttori degli Enti Parco volto a rendere più celere la relativa procedura nonché a rafforzare il principio di distinzione tra le politiche di indirizzo e di gestione.
 
La Sottosegretaria di Stato al Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, Silvia Velo
5-10990
Interrogazione a risposta immediata in commissione
 
P. Carrescia, PD
Sospensione dell’efficacia delle linee guida dell’ISPRA per lo smaltimento dei rifiuti in discarica.
 
 
Considerato che l’Ispra il 30 luglio 2016 ha emanato linee guida recanti «Criteri tecnici per stabilire quando il trattamento non è necessario ai fini dello smaltimento dei rifiuti in discarica» ai sensi dell’articolo 48 della L. 221/2015, e che il contenuto del provvedimento appare ultroneo rispetto alla disposizione di legge
viene chiesto:
– se non si ritenga opportuno assumere iniziative per sospendere l’efficacia e l’esecuzione delle linee guida per lo smaltimento dei rifiuti in discarica al fine di garantire il necessario coordinamento tecnico-giuridico con le norme vigenti e la concreta applicabilità alle fattispecie concrete.
Evidenziato che:
– i Criteri tecnici definiti da ISPRA riguardano esclusivamente il conferimento di rifiuti senza trattamento preliminare;
– la vincolatività di tali criteri tecnici non si dispiega nei confronti degli operatori del settore, ma soltanto con riguardo al DM previsto dall’art. 7, comma 5, D.Lgs 36/2003. Pertanto, i predetti «Criteri tecnici», per essere efficaci nell’ordinamento, dovranno essere recepiti mediante l’apposito decreto ministeriale;
– sarà cura del Ministero predisporre una nuova versione del decreto di cui all’articolo 7, comma 5, del decreto legislativo n. 36 del 2003, che – tra l’altro – abbia modo di disciplinare, alla luce dei «Criteri tecnici» elaborati da ISPRA, anche il conferimento in discarica di rifiuti non trattati e in quell’occasione potrà peraltro essere valutata l’opportunità di predisporre una adeguata normativa transitoria al fine di consentire gli adeguamenti amministrativi e infrastrutturali che si rendessero necessari.
 
La Sottosegretaria di Stato al Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, Silvia Velo
7-00847
V. Rizzetto, Misto
 
Risoluzione in commissione
 
 
 
 
 
 
 
 
 
7-00886
C. Cominardi, M5S
 
Risoluzione in commissione
Istituzione di una retribuzione minima oraria su base nazionale.
 
Assumere iniziative volte a istituzionalizzare una «retribuzione minima oraria» su base nazionale per attuare una maggiore tutela della posizione di debolezza del lavoratore nel rapporto di lavoro, garantendogli un’equa retribuzione, in conformità all’art.36 della Costituzione.
 
***
 
Assumere iniziative per introdurre il salario minimo garantito, stabilendo che la retribuzione oraria lorda applicabile a tutti i rapporti aventi per oggetto una prestazione lavorativa, non possa essere inferiore ai nove euro;
– istituire un’autorità scientifica ed indipendente che proponga al Governo il livello e gli adeguamenti del salario minimo;
– accompagnare l’introduzione del «salario minimo» con la creazione di un ammortizzatore sociale di carattere universale per formare i disoccupati per ricollocarli effettivamente sul mercato del lavoro;
– porre in essere iniziative volte a prevedere che il differenziale registrato annualmente tra inflazione programmata, o realisticamente prevedibile, e inflazione reale, sia recuperato integralmente con le retribuzioni e le erogazioni previdenziali del mese di gennaio di ogni anno.
In discussione
7-01024
T. Ciprini, M5S
 
Risoluzione in commissione
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
7-01106
A. Incerti, PD
 
 
Risoluzione in commissione
Workers buy out
 
Adottare ed attivare ogni utile iniziativa per promuovere la redazione di un testo che unifichi la normativa in tema di costituzione e agevolazioni per le operazioni di workers buy out e che preveda una semplificazione degli strumenti a sostegno delle cooperative di produzione e lavoro che rilevano aziende fallite e/o in crisi (WBO);
– istituire un tavolo tecnico tra rappresentanti del workers buy out, Ministero dello Sviluppo economico, Cooperazione finanza e impresa e Università, e dei soggetti interessati per favorire, incentivare, promuovere, sostenere e diffondere le operazioni di workers buy out;
– aumentare le risorse del fondo di rotazione istituito dalla L. 49/1985,  sui provvedimenti per il credito alla cooperazione e misure per la salvaguardia dei livelli occupazionali;
– prevedere per i lavoratori che ricorrono ad operazioni di workers buy out forme di co-partecipazione ai finanziamenti, alternative all’investimento del loro trattamento di fine rapporto di lavoro (TFR);
– ampliare e modificare la sfera di applicazione dei criteri stabiliti dal fondo di rotazione del microcredito della piccola e media impresa includendovi tra i beneficiari del suddetto fondo anche le società costituite da workers buy out con oltre cinque/dieci dipendenti;
 – prevedere agevolazioni fiscali anche sui costi energetici per i lavoratori che ricorrono ad operazioni di WBO.
 
***

Prevedere, qualora dovesse profilarsi la possibilità di riproporre misure agevolative per il sostegno dell’occupazione, attraverso la decontribuzione, l’applicabilità di tali agevolazioni anche a favore dei lavoratori che danno vita ad una iniziativa imprenditoriale in forma cooperativa per rilevare l’azienda di cui erano dipendenti;
-monitorare l’andamento delle richieste di attivazione delle operazioni di WBO, anche al fine di incrementare le risorse attualmente messe a disposizione per il loro sostegno finanziario, con particolare riferimento al supporto dello start up di cooperative costituite in prevalenza da lavoratori provenienti da aziende in crisi, di cooperative che gestiscono aziende confiscate alla criminalità organizzata e di cooperative sociali, oltre che al sostegno dello sviluppo di cooperative nel Mezzogiorno;
-adottare le necessarie iniziative di indirizzo affinché sia chiarito e confermato il regime di esenzione fiscale degli importi di mobilità reinvestiti nella costituzione di società cooperative.
Approvate con parere favorevole del Governo
7-01209
Risoluzione in commissione
 
F. Alberti, M5S
 
Applicazione dell’IVA alla Tariffa di igiene ambientale
 
Definire la controversa applicazione dell’IVA alla Tariffa di Igiene Ambientale di cui all’art. 49, comma 3, del DLgs 22/1997 (TIA 1), dichiarando la natura tributaria della tariffa e la non applicazione dell’IVA, in armonia con i principi della Corte Costituzionale e dalla giurisprudenza di legittimità, prevedendo altresì misure volte a garantire il rimborso di eventuali somme illegittimamente versate dai cittadini in conseguenza dell’applicazione dell’IVA sulla TIA 1 da parte dei comuni e dei concessionari;
– estendere la medesima natura tributaria alla tariffa integrata ambientale di cui all’art. 238 del DLgs 152/2006, (TIA 2) in considerazione dell’identità sostanziale tra le due forme di prelievo.
In discussione
 
Sono stati presentati alla Camera dei Deputati e al Senato, tra gli altri, i seguenti Atti di indirizzo e controllo:
 
CAMERA DEI DEPUTATI
ATTO e PRIMA FIRMA
OGGETTO
IMPEGNI/RICHIESTE AL GOVERNO
1-01560
Mozione
 
R. Brunetta, FI
Funzioni delle Province
 
Assumere iniziative urgenti, anche normative, per garantire alle province italiane, enti costitutivi della Repubblica, di far fronte alle proprie funzioni istituzionali tra cui si segnalano, in particolare, quelle volte a:
– individuare le risorse adeguate a copertura delle funzioni assegnate in base all’analisi reale dei fabbisogni standard;
– assegnare alle province almeno 250 milioni di euro aggiuntivi per l’esercizio delle funzioni fondamentali, necessari per garantire la sicurezza e i servizi adeguati ai cittadini;
– assegnare alle province almeno 300 milioni di euro del fondo Anas per la manutenzione straordinaria delle strade provinciali, così da aprire le opere necessarie per riportare in sicurezza questa rete viaria strategica;
– cancellare le sanzioni per le province che hanno mancato gli impegni del patto di stabilità 2016, in quanto lo «sforamento» è stato indotto dai tagli ai bilanci e dall’uso degli strumenti straordinari che il Governo ha obbligato ad usare pur di chiudere i bilanci;
– consentire alle province in via straordinaria anche per il 2017 di utilizzare gli avanzi di amministrazione per assicurare gli equilibri dei bilanci;
– promuovere una revisione della L 56/2014 (Disposizioni sulle città metropolitane, sulle province, sulle unioni e fusioni di comuni) per disegnare un ordinamento locale delle province stabile e coerente con la Costituzione;
– consolidare le funzioni fondamentali previste dalla L 56/2014, ampliare le funzioni amministrative territoriali e valorizzare con le funzioni di assistenza e di supporto ai Comuni, le stazioni uniche appaltanti e i servizi pubblici locali previsti dai commi 88 e 90 dell’art. 1, in modo da fornire indirizzi chiari anche per il riordino della legislazione regionale;
– semplificare la forma di governo degli enti, attraverso una revisione della disciplina relativa agli organi, alla loro durata, al sistema di elezione;
– conferire una delega per la revisione del testo unico degli enti locali, per adeguarlo alle novità in materia di comuni, province e città metropolitane.
1-01561
Mozione
 
F. Rampelli, FdI-AN
 
Tecnologia e occupazione
 
– Assumere iniziative per promuovere la costituzione di un impianto regolatorio omogeneo in materia di robotica e intelligenza artificiale, favorendo l’adozione di una linea comune tra i Ministeri nell’approccio alla tematica;
– favorire una politica di investimenti in ricerca e sviluppo in grado di fronteggiare la sfida dell’Industry 4.0, che richiede politiche industriali basate soprattutto sulla conoscenza, che rappresenta il vantaggio competitivo più importante;
– garantire un monitoraggio e una vigilanza costanti rispetto alle ripercussioni della nuova rivoluzione industriale sul mercato del lavoro e ad assumere iniziative per prevedere lo stanziamento degli investimenti necessari per evitare una crisi occupazionale, mantenendo costanti i saldi occupazionali attraverso politiche di ricollocamento dei lavoratori in esubero a causa del progresso della meccanizzazione dei processi produttivi, secondo una logica one to one in cui a ogni posto di lavoro perso ne corrisponda uno nuovo.
4-16065
Interrogazione a risposta scritta
 
S. Segoni, Misto
Procedure di infrazione UE in materia di rifiuti
 
 
Considerate le procedure di infrazione avviate nei confronti dell’Italia dalla Commissione europea riguardo alla gestione dei rifiuti, viene chiesto di:
– indicare quali somme siano state versate dallo Stato italiano all’Unione europea per le sentenze emessa dal dicembre del 2014 ad oggi.
4-16067
Interrogazione a risposta scritta
 
A. Prodani, Misto
Politiche digitali del Paese
 
In tema di politiche digitali, viene chiesto:
– quali orientamenti urgenti e concreti si intenda adottare per incrementare l’uso di internet, la connettività e migliorare le competenze digitali della popolazione;
– quali iniziative si intenda assumere per ridurre il digital divide tra l’Italia e i Paesi europei e consentire lo sviluppo delle aziende;
– se si intenda attuare progetti, programmi e iniziative finalizzati all’utilizzo e alla diffusione delle tecnologie digitali, nonché allo sviluppo della competitività del sistema economico nazionale.
4-16068
Interrogazione a risposta scritta
 
C. Mannino, M5S
Condanna UE dell’Italia per discariche abusive
 
 
Quali sono le garanzie ottenute dagli enti locali per l’adozione dei provvedimenti necessari riguardanti le discariche abusive oggetto della sentenza di   condanna della Corte di giustizia dell’Unione europea del 2 dicembre 2014 che non rientrano nelle competenze del Commissario Vadalà (Commissario Straordinario per la realizzazione degli interventi di adeguamento alla normativa secondo il Consiglio dei ministri del 24 marzo 2017), e quali siano i «termini congrui» entro cui gli enti interessati dovranno adottare i provvedimenti e gli atti necessari.
4-16076
Interrogazione a risposta scritta
 
S. Quaranta, Art. 1-MDP
Sicurezza dei lavori autostradali
 
Considerato l’incidente verificatosi il 26 marzo 2017 sulla A10 che ha portato alla morte di 2 operai e al ferimento di altri 9, riguardo la pericolosità di tali tipologie di lavori e della necessità di rispettare le norme di sicurezza, viene chiesto:
– quali iniziative si intenda assumere per garantire un rigoroso rispetto dei diritti dei lavoratori e della sicurezza di chi lavora in questo settore, al fine di attuare un effettivo contrasto al dumping e se non intenda chiarire come si concili il nuovo codice degli appalti con queste necessità.
 
7-01232
Risoluzione in commissione
 
P. Lanfranco, FI
Modifiche alla procedure di definizione agevolata dei carichi
 
Adottare iniziative per rendere percorribili le condizioni di adesione alle procedure agevolate per i contribuenti previste dal DL 193/ 2016 convertito dalla L 225/2016, considerando puntuali modifiche alla procedura al fine di prevedere:
a) una rateazione ordinaria e una straordinaria con pagamento in 48 rate mensili o, se straordinaria (per importi complessivamente superiori a 60.000 euro), in 72 rate mensili per contribuenti rispettivamente in momentanea difficoltà o in grave difficoltà finanziaria;
b) l’abolizione dell’aggio sul capitale e sugli interessi da ritardata iscrizione a ruolo;
c) l’abolizione degli interessi di dilazione sulla rateazione delle somme dovute in seguito alla definizione agevolata.
SENATO DELLA REPUBBLICA
ATTO e PRIMA FIRMA
OGGETTO
IMPEGNI/RICHIESTE AL GOVERNO
3-03626
Interrogazione a risposta orale
 
G. Centinaio, LN
Cartelle esattoriale
 
Considerato che:
-l’art. 6 del Dl 193/2016, recante disposizioni urgenti in materia fiscale e per il finanziamento di esigenze indifferibili, convertito dalla L 225/2015, stabilisce le norme per effettuare la definizione agevolata dei carichi affidati agli agenti della riscossione dal 2000 al 31 dicembre 2016, su richiesta del contribuente presentata entro il 31 marzo 2107 (termine poi prorogato al 21 aprile);
-i soggetti che hanno in essere, o avevano in essere, rateazioni con l’agente di riscossione Equitalia, per avvalersi della definizione agevolata dei loro carichi, dovrebbero, se non l’hanno già fatto, pagare tutte le rate non versate fino al 31 dicembre 2016;
si chiede di sapere:
se si intende modificare la norma, anche mediante strumenti d’urgenza, al fine di concedere l’accesso alla definizione agevolata a tutti i contribuenti, senza richiedere obbligatoriamente anche il pagamento di tutte le rate scadenti nel 2016 o, almeno, se non ritenga di emettere, in tempi brevissimi, un provvedimento di natura amministrativa, al fine di indirizzare le agenzie dell’agente di riscossione ad un’interpretazione più letterale della normativa.
 

Si veda precedente del 28 marzo 2017

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