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Annunciati i contenuti dei prossimi decreti: uno rafforzerà gli interventi del Cura Italia; il secondo è volto alla rinascita economica e produttiva dell'Italia. Tra le misure anticipate: semplificazione delle procedure per appalti ed edilizia; potenziamento delle detrazioni fiscali a beneficio dell'edilizia e della sostenibilità; sblocco crediti P

Archivio, Governo e Parlamento

Informativa Presidente Conte in Parlamento: iniziative per la ripresa delle attività economiche

30 Aprile 2020
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Nella seduta del 30 aprile u.s. il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha svolto, rispettivamente, nelle Aule della Camera dei Deputati e del Senato, un’informativa in merito alle iniziative del Governo per la ripresa delle attività economiche.

Al riguardo si evidenziano i seguenti  passaggi:

 

-le misure sin qui adoperate sono il frutto di un’attenta considerazione di tutti i valori coinvolti. Sono state, tutte, adottate all’esito di un’interlocuzione ampia, condivisa con gli altri membri del Governo, ma anche con i capi delegazione che rappresentano le forze politiche di maggioranza, con le parti sociali e con i rappresentanti degli enti territoriali, più volte riuniti anche in una cabina di regia insieme al Ministro della Salute, Roberto Speranza, e al Ministro degli Affari regionali, Francesco Boccia;

 

-il Governo ha adottato da subito un indirizzo, di metodo e di merito, che prevede il costante confronto con gli esperti del comitato tecnico-scientifico, in modo da porre un fondamento scientifico alle decisioni di volta in volta assunte.

 

-in un recente rapporto del comitato tecnico-scientifico, che oggi verrà illustrato anche dal Professor Brusaferro, viene stimato che la riapertura simultanea di tutte le attività economiche, delle scuole e di tutte le opportunità di socialità a partire dal 4 maggio porterebbe a un incremento esponenziale e incontrollato dei contagi;

 

-la misura dei sacrifici compiuti dai nostri cittadini è riassumibile nell’R con zero, ovvero il tasso di diffusione dei contagi, che ad oggi è stimabile in una fascia compresa tra lo 0,5 e lo 0,7. Se questo tasso tornasse anche solo a un livello di poco superiore a 1 si saturerebbe l’attuale numero di terapie intensive che è di circa 9.000 posti letto entro la fine dell’anno;

 

-per questa ragione il Governo ha operato una scelta: ha deciso di allentare le misure che avevano determinato l’arresto di molte filiere produttive nel presupposto che siano adottate tutte le misure di sicurezza sulla base di protocolli rigorosi, siglati con le parti sociali e condivisi  dalle organizzazioni sindacali e dalle organizzazioni datoriali;

 

-la data del 4 maggio 2020 segna, quindi, l’inizio di quella che ormai è nota come “fase 2”, un graduale, progressivo ritorno allo svolgimento delle attività produttive e anche commerciali;

 

-la graduale riapertura delle attività produttive richiede, nei prossimi giorni, un attento monitoraggio degli andamenti epidemiologici in base a tre fattori: il controllo giornaliero dell’andamento dell’epidemia, con il potenziamento della disponibilità anche dei test; la verifica del grado di saturazione del sistema ospedaliero, non soltanto con riferimento alle terapie intensive, ma anche ai posti letto dedicati al COVID-19 e la disponibilità di dispositivi di protezione individuale, gel e materiali di protezione;

 

-la logica della sperimentazione è quella che dovremo adottare nelle prossime settimane, facendo leva sul sistema di monitoraggio complessivo della diffusione dei contagi, incrementando la tecnologia di contact tracing che comprende anche la app Immuni, su cui ieri il Consiglio dei Ministri ha approvato un’apposita norma;

 

– nel mese di maggio procederemo ad effettuare 150 mila test sierologici, partiremo da questi: quindi verrà selezionato un campione di cittadini corrispondente a questo numero, selezionato dall’ISTAT, il che ci consentirà di avere un quadro più chiaro sul reale impatto del COVID-19 nel nostro Paese;

 

– il complesso di queste iniziative ci consentirà di disporre di un patrimonio informativo ben più ampio, in modo da valutare ancora più efficacemente la diffusione dell’epidemia. Dovremo essere pronti, se e laddove necessario, ad intervenire con misure tempestive nelle zone in cui si dovesse verificare una particolare crescita dei contagi, puntando a bloccarne l’avanzata in tempo utile ed eventualmente adottando anche nuove misure restrittive, ma mirate, geograficamente ben circoscritte;

 

-nelle prossime ore il Ministro della salute emanerà un provvedimento, che è previsto dal DPCM del 26 aprile, proprio al fine di definire criteri, specifiche soglie di allarme che consentiranno una valutazione accurata della tendenza al contagio in ciascuna area del Paese. In questo modo potremo operare, quindi, differenziazioni geografiche anche in questa fase di allentamento delle misure, con riaperture delle attività basate su un piano caratterizzato però da precisi presupposti scientifici;

 

–le iniziative di enti locali che comportino l’introduzione di misure meno restrittive di quelle disposte su base nazionale non sono possibili, perché in contrasto con le norme del decreto-legge n. 19 del 2020, quindi sono da considerarsi, a tutti gli effetti di legge, illegittime;

 

-sull’emergenza economica, il DEF per il 2020 aggiorna il quadro macroeconomico del Paese alla luce dell’impatto del COVID-19 sulle attività economiche e dà la misura della gravità dello scenario che abbiamo di fronte. La previsione ufficiale del PIL per il 2020 viene abbassata da un aumento dello 0,6 per cento previsto nella Nota di aggiornamento al DEF dello scorso settembre a una contrazione significativa dell’8 per cento.  È una previsione che sconta, al momento, una caduta del PIL di oltre il 15 per cento nel primo semestre e che tiene conto di una possibilità di rimbalzo nella seconda metà dell’anno, seguita da una crescita del PIL del 4,7 per cento, prevista per il 2021. Il DEF stima, inoltre, uno scenario di rischio ulteriore, che non possiamo escludere, in cui l’andamento e la durata dell’epidemia sarebbero più persistenti, portando a una contrazione del PIL fino al 10,6 per cento del 2020 e una ripresa più debole nel 2021, pari al 2,3 per cento, quindi con maggiori e più pesanti aggravi per la finanza pubblica;

 

-a fronte a questa difficile situazione, il Governo ha varato una serie di misure volte a limitare le conseguenze economiche e sociali della chiusura delle attività produttive ma il prolungamento della chiusura di molte attività produttive, rendono necessaria l’adozione di ulteriori provvedimenti, che assumeranno la forma di decreto-legge, sottoposti al Parlamento.

Il primo decreto-legge conterrà ulteriori misure di sostegno a lavoratori e imprese, per continuare ad accompagnarli nella fase di transizione verso la riapertura delle attività economiche.

Questo Dl riprenderà tutti gli interventi del cosiddetto “Cura Italia”, rafforzandoli e prolungandoli nel tempo. Saranno prorogate, con impegno finanziario di circa 25 miliardi, le vigenti misure di sostegno al lavoro, all’inclusione al reddito, quali cassa integrazione, indennità per il lavoro autonomo, due mensilità aggiuntive dei sussidi di disoccupazione. Stiamo studiando anche l’introduzione di nuove forme di protezione social; utilizzeremo meccanismi di erogazione rapidi, meccanismi di erogazione efficace.

Sarà dato ampio spazio agli interventi per la liquidità, la capitalizzazione delle imprese.

Per quanto riguarda le misure fiscali, saranno riproposte le sospensioni, le semplificazioni, le agevolazioni già disposte. Saranno, inoltre, rinviati alcuni adempimenti, come quelli in materia di accisa per l’installazione dei dispositivi necessari alla trasmissione telematica dei corrispettivi, al fine di contenere l’impatto sugli operatori economici, in particolare sui più piccoli.

Saranno anche individuate nuove e specifiche cause di esclusione per l’applicazione degli indici sintetici di affidabilità, prevedendo anche modifiche ai parametri attualmente in vigore, per tener conto degli effetti straordinari dell’emergenza.

Al fine, poi, di assicurare alle imprese e ai professionisti la riscossione dei crediti vantati nei confronti delle pubbliche amministrazioni per forniture, appalti e prestazioni professionali, saranno sbloccati 12 miliardi di euro, attraverso l’anticipazione di liquidità della Cassa depositi e prestiti, in favore di regioni, province, città metropolitane, comuni ed enti del Servizio sanitario nazionale.

Tra gli interventi di supporto ai settori produttivi più colpiti dalle emergenze è allo studio anche uno schema di finanziamento a fondo perduto per le piccole imprese, che potrà essere direttamente legato alla perdita di fatturato.

Per le PMI al di sopra di una certa soglia sono poi allo studio interventi volti ad assorbire parzialmente le perdite con capitale pubblico, che possa trasformarsi in sostegno a fondo perduto, attraverso erogazioni di liquidità o schemi di agevolazione fiscale; complessivamente destineremo a questi interventi all’incirca 15 miliardi.

Per le imprese medio-grandi è allo studio un intervento significativo da parte di Cassa depositi e prestiti, con un ingresso anche temporaneo del capitale a fronte dell’indebitamento.

Si sta, poi, valutando il potenziamento del credito d’imposta per i canoni di locazione delle attività produttive e commerciali, per estenderlo anche alle categorie di pubblici servizi, ad oggi non coperte dalle agevolazioni.

Inoltre, il Governo ha deciso di includere all’interno del decreto-legge l’eliminazione degli aumenti dell’IVA e delle accise, previsti nel 2021 dalla legislazione vigente;

 

-il Governo intende predisporre un secondo decreto-legge che è già in preparazione. Subito dopo quello sulle misure economiche, arriverà questo nuovo decreto-legge, che è un provvedimento per la rinascita economica e produttiva dell’Italia.

Intendiamo proseguire i lavori avviati durante la fase di definizione dell’Agenda 2023 per conseguire una drastica semplificazione delle procedure amministrative in settori cruciali per il rilancio degli investimenti: appalti, edilizia, commercio, legislazione civile.

L’obiettivo è quello di ridurre i tempi di attraversamento delle opere pubbliche, per far sì che le risorse pubbliche stanziate si trasformino, quanto prima, in capitale fisico, capitale infrastrutturale.

Per un campione specifico di opere, si potrà fare ricorso a iter autorizzativi semplificati, con tutti i presidi, con tutti i controlli più rigorosi del caso.

Un’ulteriore direttrice di azione sarà una strategia di selezione degli investimenti strategici e di potenziamento della capacità progettuale del Paese. “Un grande ruolo, in tal senso, può essere svolto dall’azione coordinata delle grandi aziende a controllo pubblico e dalla capacità di mettere a sistema tutte le strutture di governance attualmente disponibili a livello centrale. Il nostro Paese ha tutte le carte in regola per attrarre, ad esempio, le risorse, anche quelle europee disponibili, volte a finanziare progetti nell’ambito del Green New Deal, dell’innovazione digitale, dell’edilizia scolastica, della ricerca di base applicata nei settori, in particolare, ma non solo, della meccanica, dell’alimentazione, della farmaceutica”;

 

-si intende recuperare, all’interno dei prossimi provvedimenti utili, un intervento di complessivo potenziamento delle detrazioni fiscali a beneficio del settore dell’edilizia e della sostenibilità;

 

-stiamo studiando – per inserirlo già nel prossimo decreto-legge, quello sulle misure economiche – l’applicazione di un articolato meccanismo che offra a tutti i cittadini di poter procedere a interventi di riqualificazione energetica, di efficientamento antisismico, arrivando a beneficiare di sconti pari al costo pressoché totale dei lavori effettuati. “Puntiamo molto su questo strumento, perché lo riteniamo particolarmente efficace per valorizzare gli immobili, sostenere il settore delle costruzioni, per generare occupazione”.

 

Si è in conclusione soffermato sulla questione della tipologia dello strumento adoperato, il DPCM, ricostruendo le norme che ne legittimano l’utilizzo.

 

Link resoconto di seduta

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