
Si accoglie con favore la pubblicazione delle Linee Guida per la gestione informativa digitale per le stazioni appaltanti e gli enti concedenti, elaborate dalla Commissione di monitoraggio BIM presso il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici.
Si tratta di un documento atteso e particolarmente rilevante in una fase cruciale di attuazione del nuovo Codice dei contratti pubblici, in questa fase è fondamentale che l’innovazione digitale proceda in modo coerente assicurando chiarezza nei rapporti contrattuali, in particolare le linee guida risolvono alcune criticità legate al regime transitorio, evitando aggravi non proporzionati per le imprese.
Un quadro sistematico e coerente con il principio del risultato che fa chiarezza su obblighi e regime del transitorio
Le linee guida rappresentano uno strumento strategico di accompagnamento operativo, volto a rendere effettiva l’applicazione dell’art.43 e l’allegato 1.9 del nuovo codice dei contratti pubblici, guidando Pubbliche Amministrazioni nell’attuazione della Gestione Informativa Digitale (GID) delle costruzioni assumendo un ruolo di ponte tra Normativa e Prassi amministrativa.
E’ interessante notare tuttavia come il documento, non si limita solo ad un mero dettato normativo, ma riesce a veicolare con esito positivo il messaggio che la GID si configura come un vero e proprio processo promotore di un cambiamento di paradigma organizzativo, giuridico e culturale del settore delle costruzioni. Per riprendere le parole presenti all’interno del testo “Lo sforzo legislativo compiuto con il Codice dei Contratti Pubblici e il Correttivo, qualifica la domanda pubblica come driver dell’innovazione, finalizzato al summenzionato principio della massima tempestività nell’esecuzione delle opere pubbliche, all’aumento della produttività del Paese, alla razionalizzazione e ottimizzazione delle risorse pubbliche, all’internazionalizzazione dei professionisti e delle imprese, in un quadro efficiente di collaborazione competitiva”
Le Linee Guida rappresentano quindi un passaggio fondamentale per accompagnare le stazioni appaltanti in una trasformazione che non è solo tecnologica, ma soprattutto organizzativa. In particolare, l’inquadramento della gestione informativa digitale nel solco del principio del risultato di cui all’art. 1 del Codice chiarisce alcuni aspetti relativi:
Le Linee Guida forniscono un quadro sistematico che aiuta a prevenire incertezze applicative, in particolare per quanto riguarda:
Tali precisazioni contribuiscono a ridurre il rischio di contenzioso e a garantire maggiore certezza agli operatori economici.
Centralità dell’organizzazione e della formazione
Un ulteriore elemento qualificante del documento è l’attenzione riservata agli adempimenti preliminari:
Le Linee Guida chiariscono che l’adozione della gestione informativa digitale, da parte delle stazioni appaltanti, presuppone una strategia organizzativa consapevole, proporzionata e sostenibile, valorizzando il principio di proporzionalità e la necessità di calibrare l’impegno in funzione della dimensione e della complessità degli interventi.
Di particolare interesse anche l’integrazione tra GID e sistema di qualificazione delle stazioni appaltanti, con l’obbligo di formazione specialistica sui metodi e strumenti digitali per i livelli più elevati di qualificazione.
Interoperabilità e Ambiente di Condivisione Dati
Inoltre, è lodevole la forte enfasi posta sul tema dell’interoperabilità e dell’uso di formati aperti, quale presidio di concorrenza e neutralità tecnologica.
La qualificazione dell’Ambiente di Condivisione Dati (ACDat), che le stazioni appaltanti sono tenute ad adottare quale ecosistema digitale centrale, garantisce trasparenza e continuità informativa lungo l’intero ciclo di vita dell’opera pubblica, rafforzando la coerenza del sistema e la tracciabilità dei flussi informativi, anche in ottica di prevenzione dei rischi. In tale quadro assume particolare rilievo l’attenzione alla cybersicurezza: è infatti previsto che gli ACDat rispettino la normativa vigente in materia di sicurezza delle informazioni e assicurino la conformità ai requisiti stabiliti dall’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN).
ANCE, attraverso DIHCUBE, l’European Digital Innovation Hub che ha promosso e coordina a partire dal 2023, conferma il proprio impegno a supportare imprese e amministrazioni pubbliche in questa transizione, affinché la digitalizzazione diventi una reale leva di efficienza dell’investimento pubblico e di governance dei processi per le imprese di costruzioni.
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