
La Commissione europea ha pubblicato i risultati della revisione di medio termine della politica di coesione 2021-2027, che ha consentito agli Stati membri di riorientare le risorse dei programmi verso nuove priorità strategiche, in risposta all’evoluzione del contesto economico e geopolitico.
A livello europeo, la revisione ha determinato la riprogrammazione di circa 34,6 miliardi di euro, coinvolgendo 25 Stati membri e 186 programmi nazionali e regionali.
Con riferimento all’Italia, a fronte di una dotazione complessiva dei fondi di coesione pari a circa 42,2 miliardi di euro per il periodo 2021-2027, risultano riprogrammati 7.058 milioni di euro, con modifiche a 35 programmi su un totale di 48.
Tale valore colloca l’Italia tra i principali Paesi per volume di risorse riprogrammate, risultando seconda a livello europeo per ammontare complessivo di fondi riallocati, dopo la Polonia.
Le risorse sono state indirizzate principalmente verso il rafforzamento della competitività e del sistema produttivo, che rappresenta la quota prevalente della riallocazione (66%) con 4,7 miliardi, nonché verso interventi in materia di housing (1.119 milioni, corrispondenti al 16%), gestione delle risorse idriche (629 milioni, pari al 9%), transizione energetica (396 milioni, pari al 6%) e difesa (248 milioni, pari al 3%).
La riprogrammazione ha interessato sia programmi nazionali sia programmi regionali. Per quanto riguarda i programmi nazionali, sono stati riallocati complessivamente circa 2,25 miliardi di euro. Tra i principali interventi si segnalano il programma “Ricerca, innovazione e competitività per la transizione verde e digitale”, con circa 858 milioni di euro, il programma “Scuola e competenze”, con circa 646 milioni, e il programma “Inclusione e lotta alla povertà”, con 270 milioni.
In particolare, alla casa risultano destinati 414,4 milioni tra Inclusione sociale e riduzione della povertà (270 milioni) e Metro+ e città medie del Mezzogiorno (144 milioni).
Con riferimento ai programmi regionali, la riallocazione complessiva ammonta a circa 4,8 miliardi di euro. Gli importi più rilevanti riguardano Campania, Sicilia, Puglia e Calabria, con valori rispettivamente pari a circa 981 milioni, 919 milioni, 679 milioni e 524 milioni. Importi significativi si registrano anche in Lazio (242 milioni), Lombardia (267,6 milioni) e Piemonte (210,7).
Tra le regioni che hanno destinato maggiori risorse alla casa compare la Puglia con 180,6 milioni, la Calabria con 105,8 milioni e la Campania con 100 milioni.
Si ricorda che la revisione di medio termine ha previsto un pacchetto di incentivi. In particolare, ai Programmi FESR e FSE+ che hanno riprogrammato è riconosciuto un prefinanziamento una tantum pari al 20% delle risorse riallocate sui nuovi obiettivi specifici. Ulteriori facilitazioni sono previste per i Programmi FESR, FSE+ e JTF che destinano almeno il 10% della propria dotazione alle nuove priorità strategiche, ai quali viene accordato un ulteriore prefinanziamento pari all’1,5% delle risorse di cofinanziamento UE. A tali misure si affianca la proroga del termine finale di ammissibilità della spesa dal 31 dicembre 2029 al 31 dicembre 2030.
È inoltre prevista la possibilità di incrementare di 10 punti percentuali il tasso di cofinanziamento UE applicabile alle nuove priorità, riducendo il fabbisogno di risorse nazionali e alleggerendo il carico finanziario sui bilanci pubblici.
In allegato sono disponibili le schede, a cura della Direzione Affari Economici, Finanza e Centro Studi, contenenti i principali risultati della revisione di medio termine della politica di coesione 2021-2027
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