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Tra le tematiche sottoposte al Governo: fiscalità ecologica; lavoro accessorio; Fondo sviluppo infrastrutture; Iniziative a seguito delle calamità atmosferiche del gennaio 2017; stabilità finanziaria province; bando sicurezza sul lavoro; DM sostitutivo di autorizzazioni urbanistiche; ritardo decreti attuativi APE/APES.

Archivio, Governo e Parlamento

Atti di indirizzo e controllo n. 12/2017: interpellanza; interrogazioni; mozione

28 Marzo 2017
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Sono stati discussi alla Camera dei Deputati, tra gli altri, i seguenti Atti di indirizzo e controllo:
 
CAMERA DEI DEPUTATI
ATTO e PRIMA FIRMA
OGGETTO
IMPEGNI / RICHIESTE AL GOVERNO
RISPOSTA DEL GOVERNO
2-01712
Interpellanza urgente
 
L. Pastorino, Misto
Fiscalità ecologica
 
Considerato che l’Italia ha ratificato l’accordo di Parigi della Conferenza delle parti della Convenzione quadro delle Nazioni unite sui cambiamenti climatici (COP 21) entrato ufficialmente in vigore il 4 novembre 2016;
-che la L 221/2015 (cd Green Economy) all’art. 3 istituisce la Strategia nazionale di sviluppo sostenibile, con aggiornamento da parte del Cipe almeno ogni 3 anni e all’art. 68 prevede il Catalogo dei sussidi nocivi per l’ambiente;
-che secondo recenti ricerche, la rimozione e il conseguente reimpiego green, in particolare in edilizia, di una parte di queste risorse, permetterebbe di rendere pienamente attivabile il processo di avvio della strategia di raggiungimento degli obiettivi di COP 21;
– che il tema su cui agire è la fiscalità riallocativa, con cui si potrà accedere ad un insieme di benefici, ambientali, energetici, sociali, sanitari, industriali senza aumento di tasse a carico dei cittadini, viene chiesto:
– se non si ritenga, nel prossimo DEF (Documento di economia e finanza) la cui presentazione è prevista per aprile 2017, di assumere impegni sul versante della citata fiscalità riallocativa, al fine sbloccare il finanziamento operativo del trattato di Parigi COP 21, considerato che tale intervento si troverebbe anche in pieno accordo con le indicazioni europee.
Evidenziato, tra l’altro,  che:
 
– il cosiddetto Collegato ambientale L 221/2015 ha istituito presso il Ministero dell’ambiente il Catalogo dei sussidi ambientalmente dannosi e dei sussidi ambientalmente favorevoli, che esso si presenta come uno strumento conoscitivo: un rapporto annuale che verrà approfondito e aggiornato annualmente per identificare le misure che danneggiano l’ambiente e le misure che incoraggiano consumi e investimenti ambientalmente favorevoli;
– le agevolazioni fiscali, anche sotto forma di credito d’imposta, e i sussidi risultanti dalle tabelle allegate al predetto catalogo si attestano a circa 10 miliardi di euro;
– si sta lavorando per assicurare una riconversione ecologica della fiscalità e, quindi, una riduzione progressiva dei sussidi cosiddetti perversi. Occorrerà assicurare una gradualità nella messa in opera di tali misure, identificare i sussidi, di capirne struttura e obiettivi, riesaminarne la validità, l’efficacia e l’efficienza;
– l’impegno che si sta mettendo in campo è volto a mettere a disposizione uno strumento che, con il consenso di produttori e consumatori, possa favorire l’avvio di un processo progressivo, rapido, irreversibile di eliminazione di sussidi ambientalmente dannosi.
 
 
 
 
Sottosegretaria di Stato per l’Ambiente e la tutela del territorio e del mare, Silvia Velo
3-02886
Interrogazione a risposta immediata in Assemblea
 
M. Fedriga, LN
DL lavoro accessorio
 
 
Considerato che il vuoto normativo creatosi all’indomani dell’entrata in vigore dell’abrogazione dei buoni-lavoro avvenuta per decreto legge (DL 15/2017) in mancanza di una norma transitoria che mantenga vigenti le regole e le relative sanzioni fino alla fine dell’anno, termine entro il quale si potranno attivare i buoni già acquistati, rischia l’attivazione di ticket incontrollati e di fatto la «legalizzazione» del sommerso, viene chiesto:
–  se ed in che termini si intenda porre rimedio alla situazione e come intenda garantire nel futuro la regolamentazione del lavoro flessibile e saltuario per settori come il commercio, il turistico-ricettivo e l’agricoltura, caratterizzati dalla necessità di dover gestire picchi di lavoro a seconda della stagione o addirittura della settimana.
 
Evidenziato, tra l’altro, che:
 
– il DL 25/2017, adottato dal Consiglio dei ministri lo scorso 17 marzo, dispone l’abrogazione degli articoli 48, 49 e 51 del Dlgs 81/2015 relativi alla disciplina del lavoro accessorio;
– il decreto prevede inoltre che i buoni per prestazioni di lavoro accessorio, richiesti prima del 17 marzo, data di entrata in vigore del decreto, possano essere utilizzati fino al 31 dicembre 2017;
– l’utilizzo dei buoni per prestazioni di lavoro accessorio in tale periodo transitorio dovrà essere effettuato nel rispetto delle norme previgenti;
– sussiste l’intenzione di attivare un confronto con le parti sociali, per  individuare, tempestivamente, nuove forme di regolamentazione delle prestazioni di lavoro accessorio e occasionale che potranno portare a soluzioni diversificate per famiglie e imprese in ragione della loro evidente diversa natura.
 
Ministro del Lavoro e delle politiche sociali, Giuliano Poletti
3-02887
Interrogazione a risposta immediata in Assemblea
 
F. Laforgia, Art. 1 MDP
Fondo sviluppo infrastrutturale
 
 
 
Considerata la recente vicenda del crollo del ponte sull’autostrada A14 all’altezza di Camerano (Ancona), viene chiesto:
– quali siano i motivi per cui gli schemi di decreto che dovrebbero disciplinare l’operatività del “fondo per il finanziamento degli investimenti e lo sviluppo infrastrutturale del Paese” (dotazione complessiva 44.550 milioni di euro) previsto dalla legge di bilancio per il 2017 (art. 1, comma 140, L 232/2016) nello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze, non risultano ancora trasmessi alle Camere e quali iniziative si intendano assumere al riguardo.
Evidenziato, tra l’altro, che:
 
– la disposizione istitutiva del fondo prevede che per il finanziamento dei programmi di investimento e lo sviluppo delle infrastrutture, le risorse finanziarie iscritte sullo stesso siano ripartite con uno più DPCM su proposta del Ministro dell’economia e delle finanze, di concerto con i Ministri interessati;
– con i medesimi decreti sono individuati gli interventi da finanziare e i relativi importi, indicando, ove necessario, le modalità di utilizzo dei contributi;
– il MEF ha avviato una serie di interlocuzioni con le singole amministrazioni, a seguito delle quali i Ministeri hanno formulato le proprie richieste in relazione a specifici interventi da finanziare nell’ambito delle rispettive competenze;
– tali richieste hanno necessitato di una fase istruttoria, per pervenire  alla formulazione di una proposta di riparto compatibile con le risorse disponibili e che tenga conto delle priorità negli interventi;
– una quota delle risorse del Fondo investimenti, in base all’intesa in Conferenza Stato-regioni del 9 febbraio scorso, per un importo pari a 400 milioni di euro, sarà utilizzata quale quota parte del concorso delle regioni e delle province autonome al raggiungimento degli obiettivi di finanza pubblica per il 2017.
 
Ministro dell’Economia e delle finanze, Pietro Carlo Padoan
5-10433
Interrogazione a risposta immediata in Commissione
 
D. Capezzone, Misto
Iniziative a seguito delle calamità atmosferiche del gennaio 2017
 
 
Quali iniziative si intendano intraprendere  per le popolazioni colpite dalle calamità del gennaio 2017
Evidenziato, tra l’altro, che:
 
–con riferimento alla Regione Abruzzo è in corso di prossima emanazione un’ ordinanza a firma del Capo del Dipartimento della protezione civile;
-il Consiglio dei Ministri nella riunione di venerdì 10 marzo 2017, in relazione agli eventi sismici e agli eccezionali fenomeni meteorologici che hanno colpito i territori di Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria, ha deliberato l’estensione degli effetti della dichiarazione dello stato di emergenza adottata con la delibera del 25 agosto 2016 ed ha autorizzato un ulteriore stanziamento di 70 milioni di euro destinato a far fronte ad ulteriori interventi di soccorso legati alla fase di emergenza.
Lo stanziamento andrà ad incrementare le disponibilità del Fondo per le Emergenze Nazionali;
–ai sensi dell’articolo 10 del DL 8/2017, attualmente in corso di conversione in Parlamento (A.C. 4286), sono previste talune misure di sostegno alle fasce deboli della popolazione residenti nei comuni colpiti ubicati anche in Abruzzo, dagli eventi Sismici succedutisi dall’agosto 2016. ai fini della mitigazione dell’impatto del sisma sulle condizioni di vita, economiche e sociali delle fasce deboli della popolazione, ai soggetti residenti e stabilmente dimoranti da almeno due anni in uno dei Comuni di cui agli allegati 1 e 2 del DL 189 del 2016, che versano in condizioni di maggior disagio economico, è concessa, su domanda, per l’anno 2017, nel limite di 41 milioni di euro per il medesimo anno, la misura di contrasto alla povertà introdotta dall’articolo 1, comma 387, lettera a), della legge 28 dicembre 2015, n. 208.

Sottosegretario di Stato al Ministero dell’Economia e delle Finanze, Pier Paolo Baretta
5-10918
Interrogazione a risposta immediata in Commissione
 
D. Zoggia, Art. 1 MDP
Fenomeni di usura bancaria
 
 
quali iniziative urgenti si intendano porre in essere al fine di impedire in futuro il malcostume delle banche di recuperare crediti non dovuti e al fine di tutelare i risparmiatori.
Evidenziato, tra l’altro, che:
 
-nell’ambito dei controlli di vigilanza, la Banca d’Italia verifica la funzionalità delle procedure di calcolo del tasso effettivo globale (TEG) e di segnalazione trimestrale utilizzate dagli intermediari, e, in caso di disfunzioni procedurali, adotta le conseguenti iniziative di vigilanza, provvedendo anche a segnalare all’Autorità Giudiziaria gli aspetti di possibile rilevanza penale, riscontrati nell’esercizio dell’attività di vigilanza;
-l’Istituto, inoltre, esamina gli esposti in materia di usura, fermo restando che non può pronunciarsi nel merito delle controversie.
In proposito, è stato osservato che gli esposti, che lamentano applicazione di tassi usurari, sono in diminuzione, come anche sottolineato nella Relazione sulla gestione e sulle attività della Banca d’Italia 2015;
–con specifico riferimento al trattamento delle «indennità di sconfinamento» la Banca d’Italia ha infine precisato che le Istruzioni per la rilevazione dei TEG medi del 2009 prevedevano che, per i conti correnti, gli oneri connessi con il finanziamento – incluse le penali di sconfinamento – dovessero entrare nel calcolo del TEG su base annua a meno che non fossero connessi a eventi di tipo occasionale. Nelle risposte ai quesiti pervenuti in materia di rilevazione dei tassi effettivi globali medi, ai sensi della legge sull’usura, pubblicate sul sito internet della Banca d’Italia, l’Istituto ha precisato, infatti, che le penali di sconfinamento – in quanto connesse ad eventi occasionali – dovevano entrare nel calcolo nel solo trimestre di addebito a meno che lo sconfinamento fosse continuativo da un trimestre all’altro;
–le penali di sconfinamento, comunque, sono state poi sostituite dalla Commissione di istruttoria veloce prevista dall’articolo 117-bis del TUB che, in base alle nuove Istruzioni per la rilevazione emanate nell’agosto 2016, viene inserita nel calcolo del TEG, sempre su base annua.
 
Sottosegretario di Stato al Ministero dell’Economia e delle Finanze, Pier Paolo Baretta
 
Sono stati presentati alla Camera dei Deputati, tra gli altri, i seguenti Atti di indirizzo e controllo:
 
CAMERA DEI DEPUTATI
ATTO e PRIMA FIRMA
OGGETTO
IMPEGNI/RICHIESTE AL GOVERNO
1-01553
Mozione
 
R. Simonetti, LN
Stabilità finanziaria delle Province
 
 
Assumere iniziative, anche normative, volte a:
–ripristinare le funzioni attribuite alla Province ante legge n. 56 del 2014, consolidando la loro esistenza costituzionale alla luce del voto referendario del 4 dicembre scorso;
–individuare le risorse adeguate a copertura delle funzioni assegnate in base all’analisi reale dei fabbisogni standard, nel rispetto del dettame costituzionale di cui all’articolo 119 della Costituzione;
–destinare alle Province una quota del fondo Anas pari ad almeno 300 milioni per la manutenzione straordinaria delle strade provinciali, così da avviare le opere necessarie per riportare in sicurezza una importante e strategica rete viaria;
–assegnare alle Province le ulteriori risorse necessarie a garantire l’espletamento delle funzioni fondamentali necessarie per la sicurezza dei territori ed i servizi essenziali ai cittadini, come evidenziato anche dalla Sose nel corso dell’audizione parlamentare dello scorso 16 marzo in Commissione bicamerale per l’attuazione del federalismo fiscale;
– riportare nei bilanci delle Province i risparmi derivanti dai propri atti e provvedimenti di spending review;
–riconoscere alle province, in via straordinaria anche per il 2017, la facoltà di utilizzare gli avanzi di amministrazione per assicurare gli equilibri dei bilanci.
4-16017
Interrogazione a risposta scritta
 
L. Ricciatti, Art. 1 MDP
Stabilità finanziaria province
 
 
Considerato, in particolare, che:
– il progetto di abolizione definitiva delle province, che era stato oggetto, tra le altre cose, della riforma costituzionale recante «Disposizioni per il superamento del bicameralismo paritario, la riduzione del numero dei parlamentari, la soppressione del CNEL e la revisione del titolo V della parte II della Costituzione», è stato tuttavia bocciato dai cittadini italiani con il referendum del 4 dicembre 2016;
-la legge di stabilità 2015 operava, in virtù del progetto di riorganizzazione citato, importanti riduzioni dei contributi erogati dallo Stato alle province, nonostante in capo alle stesse restasse la responsabilità di erogare servizi essenziali per i cittadini quali la manutenzione stradale e delle scuole;
–76 province italiane hanno, per questa ragione, depositato esposti cautelativi alle procure della Repubblica competenti e alla Corte dei conti, denunciando l’insostenibile situazione generata dal taglio delle risorse e dal contestuale permanere di competenze in ambiti essenziali quali quelli richiamati;
viene chiesto:
quali iniziative intenda assumere il Governo per far fronte alla grave situazione illustrata.
5-10901
Interrogazione a risposta immediata in Commissione
 
M. Di Stefano, PD
Bando per la sicurezza
sul lavoro
 
Considerato, in particolare, che:
-in data 19 gennaio 2016 l’Inail ha emanato un bando per il finanziamento di una campagna nazionale di formazione in materia di salute e sicurezza sul lavoro in attuazione dell’art. 11, comma 1, lettera b), del DLgs 81/2008 (TU sicurezza sul lavoro);
-l’obiettivo dell’iniziativa era quello di finanziare una campagna nazionale di rafforzamento della formazione prevista dalla legislazione vigente in materia di salute e sicurezza sul lavoro, destinata alle piccole, medie e micro imprese, con risorse economiche trasferite dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali;
-i soggetti destinatari della campagna di formazione erano: datori di lavoro delle piccole, medie e microimprese; piccoli imprenditori di cui all’articolo 2083 del codice civile; lavoratori compresi quelli stagionali, delle piccole, medie e microimprese; rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza (RLS/RLST) delle piccole, medie e microimprese; soggetti individuati ex articolo 21 del DLgs 81/2008;
-l’entità delle risorse previste per il bando è pari a complessivi 14.589.896,00 euro e
il numero delle domande pervenute consiste in solo 179;
-in data 31 gennaio 2017 si sono insediate le sottocommissioni previste dal bando ed assieme alle commissioni stanno procedendo all’esame della documentazione amministrativa;
viene chiesto:
quale sarà la tempistica per l’insediamento delle sottocommissioni e delle commissioni preposte all’esame delle 179 domande pervenute per poter redigere la relativa graduatoria al fine di avviare quel procedimento rafforzativo delle piccole e medie imprese in materia di formazione per la sicurezza e la salute sul lavoro
5-10925
Interrogazione a risposta immediata in Commissione
 
M. Da Villa, M5S
DI sostitutivo di autorizzazioni urbanistiche
 
 
Chiarire se il decreto interministeriale n. 17407 del 2015 produca gli effetti previsti dall’art. 52-quinquies, comma 2, del DPR 327 del 2001, cioè se sostituisca, anche ai fini urbanistici ed edilizi nonché paesaggistici, ogni altra autorizzazione, concessione, approvazione, parere, atto di assenso e nulla osta comunque denominati.
5-10943
Interrogazione a risposta immediata in commissione
 
R. Simonetti, LN
Ritardo decreti attuativi APE/APES
 
 
Considerato, in particolare, che:
 
-le ultime notizie stampa sui ritardi del Governo ad attuare alcune importanti misure a carattere sociale contenute nella legge di bilancio 2017 destano allarme;
–l’Ape e l’Ape social, le misure di anticipo pensionistico che avrebbero dovuto alleggerire gli effetti prodotti dalla riforma Fornero delle pensioni, sono sospese in mancanza dei decreti attuativi;
-secondo alcune indiscrezioni stampa, il Governo starebbe temporeggiando per restringere ulteriormente la platea degli aventi diritto all’Ape social (interamente finanziata dallo Stato e per la quale sono stati stanziati in legge di bilancio 300 milioni per il 2017), poiché rispetto ai 35 mila lavoratori potenzialmente interessati dalla misura le risorse risultano essere insufficienti;
 
viene chiesto:
 
se trovino conferma le preoccupazioni esposte in premessa e, in caso di risposta negativa, quali siano le ragioni dei ritardi richiamati.
 

Si veda precedente del 20 marzo 2017

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